Differenze tra le versioni di "Sbarco a Salerno"

[[File:German 88FlaK Salerno.gif|miniatura|sinistra|Batteria da 88 mm FlaK usati con notevole successo anche per il tiro anticarro. In primo piano le strisce bianche, indicanti il numero degli aerei e carri nemici distrutti]]
 
I giorni immediatamente successivi all'8 settembre furono un periodo di estrema tensione peri tedeschi, e specialmente per Kesselring che dal suo quartier generale di Frascati, doveva ora fronteggiare una triplice invasione. La minaccia più immediata proveniva da SalenoSalerno, dove uno sbarco su larga scala era stato appena effettuato dagli Alleati, e ciò fu complicato dal fatto che ora i tedeschi stavano combattendo su un territorio di un paese alleato che improvvisamente li aveva abbandonati. Inoltre a peggiorare la situazione c'era anche il previsto arrivo nella testa di sbarco di Salerno delle divisioni dell'8ª Armata britannica, che seppur lentamente, minacciava le truppe tedesche in risalita dalla Calabria. Per Kesselring fu quindi molto difficile pianificare l'arrivo nella zona di Salerno dei rinforzi; i collegamenti telefonici (che utilizzavano la rete telefonica italiana ormai quasi del tutto interrotta) con la 10ª Armata era molto complicati, e sia [[Alfred Jodl]] (capo di stato maggiore dell'OKW) che l'[[Heeresgruppe B]] non concessero le due divisioni corazzate richieste sia da Kesselring che dal suo capo di stato maggiore [[Siegfried Westphal]]<ref>{{cita|Hart|pp. 408-409}}.</ref>.
 
L'Heeresgruppe B rispose che le due divisioni (che in quel momento erano di stanza a [[Mantova]]) servivano a nord e che comunque sarebbero arrivate troppo tardi. Al contrario Kesselring calcolò che i 700 chilometri tra Mantova e Salerno sarebbero stati coperti in tempo per permettere ai rinforzi di arrivare il 13 settembre, quando le sorti del combattimento sarebbero state ancora in equilibrio. Secondo Westphal, considerata l'inferiorità della Luftwaffe e la mancanza di armi che potessero rispondere al fuoco delle navi al largo, la scarsità di forze terrestri causò grossi danni, infatti secondo Westphal «quelle due divisioni, mandate in tempo, avrebbero volto a nostro favore la situazione a Salerno», concetto confermato anche dal rincrescimento che in seguito Jodl espresse a Westphal, in merito al mancato invio di rinforzi a Kesselring. Lo stesso Kesselring si disse fiducioso di poter sopperire all'inadeguatezza dei mezzi di ricognizione a sua disposizione e ai lacunosi rapporti informativi, prevedendo i piani alleati. Il feldmaresciallo osservò infatti che «I piani alleati dimostrano sempre che la preoccupazione dominante [...] era di garantirsi il successo al cento per cento, il che lo portava a ricorrere a sistemi e mezzi ortodossi» e la possibilità di avere forze terrestri più abbondanti, avrebbe forse permesso a Kesselring di prendere contromisure più efficaci<ref>{{cita|Hart|pp. 410-411}}.</ref>.
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