Differenze tra le versioni di "Rivoluzione industriale"

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[[File:John Stuart Mill by London Stereoscopic Company, c1870.jpg|thumb|[[John Stuart Mill]]]]
[[File:Friedrich Engels portrait (cropped).jpg|thumb|[[Friedrich Engels]]]]
Come accade in molti processi storici, per la rivoluzione industriale non esiste una data di inizio certa, anche se l'invenzione cardine è quella del [[motore a vapore]]. Ogni mutamento profondo dell'[[economia]] è però influenzato dalle trasformazioni precedenti, e così la rivoluzione industriale viene considerata da alcuni studiosi come l'ultimo momento di una serie di cambiamenti che hanno trasformatotrasformarono l'Europa da terra povera, sottosviluppata e poco popolata all'inizio del [[Medioevo]], nella zona più ricca e sviluppata del mondo nel corso dell'Ottocento. L'accumulo di capitale incamerato in seguito ai commerci e la disponibilità di ingenti quantità di acciaio e carbone nei paesi del Nord, facilmente trasportabili attraverso una fitta rete di canali navigabili, resero possibili gli investimenti necessari alla nascita delle macchine a vapore.
 
Da un punto di vista economico, l'elemento che caratterizza la rivoluzione industriale è il salto di qualità nella capacità di produrre beni, cui si assiste in Gran Bretagna, a partire dalla seconda metà del Settecento. Più precisamente la crescita dell'economia inglese nel periodo 1760-1830 è la più alta registrata fino a quel momento. In altri paesi il processo di industrializzazione è analogamente origine, in epoche successive, didà analogamente origine ad elevati tassi di crescita dell'economia.
 
Sostanzialmente, la rivoluzione industriale ha costituitocostituì l'approdo a cui ha portato ldell'aumento di conoscenze scientifiche sul mondo naturale, e sulle sue caratteristiche, derivante dalla [[Rivoluzionerivoluzione scientifica]]. Fu infatti il nuovo [[Metodometodo scientifico]] iniziato dall'italianoda [[Galileo Galilei]] a portare ad ununa sensibile (e senza precedenti) aumentocrescita delle conoscenze che gli Europeieuropei avevano sulla natura, ed in particolare modosoprattutto sui materiali e le loro proprietà. Condizioni particolarmente favorevoli nell'[[Inghilterra]] dell'epoca consentirono poi a tali conoscenze scientifiche di tramutarsi in conoscenze tecniche e tecnologiche, finché esse cominciarono ad essere applicate nelle prime fabbriche tessili e nell'industria siderurgica per una produzione di ferro ed acciaio che non ebbe avuto paragoni nella precedente storia dell'umanità.
 
Dal punto di vista tecnologico la rivoluzione industriale si caratterizza, come già detto, per l'introduzione della macchina a vapore. Nella storia dell'umanità il maggior vincolo alla crescita della produzione di beni èera stato, infatti, quello energetico. Per molti secoli l'umanità si trova a disporredisponeva soltanto dell'energia meccanica muscolare offerta dal lavoro didegli uomini e animali, e questo rimanere legati al lavoro manuale, oltre a tutti i problemi che ne derivavano, non dava la possibilità di incrementare la produzione essendo legati al lavoro manuale. La progressiva introduzione, a partire dal Medioevo, del mulino ad acqua e del mulino a vento rappresenta la prima innovazione di rilievo.
 
L'energia abbondantementeabbondante offerta dalla macchina a vapore viene applicata alle lavorazioni tessili,. Si rendendorende possibile una più efficiente organizzazione della produzione grazie alla divisione del lavoro e allo spostamento delle lavorazioni all'interno di fabbriche appositamente costruite, nonché alle estrazioni minerarie e ai trasporti. Le attività minerarie beneficiano della forza della macchina a vapore nella fase di estrazione dell'acqua dalle miniere, permettendo di scavare a maggiore profondità, come anche nel trasporto del minerale estratto. I primi vagoni su rotaia servono a portar fuori dalle miniere il minerale, poi a portarlo a destinazione. Solo in un secondo tempo il trasporto su rotaia si converte nel trasporto di passeggeri. La rivoluzione industriale ha prodotto effettiproduce non solo effetti in campo economico e tecnologico, ma anche un aumento dei consumi e della quota del reddito, dei rapporti di classe, della cultura, della politica, delle condizioni generali di vita, con effetticonseguenze espansiviespansive sula livello demografico.
 
=== Origine dell'espressione ===
La locuzione ''rivoluzione industriale'', usata molto probabilmente per la prima volta già negli [[anni 1820|anni venti del XIX secolo]], modellata in analogia con il termine [[Rivoluzionerivoluzione francese]] (tesi sostenuta da [[Raymond Williams]]), è statafu sicuramente citata, secondo lo storico [[Fernand Braudel]], nel [[1837]] dall'economista francese [[Adolphe Blanqui]],<ref>Adolphe Blanqui, ''Cours d'économie industrielle'', 1838</ref> fratello del celebre rivoluzionario [[Auguste Blanqui]]. Fu però definitivamente consacrata solo nel [[1884]] da [[Arnold Toynbee]] con la pubblicazione delle sue ''Conferenze sulla rivoluzione industriale in Inghilterra''.
 
