Differenze tra le versioni di "Raffaele Pettazzoni"

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== Clima culturale in avvio di carriera ==
 
Formatosi culturalmente nell’ambito dello storicismo, con l'istituzionalizzazione in Italia della "storia delle religioni" come disciplina autonoma, fu uno dei primi a proporre un approccio storico allo studio della religione. Petazzoni è il fondatore della scuola italiana di Storia delle religioni negli anni 20 tra la prima e la seconda guerra mondiale. Compara diverse forme di religione senza limitarsi a un unico ambito, scrive nel 1955 ''L’onniscienza di dio''. 700 pagine frutto di una vita fatta di ricerche in cui prende in esame le teorie di Schmidt e ne dimostra l’inesattezza.Nel corso dei suoi studi dovette fronteggiare il pregiudizio clericale, secondo cui lo studio delle religioni era monopolio della Chiesa, e il pregiudizio laicistico degli anticlericali come [[Benedetto Croce]], secondo cui lo studio delle religioni era una disciplina oziosa e priva di interesse (nel 1924 è lui stesso a definire tali studi: "''(...)sorti unicamente per bisogno di erudizione''" da [[La critica]]) essendo la religione, per l'intellettuale partenopeo, una pratica pressoché inutile.
 
== Pensiero ==
 
Parte rilevante della sua opera è stata dedicata a confutare la teoria del monoteismo primordiale (Urmonotheismus) di Schmidt e allo studio degli esseri supremi delle religioni primitive.Non esistono società primitive in cui si evidenzi il monoteismo. In tutte le società la presenza dell’essere supremo è contrastata da altre entità spirituali. L’essere supremo è preminente ma non unico e esclusivo. Schmidt confonde l’idea di essere supremo con quella del dio monoteistico. Petazzoni mostra che il monoteismo è una realtà religiosa recente, realizzata come atto polemico e rivoluzionante il politeismo. Questa polemica è portata avanti dai profeti veterotestamentari che polemizzano con le divinità cananee e affermano il monoteismo etico di Israele. L’essere trascendente esclusivo. Mentre altri esseri fanno parte della realtà. Schmidt confonde ricerca scientifica e teologia. Petazzoni scrive un libretto piccolo: ''L’essere supremo nelle religioni primitive'', [[1957]]. L’idea di dio nelle religioni primitive non è un'idea apriori e indipendente dai contesti storici. Esiste solo storicamente. Nasce dalla condizione esistenziale che varia a seconda del tipo di società. A seconda della situazione esistenziale dell’uomo si elabora un’idea di dio che possa soddisfarlo, l’essere supremo non esiste apriori ma solo nel contesto storico. Può essere colui che invia la pioggia o il tutore e garante della caccia, o la madre terra delle società agricole, sono i contesti storici che danno l’esistenza all’essere supremo. Non esiste apriori, non è una datità ontologica preesistente. Ma proviene dalla situazione storica contingente. La religione è un prodotto storico condizionato dal contesto storico-sociale e in grado di condizionarlo a sua volta; è una realtà culturale autonoma rispetto ad altre realtà culturali all'interno di una stessa società.
Dal punto di vista del Pettazzoni studioso, invece, la religione è un prodotto storico condizionato dal contesto storico-sociale e in grado di condizionarlo a sua volta; è una realtà culturale autonoma rispetto ad altre realtà culturali all'interno di una stessa società.
In quanto prodotto storico, va precisato che ad una pluralità di storie corrisponde una pluralità di religioni: ogni popolo ha la propria storia e, quindi, la propria religione e le proprie risposte ai grandi problemi dell'umanità.
Ciò che rende differente la religione da altri fenomeni socio-culturali è l'importanza per i [[rito di passaggio|riti di passaggio]]: la religione riguarda, dunque, i momenti importanti della vita dell'individuo.
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