Differenze tra le versioni di "Zhou Fengsuo"

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|Attività = attivista
|Nazionalità = cinese
|PostNazionalità = per i diritti umani, ex leader studentesco durante la [[protesta di piazza Tienanmen]] del [[1989]]. Elencato come numero 5 tra i più ricercati dal governo cinese per il suo ruolo nel movimento, è stato costretto all'esilio negli [[Stati Uniti]]<ref name=":0">{{Cita web|url=http://www.64memo.com/b5/1497.htm|titolo=Wanted List of Student Leaders|sito=64memo.com|accesso=15 aprile 2019|lingua=en}}</ref><ref name=":1">{{Cita web|url=https://www.buzzfeednews.com/article/meghara/china-linkedin-zhou-fengsuo|titolo=LinkedIn Censored A Pro-Democracy Activist's Profile In China|sito=BuzzFeed News|accesso=15 aprile 2019|lingua=en}}</ref> dove ha preso la cittadinanza statunitense. Zhou ha conseguito il MBA presso la Booth School of Business dell'Università di Chicago lavorando poi nel settore finanziario. È presidente di Humanitarian China e co-fondatore del China Human Rights Accountability Center.<ref name=":4">{{Cita web|url=https://docs.house.gov/meetings/FA/FA16/20140530/102289/HHRG-113-FA16-Bio-FengsuoZ-20140530.pdf|titolo=Zhou Fengsuo|sito=house.gov|lingua=en}}</ref>
}}
 
Zhou ha promosso attivamente la democrazia nel campus di Pechino attraverso l'organizzazione di elezioni dirette all'interno del sindacato studentesco, ha avviato club studenteschi sostenendo la libertà per i giornali degli studenti e ha avviato la stazione radio The Voice of Students ("学运 之 声") nel 1989. Zhou ha organizzato e partecipato alle proteste, fornendo assistenza medica ai manifestanti durante gli scioperi della fame.
 
Poco dopo la sanguinosa repressione del 4 giugno 1989 in seguito alle poteste studentesche di piazza Tienanmen, Zhou è stato elencato come il numero cinque nella lista dei ricercati del governo ed è stato arrestato nella sua abitazione a Xi'an. Imprigionato a Qincheng per un anno, è stato rilasciato nel 1990 a causa del sostegno internazionale<ref name=":5">{{Cita web|url=https://www.hrw.org/legacy/campaigns/china/scholars/t15/zhoufengsuo.htm|titolo=Human Rights Watch - Zhou Fengsuo - Tiananmen Square, 15 Years On|pubblicazione=Human Rights Watch|accesso=15 aprile 2019|lingua=en}}</ref> ed esiliato per un anno a Yangyuan, Hebei. Il coinvolgimento di Zhou nelle proteste ha portato anche a complicazioni legali che gli hanno impedito per anni di ottenere il passaporto. Tra il monitoraggio costante e le molestie della polizia, Zhou ha dovuto lottare per guadagnarsi da vivere.
 
===Immigrazione negli Stati Uniti===
Zhou ha raccontato di aver fatto visita nel centro di detenzione al suo amico [[Gao Yu]], un ex giornalista che ha scritto sulle proteste di Tienanmen ed è stato incarcerato, insieme all'avvocato per i diritti umani [[Pu Zhiqiang]]. Zhou non ha avuto problemi quando si è identificato alla reception dell'albergo; in seguito la polizia è arrivata con il pretesto di cercare droga e lo ha interrogato a lungo. È stato poi messo su un volo di ritorno negli Stati Uniti. Ha commentato che ora una sua futura visita in Cina potrebbe essere molto più difficile.
 
Zhou ha rivelato che prima di questa visita, era già entrato in altre due occasioni in Cina senza che gli amici o la famiglia fossero a conoscenza dei suoi piani. in altre due occasioni in cui nessun amico o famiglia era a conoscenza dei suoi piani in anticipo.
 
===Censura di LinkedIn e Zoom===
Nel gennaio 2019, [[LinkedIn]] ha inviato un messaggio a Zhou, dicendo che sebbene la società "sostenga fortemente la libertà di espressione", il suo profilo e le sue attività non sarebbero stati visibili agli utenti in Cina a causa di "contenuti specifici sul tuo profilo". Ore dopo, Linkedin ha ribaltato la decisione e il profilo di Zhou è stato rapidamente ripristinato sulla piattaforma cinese dopo un'ondata di pubblicità negativa.
 
Il 1°º giugno 2020, Zoom ha chiuso l'account a pagamento di Zhou una settimana dopo aver tenuto sulla piattaforma un evento commemorativo tra attivisti negli Stati Uniti e in Cina delle proteste di piazza Tienanmen del 1989.<ref>{{cita web|url=https://www.nytimes.com/2020/06/11/technology/zoom-china-tiananmen-square.html |titolo= Zoom Blocks Activist in U.S. After China Objects to Tienanmen Vigil|data=11 giugno 2020|accesso=19 ottobre 2020|autore=Paul Moruz|pubblicazione=The New York Times|lingua=en}}</ref>
 
== Note ==
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