Differenze tra le versioni di "Spedizione nelle Black Hills"

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== Antefatto ==
A quell’epoca, la regione delle Black Hills era un luogo misterioso e in gran parte ancora sconosciuto per l’uomo bianco e costituiva una parte della grande riserva [[Lakota|Lakota Sioux]] garantita dal [[Trattato di Fort Laramie (1868)|Trattato di Fort Laramie del 1868]]. La decisione di dar corso alla missione aveva ricevuto l’assenso del presidente [[Ulysses S. Grant]] che utilizzò l’interesse suscitato dalla spedizione per distogliere l’attenzione del Paese dalla grave crisi economica che lo attanagliava come conseguenza del [[Grande depressione (1873-1895)|"Panico del 1873”]].<ref>[http://www.publicbookshelf.com/public_html/The_Great_Republic_By_the_Master_Historians_Vol_III/panicof1_hd.html The financial panic of 1873]</ref>. Grant, però, aveva sottovalutato il fatto che in tal modo si infrangevano i patti sottoscritti in precedenza con i Sioux e con le altre tribù delle [[grandi pianure]] e ignorò del tutto le proteste, le critiche e gli inviti a desistere che si levarono da più parti. A tal proposito, illuminante è quanto sostiene lo storico George Hyde «''Il fatto che questa spedizione non fu bloccata dimostra che c’erano forze molto influenti dietro a quel progetto, forze pronte a rischiare una guerra con i Sioux pur di realizzare il loro programma. Non c'è alcun dubbio che l'invio di questa spedizione sia stata una violazione del trattato del 1868 …. e che questa violazione del trattato fu deliberatamente escogitata e realizzata''».<ref>George E. Hyde, ''Red Cloud’s Folk: A History of the Oglala Sioux Indians'', University of Oklahoma Press, 1937, pg. 217</ref> Fu in questa atmosfera carica di opinioni contrastanti che il comandante del Dipartimento militare del Missouri, generale [[Philip Sheridan]], forte degli appoggi dei vertici militari, organizzò un’operazione di ricognizione in forze delle Black Hills, ufficialmente per cercare un sito su cui costruire un forte, e ne affidò il comando al tenente colonnello [[George Armstrong Custer]].
 
== La spedizione ==
 
== Conseguenze ==
Nella storia del West americano, la spedizione nelle Black Hills è stata una delle missioni meglio documentate. A parte la copertura fornita dai resoconti dei giornalisti al seguito e dall’ampia documentazione fotografica lasciataci da Illingworth, almeno una dozzina degli esploratori registrarono in diari personali sensazioni, stati d’animo ed avvenimenti di rilievo vissuti durante i due mesi di missione. Uno per tutti il diario scritto dal cognato di Custer, James Calhoun, pubblicato nel 1979 sotto forma di libro da Lawrence Frost.<ref>Lawrence A. Frost, '' 'With Custer in 1874': James Calhoun’s Diary of the Black Hills Expedition'', Brigham Young University Press, 1979</ref>. Dalla lettura del diario di Calhoun, si comprende la complessità della preparazione e dell'attuazione di quella esplorazione proprio nel cuore del territorio indiano, ma emerge anche un senso di meraviglia e di stupore di fronte alla selvaggia bellezza dei luoghi attraversati.
 
[[File:Deadwood13.jpg|sinistra|thumb|upright=0.9|Deadwood nel 1876. La costruzione di baracche fatte con tronchi d’albero durante la corsa all’oro nelle Black Hills.]]
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