Differenze tra le versioni di "Jeanne Modigliani"

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Si laureò a [[Pisa]] in storia dell'arte con una tesi su [[Vincent van Gogh]]. Perseguitata dal [[fascismo]] in quanto [[Ebrei|ebrea]], si rifugiò a Parigi. Quando la [[Francia]] fu occupata dai [[nazisti]] entrò nel [[Maquis]], la [[resistenza francese]], venendo anche incarcerata per motivi politici.
 
Nel [[1952]], con una [[borsa di studio]] del Centro Nazionale della ricerca scientifica, Jeanne intraprese una ricerca su Van Gogh, in Francia e nei [[Paesi Bassi]]. Grazie allo studio di Van Gogh sullo stereotipo dell'artista maledetto decide di studiare la vita del padre [[Amedeo Modigliani]] e scrive nel [[1958]] il libro ''Modigliani, senza leggenda'' edito da [[Vallecchi|Vallecchi Editore]]. Questa opera smonta le diverse dicerie che gravano sulla memoria del padre, in modo particolare attacca colui che favorì la fama di artista maledetto, ossia Andrè Salmon, autore di "Vita e passione di Amedeo Modigliani" edito nel 1926, ma che già nel 1922 scrisse un articolo incentrato sulla Parigi Bohemien''Bohémien''. Il testo pone al centro della riflessione una sola domanda: perché beveva Modigliani? Salmon descrive le sue eccessive bevute e l'uso di hascisc, con interviste, aneddoti ma senza specifiche note biografiche. Da storica invece la figlia Jeanne si attiene ai fatti, pur essendo cosciente che oggettivamente non è possibile scriverne una biografia completa. Si dovrebbero mappare tutti gli studi e le abitazioni dove Modigliani ha vissuto ma, dati i numerosi traslochi, questo non è possibile. Persino nel diario della madre, che purtroppo s'interrompe nei periodi più interessanti, alcune vie vengono confuse.
Alcuni elementi vengono invece scoperti grazie ad prezioso documento che narra la storia della famiglia Spinoza e Modigliani dal 1793:
 
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