Differenze tra le versioni di "Frammentazione della Democrazia Cristiana"

{{Vedi anche|Cristiani Democratici Uniti}}
Più articolata fu la traiettoria politica disegnata dal CDU, partito nato dagli accordi di Cannes e guidato da Rocco Buttiglione. Collocatosi inizialmente (come naturale prosecuzione della battaglia condotta all'interno del PPI unitario) nell'alleanza di centrodestra e ottenuta nel 1995 l'elezione di Roberto Formigoni alla presidenza della Regione Lombardia, presentò liste comuni col CCD alle elezioni politiche del 1996, cui si affiancò in un unico gruppo parlamentare anche nell'opposizione al primo governo presieduto da Prodi dopo la vittoria dell'Ulivo. Nel 1998, però, Buttiglione guidò il CDU ad aderire al progetto politico pensato dall'ex Capo dello Stato [[Francesco Cossiga]], il quale diede vita a una nuova compagine, l'[[Unione Democratica per la Repubblica|UDR]], la cui segreteria venne affidata a Clemente Mastella, nel frattempo uscito dal CCD. In tal modo il partito di Buttiglione si trovò a sostenere la nascita del primo governo presieduto da Massimo D'Alema, che poté ottenere la fiducia al Senato proprio grazie ai voti dell'UDR, che sostituì nella maggioranza Rifondazione Comunista che ne era uscita. Nel governo D'Alema fu nominato ministro anche l'esponente del CDU [[Gian Guido Folloni]]. Tale passaggio politico produsse reazioni all'interno del CDU e dell'UDR: [[Roberto Formigoni]] non accettò di far parte di una maggioranza di centrosinistra e abbandonò l'UDR e il CDU fondando insieme a [[Raffaele Fitto]] e altri il movimento politico dei [[Cristiani Democratici per la Libertà]], che recuperarono l'alleanza con il centrodestra. Successivamente però Buttiglione tornò sui suoi passi: nel 1999 il CDU abbandonò l'alleanza con l'UDR e tornò a operare come soggetto politico distinto, presentando proprie liste alle elezioni europee dello stesso anno, nelle quali Buttiglione fu anche eletto al Parlamento europeo. Qualche tempo dopo il CDU ritirò il sostegno alla maggioranza di centrosinistra, motivando il gesto con il rifiuto degli alleati di appoggiare il progetto del CDU sulla riforma scolastica. Tornato all'opposizione, il CDU riattivò l'alleanza col centrodestra, presentandosi insieme alla [[Casa delle Libertà]] e alla Lega Nord alle elezioni del 2001. Vinte le elezioni, il CDU entrò a far parte del [[Governo Berlusconi II|secondo governo Berlusconi]], nel quale lo stesso Buttiglione ricoprì l'incarico di Ministro per le Politiche comunitarie. Il CDU terminò la sua esperienza nel 2002 fondendosi con CCD e DE nella nuova compagine dell'UDC.
 
== La Democrazia Cristiana di Flaminio Piccoli (1997-2000) ==
Un gruppo di democristiani contrari alla dissoluzione del partito si organizzò in associazioni che avevano l'intenzione di mantenere viva l'ispirazione democristiana. Tra questi [[Flaminio Piccoli]], il quale, con [[Giuseppe Alessi (politico)|Giuseppe Alessi]] e [[Giuseppe Pizza]], rifondò nel 1997 la "Democrazia Cristiana", impegnandosi in una lunga controversia giudiziaria sull'uso del nome e del simbolo del partito democristiano e sulla gestione del patrimonio immobiliare della DC. Nel 2000, alle elezioni regionali, il partito si presentò sotto le insegne del [[Partito Democratico Cristiano]], per aggirare il divieto di presentarsi con il nome storico della DC.
 
== La ''"Rinascita della Democrazia Cristiana"'' di Carlo Senaldi (2000-2012) ==
Utente anonimo