Differenze tra le versioni di "Oltre (Claudio Baglioni)"

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== Significato dei brani ==
''Oltre'' è un [[concept album]] che segue la storia e l'evoluzione di Cucaio, il cui nome è ispirato alla pronuncia sbagliata che Baglioni dava del suo nome quando era bambino.<ref>{{Cita|Caggiani|p. 81}}.</ref> AssiemeRiguardo all'album,al è presente un libretto contenente un testopersonaggio, scrittoBaglioni con la tecnica del [[flusso di coscienza]], attraverso il quale il cantautore spiega i ''Gusci'' delle canzoni.<ref name="disse:2" /><ref>{{Cita webpubblicazione|urlautore=https://www.baglionifansite.com/cucaio-viene-dal-mare/Stefano Bianchi|titoloautore3=Cucaio|data=dicembre viene dal mare1990|sitotitolo=Claudio Baglioni Fansite|datarivista=3 gennaio 2006Tutto|accessovolume=15 agosto 202021}}</ref>
 
{{Citazione|Cucaio è la parte magica del disco, di questo cielo mago che non è qualcosa di impalpabile, ma è terreno. Cucaio è l’uomo che non sa pronunciare bene il proprio nome, che non sa da dove tragga origine né dove stia andando; quali siano le sue ansie, i suoi problemi e le sue gioie. Credo esista, nella vita di ognuno, una parte umana e una magica: la prima è quella che soffre di più, perché nel tentativo di confrontarsi con la seconda sa di non poterla emulare. Cucaio è questo, e rappresenta il momento in cui, oltretutto, lo si deve abbandonare per passare oltre.|Claudio Baglioni}}
 
Assieme all'album, è presente un libretto contenente un testo, scritto con la tecnica del [[flusso di coscienza]], attraverso il quale il cantautore spiega i ''Gusci'' delle canzoni.<ref name=":2" /><ref>{{Cita web|url=https://www.baglionifansite.com/cucaio-viene-dal-mare/|titolo=Cucaio viene dal mare|sito=Claudio Baglioni Fansite|data=3 gennaio 2006|accesso=15 agosto 2020}}</ref>
 
=== Disco uno ===
*''Le mani e l’anima'' - Il brano è dedicato al dramma di coloro che sono costretti a lasciare la propria terra natia per cercare la redenzione in un altro Paese,<ref name=":4" /> descrivendo in particolare le radici [[Africa|africane]] dell'uomo e con parallelismo tra le parti del corpo e gli elementi naturali tipici dell'ambiente africano.<ref name=":14">{{Cita|Caggiani|pp. 107-109}}.</ref> L'Io lirico rivuole indietro le sue mani ([[sineddoche]] del corpo) e la sua anima, la sua "Africanima", poiché l'Africa è lo spirito del mondo intero.<ref name=":14" /> Alla fine, delle frasi di rassegnazione vengono pronunciate con l'accento usato dallo stereotipo negativo del venditore ambulante africano ("Che vù campà", "Che vù parlà" e "Che vù tornà") ma sono sovraesposte da un ritmo africano, significando che gli Africani devono reclamare il proprio diritto di non essere considerati inferiori o culturalmente sottosviluppati ed il diritto di considerare l'Africa come la madre e l'anima dell'umanità.<ref name=":14" /> {{Senza fonte|Molto probabilmente il brano è ispirato ad un viaggio che a 15 anni Claudio fece con un suo amico, i due cercarono in tutti i modi di ritornare a casa, in Italia, e in questa traccia del disco Baglioni paragona il suo desiderio di tornare nel suo paese con il desiderio delle persone che vedeva lì in Africa di essere liberate e riavere la propria anima e le proprie mani; il fatto di riavere le mani si riferisce ai lavori manuali che nella povertà, gli abitanti si ritrovano a fare continuamente senza un compenso.}} La traccia strumentale è stata composta nei [[Real World Studios]], mentre le voci sono state registrate a Roma.<ref name=":15">{{Cita|Caggiani|p. 106}}.</ref> Il cantautore senegalese ed esponente della [[mbalax]] [[Youssou N'Dour]] collaborò con la sua voce ed il suo stile, raccontando nel 2009:<ref name=":15" />
{{Citazione|Ho incontrato Claudio in Italia, ma non ricordo bene chi me lo ha presentato. Abbiamo suonato in studio di registrazione per tutta la notte, a Roma, e lui mi ha lasciato la massima libertà nell’interpretare il suo brano. Io ho solo cercato di seguire la melodia e portare il mio contributo. Ho un ricordo molto buono di lui, che è oltretutto una persona musicalmente molto preparata.|Yossou N'Dour}}
*''Mille giorni di te e di me'' - La storia di un amore finito, dove ognuno va via incontro a chi insegnerà ciò che ha imparato assieme all’altro, sognando quell’attimo di eterno che però non c’è mai stato tra due amanti.<ref>{{Cita web|url=https://www.rockol.it/testi/30576622/claudio-baglioni-mille-giorni-di-te-e-di-me|titolo=Mille giorni di te e di me (Testo) di Claudio Baglioni tratto da Oltre|sito=Rockol|accesso=2020-08-22}}</ref> Le motivazioni della separazioni non sono chiarite all'inizio, ma l'io lirico aveva considerato l'amore come un riparo dal mondo e cerca di immaginare una nuova relazione che avrebbe avuto tuttavia le cicatrici di quella appena finita.<ref name=":16">{{Cita|Caggiani|pp. 113-115}}.</ref> Con il saluto finale alla ex fidanzata, l'io lirico consegna il ricordo di se stesso a colui che lo sostituirà come fidanzato di lei.<ref name=":16" /> In un'intervista al giornalista [[Vincenzo Mollica]], Baglioni disse:<ref>{{Cita web|url=http://www.mollica.rai.it/vinile/baglioni2/|titolo=Intervista a Claudio Baglioni|autore=Vincenzo Mollica|sito=Molliche istantanee|editore=RaiNet|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20100701071456/http://www.mollica.rai.it/vinile/baglioni2/|urlmorto=sì}}</ref>
{{Citazione|[La canzone] è venuta fuori otto anni prima che la registrassi, perché ogni volta la portavo ad ascoltare ai miei collaboratori – anche a degli arrangiatori – uno in particolare mi disse che secondo lui era una canzone un po’ ordinaria, un po’ comune, e io mi feci convincere. Molte volte il destino di certe canzoni che diventano incredibilmente popolari, amate dal pubblico, è proprio quello di essere neglette e un po’ osteggiate all’inizio.
 
