Differenze tra le versioni di "Mariano Rumor"

Elimino doppie spaziature
(il DIPI non riguarda i cognomi, infatti lo scrive minuscolo)
(Elimino doppie spaziature)
Lo statista di Vicenza tornò al governo nel [[1972]] come [[Ministri dell'interno della Repubblica Italiana|Ministro dell'interno]] nel [[Governo Andreotti I|I]] e nel [[Governo Andreotti II|II]] esecutivo guidato da [[Giulio Andreotti|Andreotti]] (1972-1973), compagini caratterizzate dall'esclusione del [[Partito Socialista Italiano|PSI]] dal governo e da una ripresa della collaborazione tra democristiani e [[Partito Liberale Italiano|PLI]].
 
Il 17 maggio 1973, in qualità di Ministro dell'Interno, Rumor inaugurò all'interno della questura di Milano un busto in onore del commissario [[Luigi Calabresi]], poco dopo questa cerimonia [[Strage della Questura di Milano|la questura fu oggetto di un attentato]] che causò 4 morti e 52 feriti il cui obiettivo sarebbe stato proprio lo stesso Rumor: secondo le indagini svolte negli anni novanta<ref>[[Gianfranco Bertoli]] sarebbe stato "agganciato a Mestre dal gruppo affinché, munito della bomba ananas lui affidata, non avesse esitazioni a recarsi a Milano e ad attentare alla vita dell'on. Mariano RUMOR dinanzi alla Questura di Milano (int. DIGILIO 12.10.1996 f.4-6 e 14.10.1996 f.1-3). L'operazione, non facile vista l'instabilità di carattere di Gianfranco BERTOLI e la necessità che egli fosse sorretto psicologicamente ed economicamente, aveva la finalità, dopo il rifiuto opposto da Vincenzo VINCIGUERRA l'anno precedente ad accettare tale compito, di colpire il "traditore" e il "vigliacco" Mariano RUMOR che, nel dicembre 1969, quando era Presidente del Consiglio, dopo molte titubanze, aveva rifiutato di decretare lo stato di pericolo pubblico, reso impossibile la prevista presa di posizione dei militari e fatto fallire il disegno strategico/politico che stava intorno agli attentati del 12.12.1969 (interr.DIGILIO 21.2.1997 f.1-3)" ({{Cita libro|cognome=Salvini|nome=Guido|wkautore=Guido Salvini (giudice)|titolo=[http://www.ritaatria.it/Portals/0/Documenti/PiazzaFontana/Sentenza%20Ordinanza%20Salvini%201998_1.pdf Sentenza ordinanza]. {{pdf}} |editore=Tribunale|città=Milano|anno=1998|pp=454|cid=Salvini}}, p. 131).</ref>, l'estrema destra lo avrebbe ritenuto colpevole di aver violato gli accordi clandestini precedentemente presi non proclamando lo stato d'assedio quando era presidente del Consiglio il 12 dicembre 1969 in occasione della [[strage di piazza Fontana]]<ref>{{Cita libro|autore=Maurizio Dianese|autore2=Gianfranco Bettin|titolo=La strage. Piazza Fontana. Verità e memoria|anno=2002|editore=Feltrinelli|città=Milano}}</ref>.
 
==== Di nuovo presidente del consiglio ====
130 173

contributi