Differenze tra le versioni di "Caporetto"

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Dal 1920 al 1947 fece parte del [[Regno d'Italia (1861-1946)|Regno d'Italia]], inserita nella provincia del Friuli dal 1923 al 1927 e successivamente nella [[provincia di Gorizia]]. L'attuale territorio comunale era allora articolato nei comuni di [[Bergogna]], Caporetto, [[Creda]] (''aggregato nel 1928''), [[Dresenza]] (''aggregato nel 1928''), [[Idresca d'Isonzo]] (''aggregato nel 1928''), [[Libussina]] (''aggregato nel 1928''), [[Luico]] (''aggregato nel 1928''), [[Sedula]] (''aggregato nel 1928''), [[Ternova d'Isonzo]] (''aggregato nel 1928'').
 
Dal 10 settembre 1943 fu capitale della [[Repubblica di Caporetto|Repubblica partigiana di Caporetto]], che operò per 52 giorni fino all'offensiva tedesca dei primi di novembre.<ref>{{cita libro|autore=[[Zdravko Likar]]|titolo=Kobariška republika|editore=Fundacija Poti miru v Posočju e ZB NOB Bovec, Kobarid, Tolmin|anno=2018|lingua=sl}}</ref><ref>{{cita pubblicazione|url=http://www.patriaindipendente.it/persone-e-luoghi/itinerari-della-resistenza/kobariska-republika-la-prima-repubblica-partigiana/|titolo=Kobariška republika, la prima repubblica partigiana|cid=Marcolini Provenza|autore=Luciano Marcolini Provenza|pubblicazione=Patria Indipendente|data=16 novembre 2018|accesso=23 settembre 2019}}</ref><ref>{{cita pubblicazione|url=https://novimatajur.it/cultura/la-storia-della-kobariska-republika-nel-libro-di-zdravko-likar.html|titolo=La storia della Kobariška republika nel libro di Zdravko Likar|cid=''La storia della Kobariška republika''|accesso=23 settembre 2019|pubblicazione=novimatajur.it|data=11 ottobre 2018}}</ref> Passò poi alla [[Jugoslavia]] e quindi alla [[Slovenia]]. Nel [[1976]] fu colpito dal [[Terremoto del Friuli del 1976|terremoto del Friuli]] senza particolari danni, data la distanza dall'epicentro. Per ricordare gli eventi del primo conflitto mondiale, negli [[Anni 1990|anni novanta]] è stato costruito un museo<ref name="kobariski-muzej.si">[http://www.kobariski-muzej.si Kobariski Muzej]</ref>, oggi meta di numerosi visitatori. Il [[Sacrario militare di Caporetto|sacrario di Sant'Antonio]], costruito su un colle, custodisce le salme di 7.014 soldati italiani. Sulla sommità del sacrario si trova la preesistente chiesa di sant'Antonio di Padova, che era stata consacrata nel 1696.<ref>[https://www.inguaribileviaggiatore.it/elenco-articoli-europa/grande-guerra/museo-di-kobarid-caporetto Caporetto e la Grande Guerra di Inguaribile Viaggiatore]</ref>
 
Passò poi alla [[Jugoslavia]] e quindi alla [[Slovenia]]. Nel [[1976]] fu colpito dal [[Terremoto del Friuli del 1976|terremoto del Friuli]] senza particolari danni, data la distanza dall'epicentro.
 
Per ricordare gli eventi del primo conflitto mondiale, negli [[Anni 1990|anni novanta]] è stato costruito un museo<ref name="kobariski-muzej.si">[http://www.kobariski-muzej.si Kobariski Muzej]</ref>, oggi meta di numerosi visitatori. Il [[Sacrario militare di Caporetto|sacrario di Sant'Antonio]], costruito su un colle, custodisce le salme di 7.014 soldati italiani. Sulla sommità del sacrario si trova la preesistente chiesa di sant'Antonio di Padova, che era stata consacrata nel 1696.<ref>[https://www.inguaribileviaggiatore.it/elenco-articoli-europa/grande-guerra/museo-di-kobarid-caporetto Caporetto e la Grande Guerra di Inguaribile Viaggiatore]</ref>
 
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