Differenze tra le versioni di "Aurora Sanseverino"

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==Nella cultura di massa==
La nobildonna fu amata e onorata da molte personalità del suo tempo. Nel [[1700]], il teologo e poeta [[Carlo Sernicola (religioso)|Carlo Sernicola]] dedicò a lei e suo marito Nicola D'Aragona l'opera ''Ossequi poetici'' e il drammaturgo, nonché cugino, [[Andrea Perrucci]] le dedicò un sonetto.<ref name="Fardella">{{cita web|url=http://consiglio.basilicata.it/consiglioinforma/files/docs/17/51/18/DOCUMENT_FILE_175118.pdf|titolo=Fardella 1704-2004: tracce di storia|autore=Antonio Appella, |autore2=Antonietta Latronico|formato=PDF|sito=Consiglio.Basilicata.it|accesso=1722 aprilesettembre 20172020|urlarchiviourlmorto=sì}}{{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20170418081219/http://consiglio.basilicata.it/consiglioinforma/files/docs/17/51/18/DOCUMENT_FILE_175118.pdf|dataarchivio=18 aprile 2017|urlmorto=sì}}</ref>, [[Giacinto Gimma]] la definì «una delle dame più letterate del secolo»,<ref name="Il Settecento, Parte 1">{{cita libro|autore=Giulio Natali,|wkautore=Giulio ''Natali|titolo=Il Settecento, Parte 1'',|editore=[[Antonio Vallardi Editore#Storia|Casa Editrice Fdott. Vallardi,Francesco Vallardi]]|anno=1929, |p.=153}}</ref>, e [[Bernardo De Dominici]] la considerò un'«eroina de' nostri tempi».<ref>{{cita libro|autore=Bernardo De Dominici,|wkautore=Bernardo ''De Dominici|titolo=[[Vite de' pittori, scultori, ed architetti napoletani:|Vite volume 3'de' pittori, Nellascultori, stamperiaarchitetti napoletani Non mai date alla luce da Autore alcuno]]|volume=3|editore=Stamperia del Ricciardi, |città=Napoli|anno=1742, |p.=165}}</ref>. Il compositore [[Giuseppe Avitrano]] le rese omaggio ne ''L'aurora'', la prima delle sue ''12 sonate a quattro, op. 3'' ([[1713]]).<ref name="Fardella"/>. [[Niccolò Amenta]] le dedicò una commedia dal titolo ''La Giustina'' e la definì «nuova [[Pantasilea]] de' nostri tempi».<ref>{{cita libro|autore=Niccolò Amenta,|wkautore=Niccolò ''Amenta|titolo=De' rapporti di Parnaso'', |editore=Giacomo Raillard, |città=Napoli|anno=1710, |p.=3}}</ref>. [[Gherardo degli Angioli]] la elogiò nel sonetto ''In morte di Aurora Sanseverino''.<ref>{{cita libro|autore=Francesco Stea, |autore2=Rosario Quaranta, ''|titolo=Alla scuola di G.B. Vico: Gherardo degli Angioli poeta e oratore'', |editore=[[Congedo, Editore]]|città=Galatina|anno=1989, |p.=123}}</ref> .
 
Tuttavia, si diffusero al tempo alcune critiche che ne diedero un'immagine del tutto differente, accusandola di spacciare poesie altrui per proprie, di concedere appoggio e protezione solo a chi mostrava adulazione e di una relazione extraconiugale con il segretario Giuvo. Queste critiche, provenienti da fonti anonime, non hanno mai fornito prove sufficienti in grado attestarne la veridicità.<ref>{{cita libro|autore=Ausilia Magaudda, |autore2=Danilo Costantini, ''|titolo=Aurora Sanseverino (1669-1726) e la sua attività di committente musicale nel Regno di Napoli'',. Con notizie inedite sulla napoletana Congregazione dei Sette Dolori|url=https://www.academia.edu/33872655/Aurora_Sanseverino_1669_1726_e_la_sua_attivit%C3%A0_di_committente_musicale_nel_Regno_di_Napoli_Con_notizie_inedite_sulla_napoletana_Congregazione_dei_Sette_Dolori|formato=PDF|sito=Academia.edu|accesso=22 settembre 2020|editore=Laruffa,|città=Reggio Calabria|anno=2001, |p.=369}}</ref>
 
Gran parte della sua produzione è andata perduta, con soli pochi sonetti e alcuni stralci di commedie musicali a testimoniare la sua attività letteraria. Benché parte della critica moderna abbia bollato il suo lavoro come «non godibile e sostanzialmente artefatto»,<ref name = "Mario Santoro"/>, l'attività poetica della Sanseverino trovò un estimatore come [[Niccolò Tommaseo]], che considerò i suoi componimenti «de' più sentiti ch'abbia la raccolta».<ref name="Il Settecento, Parte 1"/>.
 
==Note==