Differenze tra le versioni di "Giovanni da Marostica"

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In quello stesso scritto il vescovo viene identificato come il tale Giovanni da Marostica che figura quale canonico della [[Basilica di San Marco|Chiesa patriarcale]] di [[patriarcato di Venezia|Venezia]] nel [[1458]]<ref name=vianelli>Girolamo Vianelli, Nuova serie de' Vescovi di Malamocco e Chioggia, nella stamperia Baglioni, Venezia, 1790</ref>. In un atto in cui si dava concessione «a Giovanni Gradenigo chierico veneto una pensione annua di fiorini cento e venti sopra le rendite dell'abbazia di San Cipriano di Murano», viene menzionato in qualità di subdelegato apostolico del [[Diocesi di Chioggia|vescovo di Chioggia]] Niccolò, delegato di [[papa Callisto III]]. Nello stesso periodo, il suo nome compare anche come delegato del [[Diocesi di Treviso|vescovo di Treviso]]<ref name=como>Giuseppe Rovelli, Storia di Como (tomo I), dalle stampe di Carl'Antonio Ostinelli Impressore Dipartimentale, Como, 1802</ref>.
 
Quale vescovo di Caorle, Giovanni da Marostica è citato infine anche in nell'archivio dei Signori Manionarii di Vicenza, annoverato tra i nomi di vescovi originari della terra [[Vicenza|vicentina]] cui dedicare [[Santa Messa|Messe]] in suffragio:
 
{{citazione|Luio el Reverendo Miser Zuane de Marostica Episcopo de Caorle e sepelido a Caorle el suo Anniversario se fa in questo modo: al primo vespero li maestri de coro che intonerà la antifona dello Spirito Santo habia tri soldi per uno. Lo diacono et subdiacono che se aparerà a la messa habia tre soldi per uno. L'alterista che servirà a lo altare habia dui soldi per uno, et el più degno cante la messa, et tutti quelli che celebrerà quel zorno habia tri soldi per uno. Li clerici che servirà messa habia un marchetto el resto sia messo al mexe adi 12 Luio.|Gaetano Macca, Storia del territorio vicentino (tomo II), presso Gio: Battista Menegatti, Caldogno, 1812}}
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