Differenze tra le versioni di "Pittura napoletana"

Il [[Luca Giordano|Giordano]] si annovera tra i più importanti pittori italiani e tra i più prolifici di sempre, avendo all'attivo circa tremila dipinti eseguiti.<ref>Ferrari, ''Luca Giordano - Nuove ricerche e inediti'', Editrice Electa (2003)</ref> La sua arte inizia con la scuola riberesca prolungandosi nel tempo fino a superare definitivamente la tradizione del [[Barocco napoletano|barocco seicentesco]], inaugurando così l'arte del secolo successivo con i suoi vivaci colori che riprende dallo studio magistrale della [[pittura veneta]] che fece durante un suo soggiorno a [[Venezia]] e dall'attento studio altresì di autori del Cinquecento come [[Raffaello]], [[Annibale Carracci]] e [[Michelangelo]].<ref name=Ragione/> Del Giordano si possono ricordare tele e cicli di affreschi di primaria importanza nel contesto artistico nazionale. Gli affreschi nella ''[[galleria di Luca Giordano]]'' (già ''galleria degli Specchi'') al [[palazzo Medici Riccardi]] di [[Firenze]] sono tra le opere più note di questo artista, esposto oltre che nei musei e chiese di [[Napoli]] anche al [[Museo del Prado|Prado]] di [[Madrid]], alla [[National Gallery (Londra)|National Gallery]] di [[Londra]], al [[Kunsthistorisches Museum|Kunsthistorisches]] di [[Vienna]], al [[Louvre]] di [[Parigi]], agli [[Uffizi]] di [[Firenze]] ed in altre parti d'Italia.
 
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File:BattistelloPeter.jpg|[[Battistello Caracciolo]], ''[[Liberazione di San Pietro (Caracciolo)|Liberazione di San Pietro]]'' (1615)
File:SpagnolettoStAndreaGirolamNaples.jpg|[[Jusepe de Ribera]], ''[[Sant'Andrea (de Ribera)|Sant'Andrea]]'' (primo quarto del XVII secolo)
File:José de Ribera 058.jpg|[[Jusepe de Ribera]], ''[[Pietà (Ribera Napoli)|Pietà]]'' (1637)
File:Palazzo Medici Riccardi, Galleria di Luca Giordano.JPG|La ''[[Galleria di Luca Giordano]]'' al [[palazzo Medici Riccardi]] di [[Firenze]]
File:St Sebastian c1660 Mattia Preti.jpg|[[Mattia Preti]], ''[[San Sebastiano (Mattia Preti)|San Sebastiano]]'' ([[1657]] circa)
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Se l'ultima parte del Seicento è ampiamente dominata dalla presenza di [[Luca Giordano]], bisogna dire che contemporaneamente a questi un altro pittore che salì alla ribalta nello stesso periodo fu [[Mattia Preti]]. Il Preti, pittore calabrese giunto in città nel [[1653]], ebbe modo di affrescare con pitture votive sul dopo [[peste]] del [[1656]]-[[1657]] tutte e quattro le porte onorarie di Napoli, dei cui lavori oggi permane solo quello su [[porta San Gennaro]]. Proprio a Napoli avviene l'incontro con [[Luca Giordano]] che risulterà di particolare rilevanza per entrambi in quanto fonte per i due di un interscambio di influenze stilistiche. Del Preti si possono ammirare anche alcune tele presenti a Capodimonte nonché gli affreschi sul soffitto della [[chiesa di San Pietro a Majella]].
 
