Differenze tra le versioni di "Sampierdarena"

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Con il Regio Decreto n. 74 del 14 gennaio 1926, il Comune di Genova si espandeva inglobando diciannove comuni della val Polcevera, della [[val Bisagno]] e delle due riviere, a levante e a ponente della città<ref>[[s:R.D.L. 14 gennaio 1926, n. 74 - Aggregazione al comune di Genova di 19 Comuni limitrofi|Regio Decreto Legge 14 gennaio 1926, n. 74]]</ref>. Tra di essi il comune di San Pier d'Arena che entrò così a far parte della cosiddetta [[Grande Genova]], perdendo dopo otto secoli la propria autonomia amministrativa.
 
L'annessione voluta dal [[Fascismo|regime fascista]] allora al potere fu vissuta dai sampierdarenesi come un vero e proprio declassamento da città industriale con una forte identità a quartiere periferico<ref name="demografia"/>, identità che gli abitanti hanno continuato ad affermare orgogliosamente nel tempo: significativo a questo proposito che i più anziani di essi, al pari dei residenti in molti degli ex comuni integrati nella Grande Genova siano tuttora soliti dire ''"vado a Genova"'', per riferire l'intenzione di recarsi nel centro della città. siano tuttora soliti dire ''"vado a Genova"<ref name="gazzola" /><ref>{{Cita web |url=http://www.unich.it/fusero/pdf/Le%20periferie%20di%20Genova.pdf |titolo=P. Fusero, "Genova, periferie e centri storici", 2001, Università G. d'Annunzio di Chieti-Pescara |accesso=13 gennaio 2015 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20160307083453/http://www.unich.it/fusero/pdf/Le%20periferie%20di%20Genova.pdf |dataarchivio=7 marzo 2016 |urlmorto=sì }}</ref>''. Tale forma è tuttavia quasi scomparsa del tutto dal vocabolario delle generazioni sampierdarenesi più giovani, mentre resta più in voga nei quartieri che si trovano più distanti dal centro.
 
==== L'ampliamento del porto ====
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