Differenze tra le versioni di "Napoli"

Lo smantellamento soprattutto delle precedenti strutture di governo seguito all'unificazione della penisola<ref>{{Cita web |url=http://www.imprese.san.beniculturali.it/web/imprese/cron-terr/evento-territorio?p_p_id=56_INSTANCE_X5ig&articleId=29167&p_p_lifecycle=1&p_p_state=normal&groupId=18701&viewMode=normal&templateId=TPL_INTRO_TERRITORIO&tag1=napoli&tag2=1861-1896 |titolo=Napoli 1861 - 1896: Prima dell'industria |sito=www.imprese.san.beniculturali.it |accesso=2019-05-08}}</ref>, unito al nuovo sistema fiscale e doganale nazionale ereditato da quello piemontese<ref>[[Renato Brunetta]], ''Sud: alcune idee perchè il Mezzogiorno non resti com'è'', ed. Donzelli, 1995, Roma p.4.</ref>, determinò una profonda crisi sociale ed industriale (denunciata anche dalla scrittrice [[Matilde Serao]] ne ''[[Il ventre di Napoli]]'' e ''[[Il paese di cuccagna]]''<ref>[https://books.google.it/books?id=8vhVDwAAQBAJ&pg=PA31&lpg=PA31&dq=ventre+di+napoli+napoli+postunitaria&source=bl&ots=x1f2F3qEoc&sig=ACfU3U07Gvmo5Y2p3gmadQKID1NmlxsZsg&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiw64mQre_jAhXJaFAKHbuRCi8Q6AEwBnoECAgQAQ#v=onepage&q=ventre%20di%20napoli%20napoli%20postunitaria&f=false Roberto Bonuglia, ''Elite e storia della narrativa napoletana'', ed. Lampi di Stampa, 2018 p. 31]</ref>).
 
Le condizioni critiche della Napoli post-unitaria furono all'origine, a fine secolo XIX, di [[Risanamento di Napoli|una profonda trasformazione urbanistica]] che le darà vaghe assonanze con la [[Trasformazione di Parigi sotto il Secondo Impero|Parigi di Haussman]]<ref>{{cita web|url= https://www.isispitagoramontalbano.edu.it/images/Preside/risorgimento/Mezzogiorno%20Risorgimento%20e%20Unita%20d%20Italia.pdf |titolo= isispitagoramontalbano.edu.it, ''Mezzogiorno, Risorgimento e Unità d'Italia'' p.155 |formato= pdf}}</ref>. In questo periodo furono demoliti numerosi fabbricati e monumenti, costruiti nuovi quartieri, edifici ed aperte le arterie di [[via Duomo (Napoli)|via Duomo]], del [[Corso Umberto I|Rettifilo]], di [[via Francesco Caracciolo]] e viale Gramsci. Questo frangente storico coincise oltremodo con la nascita di numerosi [[Café-concert]] e di un dinamico ambiente culturale e sociale.<ref>{{Cita libro|nome=Francesco|cognome=Barbagallo|titolo=Napoli, Belle Époque|url=https://books.google.it/books?id=TZKODAAAQBAJ&pg=PR19&lpg=PR19|accesso=2019-07-13|data=2015-11-05|editore=Gius.Laterza & Figli Spa|p=5|ISBN=9788858123461}}</ref>
 
L'11 marzo [[1918]] nel corso del [[prima guerra mondiale|primo conflitto mondiale]], pur trovandosi molto distante dalla zona di conflitto, la città fu bombardata dal dirigibile tedesco L.58 o [[LZ 104]] partito da una base bulgara, causando 16 vittime tra la popolazione civile.
Nel [[1994]] la città ospitò il [[G7]] e la conferenza mondiale dell'[[Organizzazione delle Nazioni Unite|ONU]] per la lotta contro la criminalità organizzata, iniziando così un periodo di relativa rinascita. Nel [[1995]], dopo circa dieci anni di cantieri, venne completato il [[Centro Direzionale di Napoli]], il primo cluster di grattacieli dell'[[Europa meridionale]].
 
Gli anni successivi vedranno la città divenire sede della [[Apple]] Developer Academy (2016)<ref>[https://www.developeracademy.unina.it/it/ Developeracademy.unina.it]</ref> e della [[XXX Universiade]], inaugurata il 3 luglio 2019<ref>[http://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2019/07/03/al-via-le-universiadi-napoli-in-festa.-mattarella-incontra-e-bacia-noemi_30a16344-ca04-4432-a776-74cfcf738b65.html Al via le Universiadi, Napoli in festa. ANSA, 4 luglio 2019. Accesso il 4 luglio 2019.]</ref>, dopo la rinuncia delladi capitale brasiliana[[Brasilia]].
 
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