Differenze tra le versioni di "Frammentazione della Democrazia Cristiana"

Nel 1999 Clemente Mastella (già esponente DC, CCD, UDR) fondò l'Unione Democratici per l'Europa (UDEUR), che successivamente assunse le denominazioni di Alleanza Popolare - UDEUR, Popolari UDEUR, Popolari per il Sud e UDEUR Popolari per il Sud. Dopo la fine dell'esperienza dell'UDR, inventata da Francesco Cossiga, che aveva coinvolto il CDU di Buttiglione e altre formazioni liberali e nella quale Mastella svolse il ruolo di segretario, esperienza che si rivelò determinante per la prosecuzione della XIII legislatura con la formazione del primo governo D'Alema, Mastella diede vita a una nuova compagine politica ispirata alla tradizione del cristianesimo democratico, tendenzialmente collocata al centro dello schieramento politico italiano e che conobbe vicende e alleanze differenti. Mastella avrebbe voluto proseguire l'attività politica dell'UDR, ma le controversie giudiziarie sull'uso del nome e del simbolo lo indussero a dar vita a una nuova formazione dal nome molto simile al precedente. L'Udeur alla fine del 1999 entrò a far parte della composita maggioranza che sostenne il [[Governo D'Alema II|secondo governo presieduto da D'Alema]] ottenendo anche un ministero per [[Agazio Loiero]] (Rapporti col Parlamento), e per Salvatore Cardinale (Comunicazioni). L'alleanza col centrosinistra proseguì sino al termine della legislatura e l'UDEUR appoggiò anche il [[Governo Amato II|secondo governo Amato]] del quale pure entrò a far parte con Loiero agli affari regionali. La XIV legislatura (2001-2006), interamente governata da Berlusconi, vide l'UDEUR (poi Popolari UDEUR) all'opposizione insieme alle forze del centrosinistra. Nel luglio 2002, quando la Margherita decise effettivamente di costituirsi come partito unico, l'UDEUR non vi aderì, abbandonando i gruppi parlamentari unitari. Nel 2005 fu costruita una nuova coalizione elettorale, [[L'Unione]]. Mastella, in cambio della partecipazione all'Unione, chiese la candidatura in una delle grandi regioni del Sud nel 2005, ma la sua richiesta non trovò ascolto, dando così inizio alle turbolenze in un'alleanza mai serena. Dopo il buon esito delle amministrative del 2005, L'Unione si presentò anche alle politiche del 2006, dove prevalse di strettissima misura (+0,7%) sulla Casa delle Libertà. Nacque così il [[Governo Prodi II|secondo governo Prodi]], nel quale Mastella fu Ministro della Giustizia. Prodi incontrò sin dall'inizio fortissime difficoltà a causa delle tensioni continue all'interno della sua variegata maggioranza, che andava da Rifondazione Comunista ad, appunto, i Popolari UDEUR. Dopo diverse polemiche e contrasti interni alla maggioranza, alimentati soprattutto dal leader comunista e Presidente della Camera Bertinotti, furono però proprio i Popolari UDEUR di Mastella a determinare la fine del governo Prodi e della legislatura. Dimessosi da Ministro della Giustizia a causa di un'inchiesta che vide coinvolta la moglie, Mastella portò i Popolari UDEUR all'appoggio esterno al Governo, uscendone poi a gennaio del 2008 in polemica per le scelte degli alleati sulla riforma elettorale e anche per non aver ottenuto la richiesta solidarietà per la vicenda giudiziaria che lo interessava. Dopo varie votazioni di fiducia vinte per un soffio, il governo Prodi cadde, col voto contrario dei Popolari UDEUR, il 23 gennaio 2008 e si dovette quindi andare alle elezioni anticipate alle quali i Popolari UDEUR, dopo un tentativo di alleanza con l'UdC, non si presentò.
Dopo l'uscita dall'alleanza di centrosinistra, i Popolari UDEUR si presentarono alle regionali nel 2008 con l'UdC, alle amministrative e alle europee nel 2009 e alle regionali del 2010 con il PdL. Nel 2010 i Popolari UDEUR si trasformarono in Popolari per il Sud e nel 2011 in UDEUR Popolari per il Sud. In quest'anno l'UDEUR Popolari per il Sud avviò una collaborazione coi partiti del neonato [[Terzo Polo]] (UdC, [[Futuro e Libertà per l'Italia|FLI]], [[Alleanza per l'Italia|API]] partecipando ad alcune competizioni elettorali regionali e locali sia nel 2011 che nel 2012. In occasione delle elezioni politiche del 2013 non riuscì a presentare alcuna lista né ad allearsi con centrodestra, finché, dopo un'ultima a presenza alle regionali in Molise del 2013, nel novembre dello stesso anno il partito confluì in [[Forza Italia (2013)|Forza Italia]] e si sciolse.
 
== La ''"Rinascita della Democrazia Cristiana"'' di Carlo Senaldi (2000-2012) ==
{{Vedi anche|Rinascita della Democrazia Cristiana}}
Dopo la morte di Flaminio Piccoli avvenuta nel [[2000]], [[Carlo Senaldi]] assunse la presidenza della "Rinascita della Democrazia Cristiana", il quale la fece confluire nel 2005 nella [[Democrazia Cristiana per le Autonomie]] e la fuse nel 2012 con la ''"Democrazia Cristiana"'' guidata da Angelo Sandri, sancendone finalmente l'estinzione.
 
== Il ''"Partito Democratico Cristiano"'' di Giovanni Prandini (2000-2013) ==
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