Yusuf al-'Azma: differenze tra le versioni

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Nel 1920, avendo la [[Società delle Nazioni]] accordato un [[Mandato francese della Siria e del Libano|Mandato ai francesi in Siria]] (grazie ai segretissimi [[Accordo Sykes-Picot|Accordi Sykes-Picot]] in cui [[Regno Unito]] e [[Francia]] avevano deciso di spartirsi i territori ottomani, vanificando tutte le promesse fatte precedentemente agli arabi d'indipendenza) il generale [[Henri Gouraud|Gouraud]] lanciò un ultimatum contro il [[Regno Arabo di Siria|governo siriano]], imponendogli che le armi fossero deposte.
 
Non potendo resistere ai superiori mezzi francesi, la Siria accettò suo malgrado di porsi sotto il controllo francese, ma Yūsuf al-ʿAzma rifiutò quella decisione pragmatica ma disfattista e formò un esercito di suoi partigiani. Stimato forte di 5000 effettivi, quell'esercito accolse ogni volontario, ivi compresi i [[beduini]]. Yūsuf al-ʿAzma sapeva bene che non avrebbe potuto sconfiggere i francesi con quella forza, ma col suo agire volle sottolineare che i siriani non avrebbero mai dovuto accettare supinamente un Mandatomandato sul loro paese.
 
Il 24 luglio 1920 Yūsuf al-ʿAzma lasciò [[Damasco]] per Khān Maysalūn, ove egli condusse la sua eroica ma disperata battaglia contro le forze francesi del generale Gouraud, trovando la morte nel combattimento, che permise alle forze francesi di entrare a Damasco il 25 luglio 1920. Yūsuf al-ʿAzma è considerato un [[eroe nazionale]] in Siria e una sua statua si erge a Damasco, mentre numerose vie nel Paese portano il suo nome in segno di omaggio postumo.
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