Barbagia: differenze tra le versioni

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L'insediamento umano ([[Homo sapiens]]) più antico della Barbagia, risalente al [[Paleolitico superiore]], è stato rinvenuto nella [[grotta Corbeddu]] di [[Oliena]]. Seguirono nei millenni successivi le varie ''facies'' culturali [[Sardegna prenuragica|prenuragiche]] e [[Civiltà nuragica|nuragiche]] che caratterizzarono tutto il territorio sardo.
 
La colonizzazione [[cartaginese]], non interessò le zone montane della Sardegna centrale e settentrionale, essendo i punici interessati solo al dominio delle zone costerierecostiere, funzionali ai loro traffici commerciali. Rimasero indipendenti le tribù sarde dell’[[Ogliastra]], della Barbagia, della [[Gallura]], del [[Goceano]], dell’[[Anglona]], della [[Romangia]] e della [[Nurra]], che continuarono a vivere alla maniera nuragica, ma che s’imbarbarirono coltempocol tempo per effetto della segregazione. <ref>{{Cita libro|autore=Gennaro Pesce|curatore=Raimondo Zucca|titolo=Sardegna Punica|url=https://www.sardegnacultura.it/documenti/7_26_20060401173946.pdf|edizione=2000|collana=BIBLIOTHECA SARDA|annooriginale=1961|p=78}}</ref>
 
Tra i sardi indigeni e i punici si stabilirono semplici rapporti di convivenza e commercio.
 
Anche le prime fasi della dominazione [[romana]] furono estremamente avversate da [[Corsi (popolo antico)|Corsi]] e [[Balari]] del nord Sardegna ed, in particolare, dalle popolazioni che vivevano nella zona che va dal [[Bitti|bittese]] al sud del [[Gennargentu]], e dal Marghine-Goceano fino al [[golfo di Orosei]] qualificate come "''Civitates Barbariae''" in età repubblicana e "''Barbaricini''" in età tardo imperiale e vandalica. Il toponimo Barbagia deriva dal [[Lingua latina|latino]] che si contrapponeva alla ''Romania'', il resto della Sardegna ove avvenivano i traffici commerciali di [[Roma]]. Il Paulis<ref>{{Cita libro|titolo=PAULIS 1987, pp. XXXV; XXXVIII}}</ref> afferma che l’espressione civitates Barbariae va intesa nel senso in cui essa ricorre in «fonti letterarie e epigrafiche soprattutto per l’area celtica e per la Germania», laddove indica «i ‘cantoni’ privi di urbs, privi dell’organizzazione urbana». Il confine della Barbaria Barbagia era dunque quello che divideva il territorio delle funzioni urbane da quello che ne era privo, da quello in cui populi popoli poco numerosi, legati più da vincoli tribali che amministrativi, vivevano distribuiti in piccoli inse-diamentiinsediamenti collocati in latifondi di uso comunitario, sorvegliati ed egemo-nizzatiegemonizzati da «alcuni campi militari posti a controllo della rete stradale, almeno in età repubblicana e nei primi decenni dell’impero<ref>{{Cita libro|titolo=MASTINO 2005, p. 309}}</ref>».
 
I confini della Barbagia erano dunque essenzialmente economici e sociali, non politico-militari. Essa venne scelta a più riprese come sede di deportazione e di esilio. Tiberio vi deportò, secondo la testimonianza di Tacito, ''coercendis illic latrociniis'' – e quindi in prossimità di aree montane – 4000 liberti o figli di liberti devoti ai culti egizi o giudaici<ref>{{Cita libro|titolo=Ann., II, 85,5 «Actum et de sacris Aegyptiis Iudaicisque pellendis, factum patrum consultum ut quattuor milia libertini generis ea superstitionis infecta, quis idonea ae-tas, in insulam Sardiniam veherentur, coercendis illic latrociniis et, si ob gravitatem caeli interissent, vile damnum; ceteri cederent Italia, nisi certam diem profanos ritus exiussent».}}</ref>. Probabilmente il re vandalo Genserico (428-477) vi fondò una colonia di Mauri «la quale, mentre da un lato liberava le provincie africane da elementi torbidi e infidi ch’erano pericolo permanente per la pace interna e la prosperità dello stato, doveva essere in Sardegna un puntello alla sovranità vandalica dacché la diversità della razza, delle lingua, della religione e de’ costumi impediva ogni intesa con gli indigeni<ref>{{Cita libro|titolo=BESTA 1908-9, p. 4. La notizia è tratta dal De bello vandalico di Procopio}}</ref>. È evidente che nessun imperatore o re a-vrebbeavrebbe esiliato chicchessia in un'area non adeguatamente controllata sia sotto il profilo militare che politico. Insomma, la Barbagia è nata prima della ''Romània'' sarda, e non ha mai avuto uno statuto politico né ideologico. <ref>{{Cita libro|autore=Paolo Maninchedda|titolo=Medioevo latino e volgare in Sardegna}}</ref>
 
[[File:I popoli della Sardegna Romana.png|miniatura|Le popolazioni e tribù sarde rilevate in età romana]]
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