Differenze tra le versioni di "Allegoria"

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Il termine deriva dal greco antico αλληγορία, composto da ἄλλος ('altro', 'diverso') e ἀγορεύω ('io parlo'), con il significato di 'dire qualcosa di diverso dal senso letterale'.
 
== Differenze Caratteristiche==
Nell'allegoria, un concetto astratto (di rilievo ideale, morale, religioso o politico) è espresso attraverso una serie di immagini o esplicitato in una serie di azioni collegate, cui l'autore attribuisce significato [[metaforico]]. Alcuni intendono infatti l'allegoria come una "metafora continuata", cioè una metafora con una durata e uno sviluppo narrativo.
 
Nell'allegoria, il rapporto tra significante e significato è arbitrario e intenzionale (non si basa quindi sull'[[Analogia (retorica)|analogia]]); il processo di decodifica dell'allegoria è razionale (non quindi intuitivo); la relazione tra universale e particolare, istituita dall'allegoria, non è universale, ma socialmente e culturalmente connotato.
 
== Differenze ==
=== Rispetto alla metafora ===
Nell'allegoria, come nella [[metafora]], vi è la sostituzione di un oggetto ad un altro ma, a differenza di quella, l’allegoria non si basa sul piano emotivo, bensì richiede un'interpretazione razionale di ciò che sottintende.
 
=== Esempio ===
QuiUn leesempio di allegoria è quello delle "tre fiere" in [[Dante]] (''[[Divina Commedia]]'', ''Inferno'', canto I, versi 31-60). Le tre fiere rappresentano tre animali che turbano l'animo dell'uomo: la [[superbia]] (leone), l'[[avidità]] e la [[cupidigia]] (lupa), la [[lussuria]] (lonza).
Per chiarire le differenze dalle altre figure retoriche, giova un esempio tratto dalla ''[[Divina Commedia]]'' di [[Dante Alighieri]]:
 
''Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta,''<br/>
''una '''lonza''' leggiera e presta molto,''<br/>
''che di pel macolato era coverta;''<br/>
''e non mi si partia dinanzi al volto,''<br/>
''anzi 'mpediva tanto il mio cammino,''<br/>
''ch'i' fui per ritornar più volte vòlto.''<br/>
''Temp' era dal principio del mattino,''<br/>
''e 'l sol montava 'n sù con quelle stelle''<br/>
''ch'eran con lui quando l'amor divino''<br/>
''mosse di prima quelle cose belle;''<br/>
''sì ch'a bene sperar m'era cagione''<br/>
''di quella fiera a la gaetta pelle''<br/>
''l'ora del tempo e la dolce stagione;''<br/>
''ma non sì che paura non mi desse''<br/>
''la vista che m'apparve d'un '''leone'''.''<br/>
''Questi parea che contra me venisse''<br/>
''con la test' alta e con rabbiosa fame,''<br/>
''sì che parea che l'aere ne tremesse.''<br/>
''Ed una '''lupa''', che di tutte brame''<br/>
''sembiava carca ne la sua magrezza,''<br/>
''e molte genti fé già viver grame,''<br/>
''questa mi porse tanto di gravezza''<br/>
''con la paura ch'uscia di sua vista,''<br/>
''ch'io perdei la speranza de l'altezza.''
 
Qui le tre fiere rappresentano tre animali che turbano l'animo dell'uomo: la superbia (leone), l'avidità e la cupidigia (lupa), la lussuria (lonza).
 
== Voci correlate ==
*[[Simbolo]]
*[[Metafora]]
*[[Figura (teologia)]]
* [[MetonimiaMetafora]]
*[[Metonimia]]
*[[Simbolo]]
 
== Altri progetti ==
* {{Collegamenti esterni}}
{{Controllo di autorità}}
 
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