Differenze tra le versioni di "Tommaso da Tolentino"

Nato a Tolentino, entrò nell'ordine francescano attorno al [[1275]]. Intorno al [[1287]], insorse insieme ad altri confratelli contro gli abusi della professione minoritica di raccogliere denari in chiesa, di abbandonare i conventini per costruirne di sontuosi. Imprigionato come seguace di [[Angelo Clareno]] con con quest'ultimo ed altri confratelli fu fatto liberare da [[Raimondo Gaufridi]], appena dopo l'elezione a Generale in Rieti, nel [[1289]]<ref>Atanasio Matanić, BSS, vol. XII (1969), col. 588.</ref>.
 
Continuando i dissidi, qualche tempo dopo il 1289, per sottrarlo alle vessazioni fu inviato con [[Angelo Clareno]], fra [[Marco da Montelupone]], [[Angelo da Tolentino]] e fra [[TommasoPietro da TolentinoMacerata]] come missionario nella Piccola Armenia (o [[Regno armeno di Cilicia]]) dato che Re [[Aitone II d'Armenia]] aveva fatto richiesta di alcuni religiosi. Il Re desiderava alcuni santi frati, che guidassero spiritualmente tutta la nazione. Raimondo gli inviò proprio quei frati che aveva appena tratto fuori dal carcere<ref>''"Misit cum sua obedientia et licentia speciali quam neque hereticis neque apostatis concessisset"'', Angelo Clareno, ''Epistole'', p. 242</ref>.
 
In Armenia i missionari svolsero una fruttuosa opera apostolica e pastorale molto apprezzata dal papa [[Niccolò IV]] in momenti delicati della sua azione organizzatrice in quel Regno e in Terrasanta. Giudicati molto positivamente dal re Aitone.
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