Differenze tra le versioni di "Bombycilla garrulus"

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Si tratta di migratori intraprendenti, che verso settembre si spostano verso sud per svernare secondo modelli di migrazione imprevedibili di anno in anno e legati all'abbondanza di cibo, scendendo d'autunno in [[Europa orientale]] e nei [[Balcani]], in [[Kazakistan]], [[Manciuria]] e [[Giappone]], ma spingendosi di tanto in tanto anche più a sud, nelle [[isole britanniche]], in [[Europa meridionale]] (compresa l'[[Italia]], dove la specie è accidentale) e a [[Taiwan]] per quanto riguarda le popolazioni eurasiatiche e fino al [[Gran Bacino]], a [[Terranova]] e alla [[Nuova Scozia]] per quanto riguarda quelle nordamericane<ref>{{cita pubblicazione |autore= Fouarge, J. & Vandevondele, P. |anno= 2005 |titolo= Synthèse d'une exceptionnelle invasion de Jaseurs boréaux (Bombycilla garrulus) en Europe en 2004–2005 |rivista= Aves |volume= 42 |numero= 4 |pagina= 281–312 |url= http://www.aves.be/fileadmin/Aves/Bulletins/Articles/42_4/42_4_281.pdf |lingua= fr}}</ref>.
 
L'''[[habitat]]'' di questi uccelli è rappresentato durante la stagione riproduttiva dalla [[taiga]] ed in genere dai boschi maturi di [[conifere]] (in paticolarparticolar modo di [[picea|pecci]]) con presenza di aree umide o più aperte dove cercare il cibo di origine animale per la prole: le aree montane vengono generalmente evitate, sebbene la sottospecie americana nidifichi fino a 1550 m di quota<ref name=hbw/>.<br>
Durante il periodo invernale, il beccofrusone occupa praticamente tutti gli ambienti che gli si presentano durante la migrazione, a patto che vi sia una sufficiente presenza di cibo<ref>{{cita pubblicazione |autore= Koenig, W. D. & Knops, J. M. H. |anno= 2001 |titolo= Seed-crop size and eruptions of North American boreal seed-eating birds |rivista= Journal of Animal Ecology |volume= 70 |numero= 4 |pagina= 609–620 |url= http://cedarcreek.umn.edu/biblio/fulltext/t1855.pdf|doi=10.1046/j.1365-2656.2001.00516.x}}</ref>: questi uccelli sono perciò osservabili in un'ampia varietà di ambienti, da quelli antropizzati (parchi, giardini e viali cittadini, aree coltivate) ai boschi decidui primari e secondari, alle aree cespugliose.
 
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