Differenze tra le versioni di "Allegoria"

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==Caratteristiche==
Nell'allegoria, un concetto astratto (di rilievo ideale, morale, religioso o politico) è espresso attraverso una serie di immagini o esplicitato in una serie di azioni collegate, cui l'autore attribuisce significato [[metaforico]]. Alcuni intendono infatti l'allegoria come una "metafora continuata", cioè una metafora con una durata e uno sviluppo narrativo.<ref name=luperini>{{cita|Luperini|p. 1221}}.</ref>
 
Nell'allegoria, il rapporto tra significante e significato è arbitrario e intenzionale (non si basa quindi sull'[[Analogia (retorica)|analogia]]); il processo di decodifica dell'allegoria è razionale (non quindi intuitivo); la relazione tra universale e particolare, istituita dall'allegoria, non è universale, ma socialmente e culturalmente connotato.<ref name=luperini/>
 
== Differenze ==
=== Esempio ===
Un esempio di allegoria è quello delle "tre fiere" in [[Dante]] (''[[Divina Commedia]]'', ''Inferno'', canto I, versi 31-60). Le tre fiere rappresentano tre animali che turbano l'animo dell'uomo: la [[superbia]] (leone), l'[[avidità]] e la [[cupidigia]] (lupa), la [[lussuria]] (lonza).
 
== Note ==
<references/>
 
==Bibliografia==
* {{cita libro|autore=[[Romano Luperini]]|autore2=[[Pietro Cataldi]]|autore3=Lidia Marchiani|titolo=La scrittura e l'interpretazione|anno=1996|editore=Palumbo|ISBN=88-8020-114-X|cid=Luperini}}
 
== Voci correlate ==
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