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== Biografia ==
Apprese il mestiere da [[Andrea Pisano]] e [[Giotto di Bondone]], con i suoi fratelli [[Jacopo di Cione|Jacopo]] e [[Nardo di Cione]], a loro volta artisti. Anche [[Matteo di Cione]] fu artista e precisamente scultore, ma di secondo piano. Nel [[1357]] firmò e datò una delle sue opere più importanti, il polittico con ''Cristo in trono e santi'' per la Cappella Strozzi di Mantova in Santa Maria Novella a Firenze, commissionato nel 1354 da Tommaso di Rossello Strozzi. Dal [[1352]] al [[1357|1359]] fu [[capomastro]] di [[Orsanmichele]], al cui interno è ancora presente il tabernacolo da lui realizzato nella navata destra, capolavoro scultoreo della seconda metà del Trecento fiorentino.
 
Collaborò in veste di architetto e consulente alla fabbrica di [[Santa Maria del Fiore]] e fu dal 1358 al 1362 capomastro del [[Duomo di Orvieto]], ove realizza il celebre rosone della facciata<ref>"Umbria", Guida TCI, 2004, pag. 192</ref><ref>[http://www.inorvieto.it/facciata-duomo/ Sito Inorvieto.it]</ref>. Fra le altre opere attribuitegli, la [[cappella dell'Annunciazione]] e resti di affreschi nel [[cappella Tornabuoni|coro di Santa Maria Novella]], la grande ''[[Crocifissione e Ultima cena]]'' nel refettorio di [[chiesa di Santo Spirito (Firenze)|Santo Spirito]] e frammenti di un ''Trionfo della morte'' nel museo di [[Santa Croce (Firenze)|Santa Croce]]. Di datazione incerta è la ''[[Cacciata del Duca d'Atene]]'' in [[Palazzo Vecchio]].
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