Differenze tra le versioni di "Lavori socialmente utili"

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== Cenni storici ==
Vennero introdotti all'inizio degli [[anni 1990|anni novanta]] del [[XX secolo]] con il ''Protocollo sulla politica dei redditi e dell'occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema produttivo'' del 23 luglio 1993, al fine di utilizzare i lavoratori espulsi dalle medie e grandi imprese ai quali veniva erogata la CIGS ([[Cassa integrazione guadagni#Cassa integrazione guadagni straordinaria .28CIGS.29|Cassa integrazione guadagni straordinaria]]) dalle casse dello [[Stato]] ({{senza fonte|all'epoca, circa 850.000 lire mensili).}} Si decise quindi, a fronte di quel costo sostenuto, di adibire tali lavoratori ad attività rivolte alla collettività (cosiddetti ''socialmente utili'') presso i comuni di residenza, utilizzandone le professionalità e capacità lavorative.
 
Alcuni interventi legislativi susseguitisi a partire dagli anni '90 hanno discliplinato la materia con frammentazione, ricordiamo in tema la legge 19 luglio 1994, n. 451 e la legge 28 novembre 1996, n. 608. Una risistemazione organica dell'istituto si ebbe solo con il decreto legislativo[[d.lgs 1º dicembre 1997, n. 468 (parte del ''[[pacchetto Treu]]''). In seguito, i lavori socialmente utili sono stati estesi anche ai lavoratori in [[indennità di mobilità|mobilità]] ed ai [[disoccupazione|disoccupati]] di lunga durata. Il decreto del Ministero della Giustizia n. 26 marzo 2001 ha creato una nuova categoria - quella dei ''lavoratori di pubblica utilità'' (LPU) rientrante nella stessa tipologia e destinata ad individuare un tipo di sanzione penale sostitutiva alternativa alla detenzione.
 
== Disciplina normativa ==
{{Vedi anche|Pacchetto Treu}}
Secondo il [[decreto legislativo]] 468/1997 i progetti di lavori di pubblica utilità sono promossi dalla [[pubblica ammninistrazione italiana]] e debbono rientrare nei settori della cura della persona, dell'ambiente, del territorio e della natura, dello sviluppo rurale, montano e dell'acquacoltura; nei settori del recupero e della riqualificazione degli spazi urbani e dei beni culturali, con particolare riguardo ai seguenti ambiti:
 
* cura e assistenza all'infanzia, all'adolescenza, agli anziani; riabilitazione e recupero di tossicodipendenti, di portatori di handicap e di persone detenute, nonché interventi mirati nei confronti di soggetti in condizioni di particolare disagio e emarginazione sociale;
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