Differenze tra le versioni di "Dente Italiano"

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La mina degli austro-ungarici anticipò per poco una mina italiana che doveva essere fatta scoppiare quella mattina stessa.<ref>{{Cita|Trainello|pp. 225-226}}.</ref> Per questo motivo una buona parte del presidio italiano aveva già abbandonato il Dente quando esplose la mina austro-ungarica e il numero delle vittime fu ridotto. Le esplosioni di gas durarono ore, fino alle 11 di mattino furono contati 30 esplosioni che in parte coinvolsero anche il Dente Austriaco mietendo alcuni vittime anche tra gli austro-ungarici.<ref>{{Cita|Pieropan|p. 104}}.</ref><ref>{{Cita|Brunner|p. 451}}.</ref>
In seguito alla mina del 13 marzo il terreno sotto la selletta dei Denti fu così instabile a non permettere ulteriori scavi, terminando in questo modo la guerra di mine che interessò il Dente Italiano ed Austriaco.<ref>{{Cita|Brunner|p. 452}}.</ref> Il numero esatto delle vittime della guerra di mine sui Denti varia nella letteratura. Le cifre furono varie volte ridimensionati e sono ben diverse da quelli pubblicati negli anni immediatamente dopo la guerra che parlavano di centinaia e centinaia di vittime.<ref>{{Cita|Striffler|p. 43}}.</ref><ref>{{Cita|Pieropan|p. 105}}.</ref> Le gallerie del Dente Italiano sono oggi in parte crollate, ma accessibili con la dovuta prudenza nella loro parte iniziale. Vi è inoltre la Galleria Papa che permetteva un collegamento al coperto con la vicina Cima Palon. Nel 1922 il Dente Italiano fu proclamato tramite [[regio decreto]] ''Zona sacra'', insieme con altre zone del Pasubio.<ref>{{Cita web|url=https://www.museialtovicentino.it/itinerari/1710-la-zona-sacra-del-pasubio.html?itinerari=descrizione |titolo=La zona Sacra del Pasubio |autore= |sito=museialtovicentino.it |data=|accesso=28 agosto 2018}}</ref>
 
Le gallerie del Dente Italiano sono oggi in parte crollate, ma accessibili con la dovuta prudenza nella loro parte iniziale. Vi è inoltre la Galleria Papa che permetteva un collegamento al coperto con la vicina Cima Palon. Nel 1922 il Dente Italiano fu proclamato tramite [[regio decreto]] ''Zona sacra'', insieme con altre zone del Pasubio.<ref>{{Cita web|url=https://www.museialtovicentino.it/itinerari/1710-la-zona-sacra-del-pasubio.html?itinerari=descrizione |titolo=La zona Sacra del Pasubio |autore= |sito=museialtovicentino.it |data=|accesso=28 agosto 2018}}</ref>
 
Per il centenario della Grande Guerra sono stati recuperati alcuni manufatti e gallerie del Dente italiano e installati vari cartelli informativi. Durante questi lavori fu ripristinato anche il camminamento Ghersi, intitolato al generale [[Giovanni Ghersi]], da luglio 1917 successore del generale [[Achille Papa|Papa]] nel comando del settore Pasubio. Il camminamento Ghersi collegava la selletta Damaggio con il cosiddetto ''costone delle Bombarde'' e la sottostante ''selletta del Comando'' nei pressi dell'Arco Romano.<ref>{{Cita web|url=http://www.trentinograndeguerra.it/context.jsp?ID_LINK=112&area=10&id_context=461 |titolo=Monte Pasubio |autore= |sito=trentinograndeguerra.it |data=|accesso=28 agosto 2018}}</ref><ref>{{Cita web|url=http://www.trentinograndeguerra.it/context.jsp?area=5&ID_LINK=2&page=10 |titolo=Pasubio, camminamento gen. Ghersi e selletta del comando |autore= |sito=trentinograndeguerra.it |data=|accesso=28 agosto 2018}}</ref>
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