Differenze tra le versioni di "Bibbia di Calci"

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Tra le più antiche opere di ambito pisano pervenuteci, se ne conosce la data di esecuzione ([[1168]]), il committente (''prebiter Gerardus'') e i due autori: ''Magister Vivianus'' per la scrittura e ''Albertus'' (o ''Adalbertus'') ''Volterranensis'' per la miniatura. Ciò ne fa, per antichità e per pregio, uno dei capisaldi della [[storia della miniatura]] italiana.
 
==Storia e descrizione==
[[File:Bibbia_di_calci_02.jpg|thumb|Lettera miniata]]
Si conosce la data di esecuzione, avviata il 10 ottobre 1168, per iniziativa del prete Gerardo di San Vito a Pisa, grazie alla scritta vergata nel foglio 231r del IV volume. Qui sono elencate le offerte dei fedeli, per lo più abitanti in zona, che permisero la realizzazione del codice, con una precisa elencazione delle spese sostenute. Al "maestro Viviano", fiduciario dell'abate Guido di San Vito, vennero date 15 lire "''et amplius''". Lo stesso personaggio si ritrova citato come testimone in alcuni atti che riguardano il monastero e l'[[arcivescovo di Pisa]] [[Villano Villani]] nel maggio e nel luglio 1171. A questa data sappiamo che la copiatura del codice era ancora in corso.
 
==Descrizione==
È una Bibbia di tipo atlantico, caratterizzata cioè dal grande formato (in media 600 x 350600x350 mm) e con lettere iniziali ingrandite e decorate da figurazioni miniate all'inizio di ciascun libro biblico e delle rispettive prefazioni.
 
In generale tali lettere sono del tipo a doppia barra, con racemi nel campo interno, arricchiti talvolta da protomi umane o animali; più raramente vi sono raffigurati un sacro scrittore o una scena.
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