Differenze tra le versioni di "Emanuele Brignole"

L'organizzazione lavorativa voluta da Brignole conferiva all'albergo funzioni di reclusorio e, visto il suo carattere obbligatorio, non era possibile esentarsi dalle attività lavorative. Anche per questa ragione l'ambiente genovese ne criticò duramente le politiche, critiche che culminarono in una denuncia anonima al [[Maggior e Minor Consiglio della Repubblica di Genova|senato repubblicano]] nel marzo del 1674. Fra gli aspetti che suscitarono malcontento anche le spese connesse al cantiere dell'Albergo, considerate eccessive a causa dello sfarzo architettonico voluto dallo stesso Brignole. Queste vicissitudini ebbero ripercussioni sulle sue condizioni di salute, già minate da un disturbo di natura gastro-intestinale. Brignole si recò quindi a [[Piacenza]], sotto le cure di Stanislao Omati. Decisione che accese una vivace disputa accademica fra Omati e il Filippo Trombetti che lo aveva in cura a Genova.<ref name="demarini" /><ref name="biografia" />
 
In vecchiaia si avvicinò sempre più alla vita delle persone che assisteva nell'albergo, e a cui aveva dedicato gran parte della sua vita e delle sue risorse, lasciando i palazzi di famiglia per spostarsi in un modesto appartamento.<ref name="demarini" /> Morì l'8 gennaio 1678, facendosi seppellire sotto una lastra senza nome all'ingresso della chiesa dell'Albergo, "affinché il suo cadavere giaccia sempre sotto i piedi de’ Poveri, che grandemente amò in vita", come scrisse nel proprio testamento che aveva redatto l'8 giugno 1677, data di fondazione anche della fedecommisseria dedita alla gestione delle sue volontà.<ref>{{Google books|uuYYAAAAYAAJ|Giornale degli studiosi di lettere, scienze, arti e mestieri, dedicato alla Società Ligure di Storia Patria|pagina=275}} 1 gennaio 1870.</ref><ref>{{Google books|Keof7yRO9LgC|Annuario genovese. Guida di Genova e Provincia|pagina=830}} Tip. Fratelli Pagano.</ref><ref name="biografia" />
 
==Note==
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