È una canzone che nasce dall’idea che l’innamoramento, il vero amore, nasca spesso quando l’amore è finito. È una canzone che nella sua fase ultima diventò più completa e che nacque proprio dal fatto che secondo me un uomo, quando incontra una donna e s’innamora veramente, cerca di nascondersi in lei e poi di nascondere lei stessa – quindi il suo involucro – agli occhi del mondo. Quello secondo me è il momento in cui un uomo s’innamora veramente. [...] Praticamente tutta la canzone è autobiografica, ma con quel gusto dell’autobiografia che gli artisti hanno di mettere insieme diverse biografie, cioè di creare una rete attraverso la quale sia anche misterioso entrare. C’è un verso, in particolare, che dice “Chi ci sarà dopo di te respirerà il tuo odore pensando che sia il mio”: e questo è un verso a cui sono particolarmente affezionato perché penso che la memoria abbia un odore, l’assenza delle persone si misura ancora con il loro profumo.|Claudio Baglioni}}
;Lato B
*''Dov’è Dov’è'' - Dopo un'introduzione nella quale l'attore e doppiatore [[Oreste Lionello]] descrive il declino morale della società, Baglioni paragona se stesso da piccolo che scappava dalle attenzioni dei parenti, e se stesso da grande che scappa dai paparazzi, dai fan e dal mondo.<ref name=":4" /><ref name=":17">{{Cita|Caggiani|pp. 118-121}}.</ref> Tutti lo cercano disperatamente come se stessero inseguendo un criminale evaso dal carcere.<ref name=":17" /> Durante la canzone vi sono intermezzi con le voci reali dei genitori del cantautore, dei suoi ex insegnanti e della mogli, che descrivono il carattere di Baglioni da bambino.<ref name=":17" /> Alla fine, il "criminale" viene catturato e portato ad un processo, dove gli eventi della sua vita privata diventano accuse fatte da persone impiccione e invadenti.<ref name=":17" />
*''Dov’è Dov’è'' - Baglioni paragona se stesso da piccolo che scappava dalle attenzioni dei parenti, e se stesso da grande che scappa dai paparazzi e i fan.
 
*''Tieniamente'' - Gioco di parole tra la [[piazza Tienanmen]] in Cina, dove nel [[Protesta di piazza Tienanmen|1989 morirono più di duemila persone]], e la frase “tieni a mente” per non dimenticare ciò che successe.
 
*''Qui dio non c’è'' - La rabbia verso un Dio che forse non c’è, per tutte le cose sbagliate e cattive che il cantautore ha visto e sentito nella vita.
 
*''Tieniamente'' - GiocoLa dicanzone paroleè tradedicata laagli eventi della [[Protesta di piazza Tienanmen]] indel Cina1989, dovee nelil [[Protestatitolo diè piazzaun Tienanmen|1989 morirono piùgioco di duemilaparole persone]],tra "Tienanmen" e la frase “tieni a mente” per invitare a non dimenticare ciò che successe.<ref>{{Cita|Caggiani|pp. 125-127}}.</ref>
*''La piana dei cavalli bradi'' - Il paragone tra i cavalli liberi che corrono in una prateria e Claudio che corre via scappando dai problemi della vita, dai paparazzi, dalle strade sbagliate e dalla vita stessa per rifugiarsi, pur di andar via e lasciare il proprio amore.
 