[[File:Stanzione, Massimo - Woman in Neapolitan Costume - 1635.jpg|thumb|upright|[[Massimo Stanzione]], ''Ritratto di donna napoletana'' ([[1635]]). [[Fine Arts Museums di San Francisco]].]]
Parallelamente al Ribera, al Giordano ed al Preti, intanto, [[Massimo Stanzione]], già allievo del [[Fabrizio Santafede]], perfeziona la sua pittura grazie ad un viaggio fatto a [[Roma]] nel [[1617]]. Fu così che divenne uno dei primi autori napoletani del seicento a staccarsi dall'impronta del Merisi.<ref name=Ragione/> Divenne di fatto uno dei più importanti e ricercati affrescatori di Napoli,<ref name=Ragione/> ricevendo in alcuni casi commissioni anche in [[Spagna]]. Egli fu grande amico e collaboratore artistico di un'altra pittrice giunta in quegli anni ([[1630]]) a [[Napoli]], vista la fiorente attenzione all'arte che la città stava riversando: [[Artemisia Gentileschi]]. Della Gentileschi permangono in città diverse opere eseguite dagli anni trenta del [[XVII secolo]] fino alla sua morte, avvenuta nel [[1653]]. Infatti l'artista romana, dalla vita travagliata e ricca di sofferenze, decise di adottare la città partenopea come sua seconda patria, trovando infatti nozze e concependo due figlie in loco. L'arrivo a Napoli della Gentileschi, anch'essa sulla scia del [[Caravaggio]], fu motivo di una importante crescita professionale, trovando infatti commissioni tanto di particolare prestigio quanto con una certa frequenza. Furono questi gli anni delle tre tele per la cattedrale di Pozzuoli: il ''[[San Gennaro nell'anfiteatro di Pozzuoli]]'', l<nowiki>'</nowiki>''Adorazione dei Magi'' ed il ''San Procolo e Nicea''; dell<nowiki>'</nowiki>''Annunciazione'' di [[Museo di Capodimonte|Capodimonte]]; nonché gli anni delle commissioni spagnole, con la ''[[Nascita di san Giovanni Battista]]'', opera questa appartenente ad un ciclo di sei commissioni quattro delle quali affidate allo [[Massimo Stanzione|Stanzione]], una a [[Paolo Finoglia]] ed una alla [[Artemisia Gentileschi|Gentileschi]].
[[File:Gentileschi Artemisia Judith Beheading Holofernes Naples.jpg|thumb|left|upright|[[Artemisia Gentileschi]], ''[[Giuditta che decapita Oloferne (Artemisia Gentileschi Napoli)|Giuditta che decapita Oloferne]]'' ([[1612]]-[[1613|13]])]]
 
Gli autori come [[Jusepe de Ribera|Ribera]], [[Luca Giordano|Giordano]], [[Battistello Caracciolo|Caracciolo]], [[Massimo Stanzione|Stanzione]] e [[Mattia Preti|Preti]], accompagnati da altri esponenti che sono stati di passaggio a Napoli nella prima metà del Seicento, come [[Guido Reni]], [[Domenichino]], [[Giovanni Lanfranco]], saranno motivo di grande influenza per le generazioni che seguiranno contribuendo direttamente e indirettamente all'evoluzione della pittura locale. In particolar modo, gli arrivi del [[Domenichino]] e del [[Giovanni Lanfranco|Lanfranco]] (che stazionarono in città per circa un decennio) furono motivo di respiro per la pittura partenopea, fino ad allora troppo incentrata sulla scuola di Caravaggio e sui suoi [[Caravaggismo|seguaci]]. Dai tre pittori "forestieri", che hanno lasciato in città molte opere tra pitture e cicli di affreschi, ci fu dunque modo di ricevere influssi tipici della [[Rinascimento emiliano|pittura emiliana]] donando in questo modo una maggior dimensione artistica alla appena nata scuola locale. A tutti questi nomi, si affiancano quelli di altri artisti le cui opere sono oggi conservate nei più importanti musei d'Europa: [[Bernardo Cavallino]], [[Aniello Falcone]], [[Giovanni Battista Benaschi]], [[Micco Spadaro]], [[Andrea De Lione]], [[Salvator Rosa]], [[Francesco Di Maria]], [[Giovanni Balducci]], [[Bernardo De Dominici]], [[Andrea Malinconico]], [[Paolo Finoglio]], [[Lorenzo Vaccaro|Lorenzo]] e [[Andrea Vaccaro]], [[Giacomo Farelli]], [[Onofrio Palumbo]], [[Francesco Guarini]], [[Antonio De Bellis (pittore)|Antonio De Bellis]], [[Giovan Battista Ruoppolo]], [[Giuseppe Recco]], [[Cesare Fracanzano|Cesare]] e [[Francesco Fracanzano]], [[Giuseppe Marullo]], [[Pacecco De Rosa]], [[Filippo Vitale]] e [[Belisario Corenzio]].
[[File:SS Marcellino e Festo - Cupola.jpg|thumb|upright|Affreschi di [[Belisario Corenzio]] nella [[chiesa dei Santi Marcellino e Festo]] di [[Napoli]]]]
 
