Differenze tra le versioni di "Castello di Nusco"

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I feudi di Sant'Angelo e Nusco furono successivamente venduti a conti Zurolo (o Zurlo), per poi entrare a far parte, nel 1422, del [[Principato Ultra | Giustizierato di Principato Ultra]].
Giovanna II D’Angiò, nel 1427, li diede in feudo ai nobili Zurlo-Marino Caracciolo di Napoli; successivamente, in seguito alla partecipazione della famiglia alla [[Congiura dei baroni]], nel 1461 il castello di Nusco passò di nuovo ai Joinville e, negli anni successivi,ai Brancaccio d'Azzia, ai Carafa, ai Cotugno, ai Cossa, ai Cerasa e, infine, ai Caracciolo, per poi tornare ai Carafa.
Negli anni successivi, [[Francesco Maria Domenico Carafa]] mise in vendita, a causa dei debiti, i beni di Nusco, [[Sant'Angelo]], [[Oppido Lucano | Oppido]], [[Aquilonia | Carbonara]], Monticchio e [[Lioni]]; essi furono acquistati da Francesco Gaetani per incarico di [[ Gian Vincenzo Imperiale]], anche se l’atto d’acquisto fu diverse volte annullato. Nel 1636, infine, Gian Vincenzo fece acquistare i beni da un prestanome, Landolfo de Aquino e solo dopo il 1675 lo stato di Sant'Angelo, che comprendeva anche Nusco, poté passare ai successori di Imperiale. Il feudo rimase di loro proprietà fino all'emanazione delle [[leggi eversive della feudalità]], avvenuta a partire dal 1806.
===I saccheggi===
Tra il 568 ed il 774 si ebbero, a Nusco, vari influssi di popoli stranieri portatori di gravi calamità, dai Saraceni Siciliani a quelli Spagnoli. A causa dei saccheggi subiti, si avverte una generale esigenza di costruire castelli per fortificare le città e difendere meglio le popolazioni anche nei paesi limitrofi, in particolare a [[Montella]], [[Baiano]], [[Bagnoli Irpino | Bagnoli]], [[Montemarano]], [[Castelfranci]] e [[ Castelvetere sul Calore | Castelvetere]], anche con lo scopo di garantire maggiore sicurezza a quello di Nusco, dove si rifugiarono molti signori longobardi del tempo.
Il Castello di Nusco fu poi saccheggiato ed incendiato nel 1833, quando divenne di proprietà della famiglia Ebreo. Successivamente, l’area fu espropriata perché erano rimaste in piedi solo le mura perimetrali che furono poi demolite dopo il terremoto del 19081980.
 
==Archeologia==