Differenze tra le versioni di "Repubblica di Venezia"

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[[File:Collage_Moda_di_Venezia.jpg|miniatura|sinistra|A sinistra la [[dogaressa]] nel 1581 in abiti tardo rinascimentali e a destra una donna del 1750 che veste la ''Tonda'']]
 
La moda veneziana si sviluppò seguendo quella delle popolazioni con cui Venezia commerciava. Nei primi secoli di vita della Repubblica, per via dei rapporti commerciali con i [[Longobardi]], si diffusero lunghi vestiti di tela decorati da strisce colorate e le scarpe solitamente erano dei sandali di pelle. Successivamente la stretta vicinanza con l'[[Impero bizantino|Impero Bizantino]] si diffusero anche vestiti più sfarzosi, in genere si trattava di tonache ricamate o trapuntate di colore azzurro che all'epoca era il colore simbolo dei veneti. Sopra la tonaca gli uomini spesso indossavano mantelli, cinture e cappelli. I vestiti delle donne nobili erano di seta ricamata, molto lunghi e scollati, solitamente indossavano anche mantelli a strascico e pellicce di ermellino. L'industria Nel il [[XIII secolo]] per regolare e tutelare le attività sartoriali furono istituite tre diverse [[Corporazioni delle arti e mestieri|corporazioni]]: i ''Sartori da vesti'', i ''Sartori da ziponi'' e i ''Sartori da calze'' e si dedicavano rispettivamente a cucire vestiti, giubbotti e calze.
 
Nel [[XIV secolo]], seguendo la moda europea, nella Repubblica di Venezia per le donne si cucirono vestiti sempre più sfarzosi, mentre gli uomini cominciarono a radersi la barba e a portare delle gonnelle abbinate a delle lunghe calze bicolore. Non essendo le strade selciate la gente per evitare di sporcarsi troppo indossava degli zoccoli molto alti che poi si toglieva in casa. Tra il [[XV secolo|XV]] e nel [[XVI secolo]] l'influenza rinascimentale e poi barocca portarono sempre più agli eccessi gli abiti femminili grazie anche all'introduzione del [[merletto di Burano]]<ref>{{cita|Mutinelli, 1851|p. 71}}.</ref>. Per evitare che i nobili e i patrizi spendessero enormi quantità di denaro nei capi d'abbigliamento nel 1488 la Repubblica emanò delle leggi atte a limitare l'uso dei vestiti troppo costosi, tanto che nel 1514 si istituirono i provveditori alle pompe, che avevano il compito di vigilare sulla quantità di denaro spesa per abiti ed eventi<ref>{{cita|Mutinelli, 1851|p. 322}}.</ref>.
 
Nel [[XVII secolo]] iniziò la moda della parrucca e dell'uso della cipria, in particolare per gli uomini che nel secolo successivo introdussero la ''velada'' ovvero una specie di mantello più o meno decorati. Al contrario i vestiti delle donne diventarono più modesti tanto che l'abito più diffuso della repubblica divenne la ''Vesta a Cendà'', un abito che si componeva di un lungo vestito solitamente nero e di sciarpa bianca. Le donne più povere invece indossavano alla ''Tonda'' un vestito di bianco che copriva il capo e dietro era legato con una cintura<ref>{{cita|Mutinelli, 1851|p. 3}}.</ref>.
 
== Tradizioni ==
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