Differenze tra le versioni di "Guerre di Lombardia"

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Pochi anni dopo fu innescata una nuova guerra a causa di conflitti tra i condottieri. Niccolò Piccinino, dopo aver promesso di recuperare le [[Marche]], a nome di [[papa Eugenio IV]], prese le città di [[Ravenna]] e di [[Bologna]] e le costrinse a riconoscere la sovranità di Milano. Supportato da [[Gianfrancesco Gonzaga]] di [[Mantova]], Niccolò poi invase i possedimenti veneziani in Lombardia. Nel settembre del [[1438]], pose l'assedio a Brescia e assaltò [[Bergamo]] e [[Verona]]. La Repubblica di Venezia, poi, attaccò [[Francesco Sforza]] e concluse una nuova alleanza con Firenze e [[Niccolò III d'Este]], marchese di Ferrara, che ottenne il [[Polesine]] in cambio del suo sostegno.
 
I milanesi furono battuti a più riprese, notoriamente dai veneziani a [[Battaglia di Soncino|Soncino]] il 14 giugno [[1440]] e dai fiorentini ad [[Anghiari]] il 29 giugno. La guerra sembra vinta per gli alleati e gli [[Sforza]] ricevono gli onori del trionfo a Venezia, ma nel febbraio del [[1441]] Niccolò schiaccia un presidio lasciato dagli Sforza a [[Chiari]]. Durante la primavera, dopo aver scorrazzato per buona parte della bresciana, il Piccinino fortificò il borgo e si asserragliò nel castello di Cignano, il 25 giugno resistette tutto il giorno agli assalti dei Veneziani guidati da Francesco Sforza. Gli Sforza assediarono la città di [[Martinengo]], ma videro la possibilità di ritirata del Piccinino che, sicuro della sua imminente vittoria, chiese a [[Filippo Maria Visconti]] la signoria di [[Piacenza]] in cambio di rinnovare il suo sostegno. Il duca di Milano preferì aprire i negoziati con Francesco Sforza e questi funse da mediatore tra Milano e Venezia, concludendo una tregua a [[Cavriana]]. La [[Pace di Cremona]], firmata il 20 novembre [[1441]], portò solo un piccolo cambiamento territoriale. Venezia conservò Ravenna, Firenze il [[Casentino]], mentre Niccolò Piccinino ottenne i terreni nei pressi di [[Parma]] in precedenza posseduti da [[Orlando Pallavicino]], e Filippo Visconti riconobbe l'indipendenza di Genova, promettendo di terminare le interferenze in [[Toscana]] e in [[Romagna]].
 
== Conseguenze ==
Utente anonimo