Fu tra l'altro utilizzata in precedenza da:
* [[Friedrich Engels]] ne ''La situazione della classe operaia in Inghilterra'' ([[1845]]).
Il termine ''rivoluzione'' sta a rappresentare un totale cambiamento nella società o in alcuni suoi aspetti, come ad esempio in [[rivoluzione scientifica]]. Il termine ''[[industria]]'' è antichissimo, ma è solo alla fine del [[XVIII secolo|Settecento]] che acquista l'accezione di "settore [[manifattura|manifatturiero]]", sebbene giàl'inizio aldella decadenza della [[1713protoindustria]] si puòpossa far risalire l'iniziogià dellaal decadenza della [[protoindustria]]1713, quando [[John Lambert (generale)|John Lombe]] fondò uno stabilimento dotato di una macchina per lavorare la [[seta]], impiegandovi ben 300 operai.
 
=== Delimitazione temporale e diffusione ===
Il termine "rivoluzione", inizialmente indicante un moto circolare che torna su sé stesso, ha in seguito definito una rottura, un capovolgimento. Con il termine "rivoluzione industriale" si fa implicitamente riferimento a questo secondo senso. Il sistema produttivo che risulta dalla rivoluzione industriale è radicalmente differente rispetto al sistema precedente di tipo agricolo-manifatturiero.
 
Alcuni storici minimizzano l'importanza degli avvenimenti identificati allacome rivoluzione industriale, sostenendo che le trasformazioni strutturali delle economie europee ebbero inizio già nel secolo precedente. Più che di una rottura si tratterebbe quindi solo di un'accelerazione di un processo già in corso. In [[Inghilterra]], primo paese nel quale si assiste alla rivoluzione industriale, questo processo ha avuto luogo nella sua prima fase e: secondo la delimitazione di [[Thomas S. Ashton]], fra il [[1760]] (anno d'inizio del regno di [[Giorgio III di Gran Bretagna|Giorgio III]]) e il [[1830]] (anno d'inizio del regno di [[Guglielmo IV del Regno Unito|Guglielmo IV]]). Questa prima [[rivoluzione industriale in Inghilterra|rivoluzione industriale]] prende avvio nel [[settore tessile]] ([[cotone (fibra)|cotone]]), [[metallurgia|metallurgico]] ([[ferro]]) ed estrattivo ([[carbon fossile]]). Il [[periodo vittoriano]] ([[1831]]-[[1901]]), nel quale avviene la seconda rivoluzione industriale (1870 circa), sarà per l'Inghilterra quello dello sviluppo e dell'apogeo della propriasua economia, archetipo del sistema capitalista-industrializzato.
 
La rivoluzione industriale si èestese poi estesa ad altri Statistati, in particolare: [[Francia]], [[Germania]], [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] e [[Giappone]], fino a coinvolgere l'intero [[Occidente (civiltà)|Occidente]] e, nel [[XX secolo]], parte di altre regioni del mondo, primeprima fra tutte l'[[Asia]]. Ogni paese ha seguitoseguì un suo percorso verso la propria rivoluzione industriale, e la stessa si è realizzatarealizzò in modo differenziato. Così, se in Inghilterra il processo prese avvio nel settore tessile, in altri paesi la rivoluzione industriale fu letteralmente trainata dall'introduzione della [[locomotiva a vapore]] ([[Edward Thompson (ingegnere)|Thompson]]). Anche il ruolo dello Statostato varia da paese a paese: se in Inghilterra la rivoluzione industriale è sortasorse spontaneamente ede è statafu alimentata dall'iniziativa privata (pur sostenuta e favorita da atti legislativi emanati dal [[Parlamento]], come quelli relativi alle recinzioni e alle strade), in altri paesi lo Stato hastato datodiede contributi maggiori e spesso determinanti.
 
Altri storici, come [[Jean Gimpel|Jean Gimpel,]] sostengono persino l'esistenza di rivoluzioni industriali precedenti a quella sorta in Inghilterra alla fine del [[XVIII secolo]]. Nell'epoca [[feudalesimo|feudale]] si sarebbero così realizzate rivoluzioni sostanziali delle tecniche agricole e industriali, basti pensare al ruolo dei [[mulino|mulini]]. [[John Nef]] sostiene l'esistenza di una rivoluzione industriale in Inghilterra già a partire dalla fine del [[XVI secolo|XVI]] e l'inizio del [[XVII secolo|XVII secoli]]. La rivoluzione industriale si pone così fra rottura e/o continuità.
 
L'evoluzione industriale e tecnologica tuttavia non si arresta tra una rivoluzione industriale e l'altra, ma continua, pur a ritmi inferiori, portando comunque altre importanti innovazioni tecnologiche, come fu nel caso delll'[[invenzione]] del [[motore a combustione interna]] nel [[1853]], fra la prima e la seconda rivoluzione industriale, o nel caso dell'invenzione dell'[[aereo]] nel [[1903]], dell'industria pesante e bellica e della [[radio (elettronica)|radio]] tra la seconda e la terza rivoluzione industriale ovvero in concomitanza con le [[guerre mondiali]] nella prima metà del [[Novecento]], sia pur interrotta dalla [[Grande depressione (1873-1895)|grande depressione di fine Ottocento]] e dalla [[Grande depressione|grande depressione del 1929]].
 
A livello [[filosofia|filosofico]] alcuni considerano le rivoluzioni industriali come effetto di un cambiamento culturale innescato a partire dalla [[rivoluzione scientifica]] e dalla fiducia ottimistica nella [[scienza]] con ricadute sulla [[tecnica]] già con l'[[empirismo]] prima e col [[positivismo]] poi.
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