*''Qui dio non c’è'' - Il brano ritrae la rabbia e la sofferenza (sia personale sia collettiva) provocate dai mali e dalle ingiustizie presenti nel mondo, dove probabilmente non esiste alcun Dio nonostante quest'ultimo avrebbe dovuto essersi realizzato nella natura.<ref>{{Cita|Caggiani|pp. 130-133}}.</ref>
*''Pace'' - Baglioni arriva alla fine dell’album e fa pace, con se stesso, con lui da piccolo, e con tutto il mondo, e così alla fine da solo un cuore l’ha trovato in questo mondo così uomo come noi, sotto un cielo che ci inganna come un mago, Claudio Baglioni adesso è libero, un uomo oltre.<ref>{{Cita web|url=https://baglioni.paroledimusica.com/|titolo=Significato album Oltre Claudio Baglioni}}</ref>
[[File:Piani_di_Castelluccio.jpg|alt=Piani di Castelluccio.jpg|miniatura|Piani di Castelluccio.]]
*''La piana dei cavalli bradi'' - La canzone inizia descrivendo un'atmosfera naturale con cavalli che corrono liberi nelle praterie, e successivamente il testo descrive la distanza tra due amanti: probabilmente è un riferimento ai due anni di ritiro di Baglioni ad Ansedonia per comporre la musica dell'album, isolandosi da tutti.<ref name=":18">{{Cita|Caggiani|p. 136}}.</ref> L'Io lirico accetta e attende il proprio futuro, come i cavalli nelle stalle aspettano di correre.<ref>{{Cita|Caggiani|pp. 137-139}}.</ref> Alla fine, l'uomo riesce a trovare la pace interiore in quella attesa ed inizia a correre verso "la piana dei cavalli bradi".<ref name=":18" /> In un'intervista per [[Rai Radio 2]], Baglioni affermò di essersi ispirato al paesaggio dei [[Piani di Castelluccio]], in [[Umbria]]:<ref name=":18" />
{{Citazione|L’Umbria me la sono sempre portata nel cuore e negli occhi, fino ad arrivare a [[Castelluccio (Norcia)|Castelluccio]]. Castelluccio è un paesino che si trova sopra [[Norcia]] e che io conosco dal 1971; me lo fece conoscere [[Franco Zeffirelli]], in occasione di una delle mie prime cantate, delle mie prime performance. Io sono stato la voce cantante di [[Francesco d'Assisi|Francesco d’Assisi]] nel film ''[[Fratello sole, sorella luna]]'', che appunto aveva la regia di Franco Zeffirelli, e da quell’anno, amando particolarmente questo posto, ho cominciato a fare un pellegrinaggio, praticamente quasi tutti gli anni, e addirittura ad ispirarmi per una mia canzone che si chiama La piana dei cavalli bradi. E pensare che siamo tutti un po’ in attesa, come i cavalli nelle stalle, e che gli uomini e i cavalli in fondo si assomigliano, e il cavallo come l’uomo decide di sottomettersi, perché sente che c’è qualcosa alla quale non può dire di no. Avrebbe una forza incredibile, il cavallo, ma decide a un certo punto di fare in modo che le cose vadano, un po’ come l’uomo. E l’occhio del cavallo, un po’ come la mente dell’uomo, contiene dei guizzi di follia e di irrequietezza.|Claudio Baglioni a ''Mezzogiorno con...'', Rai Radio 2, 19 maggio 1998}}
*''Pace'' - Nella canzone finale dell'album, il cantautore riesce a fare pace con sé, il se stesso bambino e con il mondo: adesso l'Io lirico è un adulto e ha ritrovato da solo quel cuore in un mondo così simile agli esseri umani, sotto un cielo che ci inganna come un mago.<ref name=":19">{{Cita|Caggiani|pp. 142-147}}.</ref> Dopop aver salutato Cucaio, l'Io lirico dichiara di esser finalmente diventato libero, un uomo, "oltre" quasi come lo [[Übermensch]] di [[Nietzsche]].<ref name=":19" />
{{Citazione|Non è un disco che fa un bilancio, anzi: è un disco senza risposte, alla fine, perché per come abbiamo voluto – io insieme ad altre persone – raffigurarlo anche graficamente, l’essenza del disco è una lunga onda, e un’onda non si ritrova mai, cioè non riesce mai a ricongiungersi dalla parte opposta, dalla parte finale. Quindi è una maniera di continuare, di essere in una continua metamorfosi, sperando ogni tanto di avere delle risposte, ma le risposte sono un vero miracolo. L’importante, comunque, è chiedersi cosa sta succedendo. E credo che il disco, nel suo tessuto musicale ma anche nel suo tessuto – diciamo – letterario, possa rispecchiare questo. È un disco senza una risposta vera finale, ma un disco con tante domande|Claudio Baglioni al ''Maurizio Costanzo Show'', 15 novembre 1990}}
 
== Pubblicazione ==