Differenze tra le versioni di "Antonio de Caturcio"

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La prima notizia documentata riguardante il [[vescovo]] Antonio nella cronotassi caprulana risale al [[1665]], in un trattato sui personaggi illustri appartenenti all'ordine domenicano<ref name=vmaria1>Vincenzo Maria Fontana, Monumenta Dominicana, Typis et Sumptibus Nicolai Angeli Tinanij, Roma, 1675</ref>, dove si legge:
 
{{citazione|Ammirato Giovanni XXIII della fedeltà dei fratelli Predicatori nei confronti della Santa Madre Chiesa, molti uomini scelti tra loro destinò in quest'anno a reggere i fedeli in diverse Chiese del mondo: e certamente P. Antonio de Caturcio, mise a capo della caprulense, Bartolomeo Fernandi, della Laodicenselaodicense, Giovanni di Durazzo, della Arcivescovilearcivescovile Duracenseduracense in Slavonia, Corrado Exienhuth della ariense in Grecia e Giovanni Mercato della Betlemmitanabetlemmitana ai quali commissionò le amate greggi, per indirizzarle nel sentiero dei comandi di Dio, affinché conseguissero la vita eterna.||Fratrum Praedicatorum fidelitatem erga S. Matrem Ecclesiam miratus Ioan. XXIII plures ex illis hoc anno ad regimen fidelium in diversis orbis Ecclesiis, viris selectis, destinavit: et quidem P. Antonium de Caturce, Caprulen. Bartholomaeum Fernandi, Laodicen. Ioannem de Duranol, Archiepiscopali Duracen. in Sclavonia. Conradum Exienhuth Arien. in Grecia: et Ioannum Mercatum Betleemitanae praefecit, qui commissos sibi greges deamantes, per mandatorum Dei semitam, ut aeternam vitam consequerentur, direxere.|lingua=la}}
 
Lo stesso autore lo riporta in un trattato del [[1696]]<ref name=vmaria2>Vincenzo Maria Fontana, Galleria de' sommi pontefici, patriarchi, arcivescovo e vescovi del''ordine de' predicatori, nella Stamparia Arcivescovale, Benevento, 1696</ref>, mentre, nello stesso anno, un atto firmato dal vescovo [[Domenico Minio (vescovo di Caorle)|Domenico Minio]] lo cita come il primo dei vescovi ritornati alla propria sede dopo la devastazione dell'[[isola]] di [[Caorle]]<ref name=caorlesacra>Paolo Francesco Gusso e Renata Candiago Gandolfo, Caorle Sacra, Marcianum press, Venezia, 2012</ref>, ad opera dei [[Repubblica di Genova|genovesi]] e dei [[pirati]] [[slavi]] alla fine del [[XIV secolo|1300]].
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