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Dopo venti lunghi mesi di guerra e di dura occupazione militare Sassuolo fu liberata nella sua parte meridionale già alle ore 16,30 del 22 aprile 1945, dopo aver portato alla resa i tedeschi nel combattimento di Villa Segré, e nella prime ore del mattino del 23 aprile in altri punti della città<ref>{{Cita libro|autore=Francesco Genitoni|titolo=Soldati per conto nostro|anno=2013|editore=Incontri Editrice|città= Sassuolo}}</ref><ref>{{Cita pubblicazione|autore=Comune di Sassuolo|autore2=|autore3=|anno=1972|titolo=Proposta di concessione di medaglia d’argento al V.M. al Comune di Sassuolo|rivista=|volume=Archivio storico Comune di Sassuolo, b. 22/1972|numero=Cat 6 e 7, Cat. 6 Cl. 5 Fasc. 1. All’interno, nell’opuscolo a stampa Comune di Sassuolo, Proposta del Consiglio Comunale di decorare al Valore Militare il Comune di Sassuolo per il contributo dato alla guerra di liberazione. Atti del Consiglio Comunale adottati nella seduta del 23 dicembre 1970, s.l., s.d., p.11: «Alle ore 16 del 22 aprile cessava la resistenza nemica».}}</ref>. Nella tarda mattina del 23 aprile 1945, giorno del santo patrono Giorgio, alcuni mezzi corazzati della Forza di spedizione brasiliana occupavano le principali piazze<ref>{{Cita libro|autore=Francesco Genitoni|titolo=Soldati per conto nostro|anno=2013|editore=Incontri Editrice|città=Sassuolo|pp=325-329 e 323-324. Si riporta il testo del Verbale di trapasso dei poteri stilato da Ottavio Tassi in Municipio. Ottavio Tassi fece mettere a verbale, nell’accettare le consegne dal Podestà in Municipio, a nome del CLN, che Sassuolo era stata liberata fin dalle prime ore del 23 aprile da reparti partigiani, anticipando i reparti alleati (brasiliani) che mai entrarono con truppe di fanteria a Sassuolo, ma solo con alcune autoblinde, come attestano le fotografie.}}</ref>. I militari prigionieri tedeschi, italiani e di varia provenienza, dei quali Ottavio Tassi tenne il computo per nazionalità <ref>{{Cita pubblicazione|autore=Ottavio Tassi|autore2=|autore3=|titolo=Memorie|rivista=|volume=|numero=|citazione=cit.}}</ref>, fra essi circa una ventina di sbandati del battaglione San Marco<ref>''Ivi''| Tassi li qualifica, erroneamente, nelle sue Memorie come della X Mas.</ref> catturati nella palestra dello Stadio Comunale, furono provvisoriamente reclusi in un’ala del Palazzo Ducale in custodia della polizia partigiana e, dopo alcune settimane di prigionia, consegnati alle forze alleate per essere condotti nei campi di detenzione.
 
Indagini dirette in prima battuta dalla procura di Modena con il sostituto procuratore Andrea Claudiani, poi dalla [[Procura]] Militare di La Spezia, cui hanno collaborato i Carabinieri di Sassuolo, sulla base dei referti di un ente nazionale di ricerca, dell’Istituto di [[Medicina legale]] di Modena, diretto dal professor De Fazio, di un geologo e di un perito balistico, hanno appurato che tutti i campioni di resti umani, tra i quali resti di bambini, rinvenuti nel cortile del Palazzo nel corso di lavori di manutenzione, sono da ascrivere a un arco temporale compreso tra il 1280 e il 1840-50 e non si tratti di vittime di ''una supposta strage di prigionieri lì avvenuta ad opera di partigiani''<ref>{{Cita news|autore=|titolo=Ossa ritrovate:nessun eccidio, era un cimitero|pubblicazione=Il Resto Del Carlino|data=12/12/1999}}</ref><ref>{{Cita news|autore=|titolo=Archiviato il caso delle ossa. Soddisfazione dei partigiani”|pubblicazione=La Gazzetta di Modena|data=2114/12/1999|citazione=Le ossa ritrovate nel cortile del Palazzo Ducale non apparterrebbero a persone o soldati tedeschi morti a ridosso della Seconda Guerra Mondiale, ma sarebbero datate addirittura a un'epoca compresa tra il 1820 e il 1850. A questo risultato sarebbero arrivati gli esperti dell'Enea, attraverso un esame al carbonio radioattivo}}</ref><ref>{{Cita news|pubblicazione=Il Resto Del Carlino|data=19/12/1999|citazione=La Procura della Repubblica di La Spezia, in seguito alle risultanze tecniche dell'Istituto di Medicina Legale (di cui abbiamo riferito nei giorni scorsi) ha deciso l'archiviazione dell'inchiesta sulla supposta strage a Palazzo Ducale}}</ref><ref>{{Cita news|autore=|titolo=Resti dell’800, non di fascisti uccisi nel’45|pubblicazione=L'Unità|data=21/12/1999|citazione=Non erano i resti di fascisti uccisi nei giorni della Liberazione le ossa rinvenute[...] La procura militare di La Spezia ha deciso pertanto l'archiviazione della supposta "strage"}}</ref>.
 
La Città di Sassuolo è stata insignita della “Croce di guerra al Valor Militare al Gonfalone”<ref>{{Cita pubblicazione|autore=Comune di Sassuolo|autore2=|autore3=|titolo=Proposta di concessione di medaglia d’argento al V.M. al Comune di Sassuolo|rivista=Archivio storico Comune di Sassuolo|editore=Comune di Sassuolo. Proposta del Consiglio Comunale di decorare al Valore Militare il Comune di Sassuolo per il contributo dato alla guerra di liberazione. Atti del Consiglio Comunale adottati nella seduta del 23 dicembre 1970, s.l., s.d.. L’ onorificenza è stata concessa con Decreto Presidenziale 13 ottobre 1984.}}</ref>.
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