Differenze tra le versioni di "Napoli"

==== Il Viceregno spagnolo ====
[[File:Tizian (Umkreis) - Bildnis eines Edelmanns - WAF 1085 - Bavarian State Painting Collections.jpg|thumb|left|Pedro Álvarez de Toledo. Dipinto di [[Tiziano]].]]
A partire dal 1501, in conseguenza delle [[Guerre d'Italia del XVI secolo|Guerre d'Italia]] che stravolsero la geopolitica europea, Napoli perse la sua indipendenza. Dopo la marcia su Napoli di [[Carlo VIII di Francia]] e la nuova occupazione francese, nel maggio del [[1503]] passò sotto la dominazione spagnola, e per oltre due secoli il regno fu governato da un [[Viceré di Napoli|viceré]] per conto di [[Madrid]]. Il lungo dominio spagnolo viene generalmente considerato dalla storiografia, specie di stampo [[Benedetto Croce|crociano]], un periodo oscuro e di regresso<ref>{{Cita libro|url=http://books.google.it/books?id=QjFk9F-9pvcC&pg=PA28|autore=Giuseppe Coniglio|titolo=Il viceregno di Napoli nel sec. XVII: notizie sulla vita commerciale e finanziaria secondo nuove ricerche negli archivi italiani e spagnoli|editore=Ed. di Storia e Letteratura|anno=1955|p=28}}</ref>. In effetti però, la città in questo periodo non cadrà mai in una condizione provinciale<ref name="EnciclopediaTematica">{{cita web|url=http://books.google.it/books?id=fR8sEqPDmucC&pg=PA157#v=onepage&q&f=false|capitolo=Mezzogiorno d'Italia (1559-fine XVII)|titolo = Storia dell'Europa moderna: secoli XVI-XIX pp.388 e 157|accesso= 25 marzo 2020|autore= Roberto Barbieri e Emanuela Rodriguez|sito = Books.google.it| editore= Editoriale Jaca Book 1993|isbn=88-16-43906-8}}</ref><ref name=Cesare/> (le dimensioni ''monstre''<ref name="EnciclopediaTematica"/>, la vivacità interculturale<ref>{{Cita libro|autore=Monika Bosse|autore2=André Stoll|titolo=Napoli, Viceregno spagnolo. Una capitale della cultura alle origini dell'Europa moderna|anno=2001|città=Napoli}}</ref> e l'[[anticurialismo]] della Napoli spagnola), divenendo uno dei massimi centri dell'[[Impero spagnolo|Impero]]<ref>[https://books.google.it/books?id=txV2uP9FrtgC&pg=PA156&lpg=PA156&dq=napoli+capitale+illuminista&source=bl&ots=lOp-F-9G4z&sig=ZNZB9zCYuA_0u77hLl7P25hc83s&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwi7_4v5wq7UAhWqDsAKHSx1BbU4ChDoAQg7MAU#v=snippet&q=impero&f=false Aurelio Musi, ''Napoli, una capitale e il suo regno'', ed. Touring, Milano, 2003, p. 118]</ref>; chiamata a contrastare tra l'altro l'espansionismo dell'[[Impero Ottomano]] nel [[Mediterraneo]] centro-occidentale e a fungere da retrovia dell'azione spagnola nella valle padana<ref>[https://books.google.it/books?id=0lQNywLIWwAC&pg=PA11&lpg=PA11&dq=impero+spagnolo+ottomani+regno+di+napoli&source=bl&ots=vDyL11Tct4&sig=ACfU3U1qYdkZB1JAUzbqDu_PTjZveHdWbw&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiFhu6Gg-3lAhXR26QKHYlGDC44KBDoATABegQICRAB#v=onepage&q=impero%20spagnolo%20ottomani%20regno%20di%20napoli&f=false Aurelio Musi, ''Mezzogiorno spagnolo: la via napoletana allo stato moderno'', ed. Guida editori, 1991, pp. 10-11]</ref>. Esso lasciò tracce oltremodo profonde sia nella lingua napoletana<ref>{{Cita libro|autore=Pierangela Izzi|autore2=Domenico Defilippis|autore3= Sebastiano Valerio |anno=2007|titolo=Lessicografia a Napoli nel Cinquecento|p=121|editore=Adriatica Editore}}</ref>, che soprattutto nell'assetto urbanistico della città con il raddoppio del perimetro cittadino e la costruzione di [[via Toledo]] ed i [[quartieri Spagnoli]].
 
Napoli in questo periodo dovette vedersela con le minacce della [[Guerra della Lega di Cognac|Lega Santa]] di [[papa Clemente VII]], con le scorrerie turche (che arrivarono a depredare il borgo di [[Chiaia]]), con una terribile pestilenza, con una grande calamità naturale e con numerose sollevazioni popolari: ora dovute ai tentativi inquisitori, ora alle pressioni fiscali, la più famosa ed ardimentosa delle quali è quella che vide protagonista il popolano [[Masaniello]].
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