Differenze tra le versioni di "Ermanno Amicucci"

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Nel periodo della [[Repubblica Sociale Italiana]], dall'ottobre [[1943]] all'aprile [[1945]], fu direttore del ''[[Corriere della Sera]]''.
Condannato a morte per collaborazionismo, la pena gli venne commutata in trenta anni di reclusione, ma subito venne liberato per la sopravvenuta [[Amnistiaamnistia Togliatti|amnistia]]<ref>{{cita web|url=http://www.treccani.it/enciclopedia/ermanno-amicucci_(Enciclopedia_Italiana)/|titolo=Amicucci Ermanno|autore=Jader Jacobelli|editore=Treccani|accesso=5 novembre 2016}}</ref>. Successivamente si trasferì in [[Argentina]], dove riprese l'attività giornalistica e come [[inviato speciale]] del quotidiano ''[[Il Tempo]]'' e del settimanale ''[[Tempo illustrato]]''.
 
Fu autore di scritti a carattere economico, politico e sociale. Fra i suoi libri, possono essere ricordati: ''Piccolo mondo dannunziano'', ''Nizza e l'Italia'', ''Partita aperta'', ''I 600 giorni di Mussolini''<ref>AA.VV., ''Tagliacozzo e la Marsica: dall'Unità alla nascita della Repubblica. Aspetti di vita artistica, civile e religiosa'', pp. 26-27, MiBACT, Roma, 2005</ref>.
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