[[Aniello Falcone]], le cui opere si possono ammirare al Duomo, al Gesù Nuovo negli affreschi della volta della Sacrestia, e al Museo di Capodimonte, vede nella sua bottega formarsi altri importanti artisti napoletani, tra cui [[Micco Spadaro]] e [[Salvator Rosa]], insieme ai quali - e con molti altri - sembra avesse formato la "Compagnia della Morte", così chiamata perché i suoi affiliati uccidevano gli spagnoli nelle strade della città come vendetta per la morte di un loro amico. La [[pittura]] di Micco Spadaro, il cui vero nome era Domenico Gargiulo, è nota per due diversi 'cicli tematici': il primo è quello dei paesaggi e delle vedute architettoniche (''Villa di Poggioreale'', ''Storie bibliche'', ''Storie di certosini'' - queste ultime due a San Martino), l'altro è quello della rappresentazione di eventi a lui contemporanei, tra cui soprattutto la ''Rivolta di Masaniello del 1647'' ed ''Eruzione del Vesuvio del 1631''. [[Salvator Rosa]], nato a Napoli ed attivo in questa città ma anche a Roma e Firenze, fu una personalità poliedrica che abbandonò il [[barocco]] e la pittura di genere per dedicarsi alle tematiche più disparate, dalle battaglie all'arte sacra fino all'ultima ma fondamentale produzione di paesaggi selvaggi e fantastici di gusto quasi romantico.
 
Continuatore di Solimena è [[Francesco De Mura]] che si forma nella sua bottega e le cui opere risultano spesso di difficile attribuzione poiché il suo stile si accosta molto a quello del maestro. Di questo pittore rimangono svariate opere dislocate in alcuni [[musei italiani]], molti lavori eseguiti nelle [[chiese di Napoli]], alcuni nei [[palazzi di Napoli|palazzi]] nobiliari di [[Napoli]] e [[Torino]] ed infine, rimane un cospicuo numero di opere al complesso del [[Pio Monte della Misericordia]], in quanto donate dall'artista alla sua morte. Il De Mura diviene nel corso del [[XVIII secolo]] il pittore più ricercato del [[Regno di Napoli]] ricevendo inoltre l'invito ufficiale da parte di [[Ferdinando I delle Due Sicilie|Ferdinando IV di Borbone]] a divenire pittore di corte a [[Madrid]]. Tale invito verrà tuttavia declinato da parte del maestro napoletano.
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File:Luca Giordano - Triumph of Judith - WGA09026.jpg|[[Luca Giordano]], ''[[Trionfo di Giuditta]]''
File:SacrestiaDomenicoMaggioreNaples5.jpg|[[Francesco Solimena]], ''[[Trionfo della fede sull'eresia ad opera dei Domenicani]]'' ([[1701]] - [[1707]])
File:FormielloNapoli3.jpg|Cupola di [[Paolo De Matteis]] a [[chiesa di Santa Caterina a Formiello|Santa Caterina a Formiello]] (Napoli)
File:ChiesaRuffi3.JPG|Cupola di [[Francesco De Mura]] a [[chiesa di San Giuseppe dei Ruffi|San Giuseppe dei Ruffi]] (Napoli)
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Anche [[Corrado Giaquinto]] studia a Napoli presso Solimena, ma la sua lezione tardo-barocca viene nel Giaquinto unita alle prime correnti neoclassiche e all'intensità cromatica di Luca Giordano. Anche se la maggior parte e le più importanti delle sue opere sono altrove, Napoli è dunque il centro della formazione di questo artista nato a [[Molfetta]].
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