Differenze tra le versioni di "Antonio da Fabriano (vescovo)"

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== Biografia ==
 
Entrò a far parte dell'[[ordine dei frati minori]] di [[San Francesco d'Assisi|San Francesco]] nel convento di [[Fabriano]]<ref name=croato>Hrvatski Franjevacki Biografski Leksikon, Vicko Kapitanovic e Emanuel Hosko Editori, Zagabria, 2001</ref>. Fu nominato [[vescovo]] di [[Diocesi di Suacia|Suacia]] ([[Svac]]) il 18 luglio [[1446]]<ref name=Eubel>Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, vol. II</ref> da [[papa Eugenio IV]]. Venne ordinato il successivo 30 novembre.
 
InDopo qualitàla presa di Svac da parte dei [[Ottomani|Turchi]], [[papa Paolo II]] lo trasferì alla [[Diocesi di Caorle|sede di Caorle]] il [[20 aprile]] [[1465]]<ref name=Eubel/><ref name=Musolino>Giovanni Musolino, Storia di Caorle, La Tipografica, Venezia, 1970</ref>, autorizzandolo però a mantenere insieme i titoli di vescovo di Suacia e di Caorle<ref name=croato/>. Infatti viene annoverato, ora in qualità di vescovo di Suacia e ora di Caorle, tra i [[vicario episcopale|Vicegerenti]] del [[cardinale]] [[Pietro Barbo]]<ref name=magrini>Antonio Magrini, Notizie Storico-descrittive della chiesa cattedrale di Vicenza, coi tipi paroni G. Tramontini, Vicenza, 1848</ref><ref name=demironi>Francesco Barbarano de Mironi, Historia Ecclesiastica della città, territorio, e diocese di Vicenza, nella stamperia di Carlo Bressan, Vicenza, 1760</ref>, all'epoca vescovo di [[Diocesi di Vicenza|Vicenza]] e in seguito assurto al [[Papato|soglio pontificio]] con il nome di [[Papa Paolo II|Paolo II]], insieme con Marino Contarini, vescovo di [[Diocesi di Cattaro|Cattaro]], [[Giovanni Barozzi]], vescovo di [[Diocesi di Bergamo|Bergamo]], all'[[arcidiacono]] di Vicenza Francesco Morosini e ad [[Angelo Fasolo]], vescovo di [[Diocesi di Modone|Modone]]<ref name=riccardi>Tommaso Riccardi, Storia dei vescovi vicentini, per Gio. Battista Vendramini Mosca, Vicenza, 1786</ref>. Trovandosi a [[Roma]] pagò la tassa per la presa in consegna della diocesi di Caorle, giurando nelle mani dei vescovi Roberto degli Adimari di [[Diocesi di Montefeltro|Montefeltro]] e Marco Negro di [[Diocesi di Cattaro|Cattaro]]<ref name=croato/>.
 
Viene citato dal Magrini per dissipare i dubbi sulla assegnazione del titolo di [[cattedrale]] alla chiesa di Sant'Eleuterio di [[Vicenza]], chiarendo che le «le Mitrie Episcopali che ora in essa si vedono, vi furono poste dal vescovo di Caorle, F. Antonio da Fabriano, Vicegerente del Cardinale e Vescovo Vicentino, Pietro Barbo del 1469, che ivi habitava»<ref name=magrini/>.
 
Fu infatti trasferito alla sede di [[Diocesi di Caorle|Caorle]] il 20 aprile [[1465]]<ref name=Eubel/><ref name=Musolino>Giovanni Musolino, Storia di Caorle, La Tipografica, Venezia, 1970</ref>.
 
Morì nel [[1470]]<ref name=Eubel/>. Secondo il Riccardi, dopo la sede caprulana avrebbe ricoperto il ruolo di [[Diocesi di Gubbio|vescovo di Gubbio]]<ref name=riccardi/>; tuttavia tale notizia non compare nella cronotassi di Eubel, ed è possibile che il Riccardi si sia confuso con Matteo da Fabriano, anch'egli dell'ordine dei minori, vescovo di Gubbio tra il [[1401]] e il [[1405]].
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