Argumentum ad consequentiam: differenze tra le versioni

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L<nowiki>'</nowiki>'''''argumentum ad consequentiam''''' (il richiamarsi alle conseguenze), è una "[[fallacia]]" cioè un errore nascosto nel [[ragionamento]] che comporta la violazione delle regole di un confronto [[argomentazione|argomentativo]] corretto. In questo caso l'argomento conclude che un'ipotesi è vera o falsa in base al fatto che la premessa porti a conseguenze desiderabili o indesiderabili. <ref>[http://www.argomentare.it/strumenti/ad-consequentiam ''Argomentare.it]</ref>
 
:Esempio 1) "L'eccesso di storia è dannoso per la vita: […] colui che non osa più fidarsi di sé e che invece, per il suo sentire, chiede involontariamente consiglio alla storia: «come devo qui sentire?» diventa a poco a poco, per paura, attore e assume un ruolo, per lo più anzi molti ruoli, recitando perciò ciascuno di essi male e superficialmente" <ref>Nietzsche, ''Sull'utilità e il danno della storia per la vita'', § 5 </ref>.
Secondo Nietzsche affidarsi alla storia, agli esempi del passato come regola di comportamento significa non capire la realtà del presente per agire e invece ripetere passivamente quanto già accaduto nella storia passata.
 
Del tutto opposta la conclusione della premessa "conoscere la storia" in Cicerone:
''Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis'' <ref>[[Cicerone]], ''De Oratore'', II, 9, 36), ovvero La storia in verità è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, messaggera dell'antichità.
Solo la conoscenza storica consente di vivere consapevolmente il presente.
 
 
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