Differenze tra le versioni di "Neoclassicismo"

Per quanto riguarda gli interni, il neoclassicismo scoprì il gusto per l'autentico arredamento classico, sulla scia delle scoperte effettuate a [[Pompei]] ed [[Ercolano]], scavi iniziati verso la fine del decennio del [[1740]] ma la cui eco aveva raggiunto il grande pubblico solo nei decenni successivi, grazie anche alla pubblicazione dei primi lussuosi volumi (dal 1757 al 1792) della monumentale opera ''Le Antichità di Ercolano'' del Bayard.
 
Le illustrazioni mostravano come anche gli interni più classicheggianti di epoca [[barocco|barocca]], o le più ''romane'' tra le stanze realizzate da [[William Kent]] fossero basate sullo stile architettonico degli esterni di [[basilica|basiliche]] e [[Tempio romano|templi]], il che si traduceva in: cornici delle finestre munite di [[frontone]], specchi dalle cornici dorate e caminetti sormontati da simil-frontali come quelli dei templi, tutte cose che ora sembrano eccessivamente pompose e piuttosto assurde. Il nuovo stile cercò di ricreare invece un vocabolario architettonico autenticamente ''romano'', servendosi di motivi decorativi più piatti e meno pesanti, come [[fregio|fregi]] scolpiti a [[bassorilievo]] o dipinti in monocromia come dei piccoli quadretti, che rappresentavano medaglioni, vasi, busti, bucrani o altri motivi appesi a nastri o rami d'alloro, con snelli arabeschi come sfondo, realizzati in [[rosso pompeiano]] o altre tinte pastello, oppure con colori che imitavano quello delle pietre naturali.
 
Questa moda in [[Francia]], chiamata ''"goût Grèc"'', fu inizialmente appannaggio dei cittadini di Parigi, ma non fu accettata a corte; solo quando il paffuto giovane Re salì al trono nel [[1774]] permise a sua moglie [[Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena|Maria Antonietta]], seguace delle mode, di introdurre lo stile ''Luigi XVI'' nei palazzi reali, ma soprattutto nel suo [[Petit Trianon]].
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