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Philippe Thomas nacque a Duerne, nel [[Rodano (dipartimento)|Rodano]], il 4 maggio 1843. <ref>{{Cita|Philippe Thomas (1863–1910), le vétérinaire épris de géologie}}</ref> Frequentò l'[[ École nationale vétérinaire d'Alfort |École nationale vétérinaire d'Alfort]], dove si fece notare come studente particolarmente brillante, e la [[École de cavalerie]]. Fu nominato veterinario dell'esercito nel 1865. <ref>{{Cita|Ducloux|1913|p=236}}</ref> Fu assegnato in Algeria, ma tornò in Francia all'inizio della [[guerra franco-prussiana]] (1870) prendendo parte a diversi scontri. Ritornò in Algeria dopo la guerra e prese parte alla soppressione della rivolta nel [[Cabilia|Kabylie]] nel 1871. <ref>{{Cita|Ducloux|1913|p=236}}</ref> Nel tempo libero studiò geologia, paleontologia e altre discipline scientifiche, diventando un geologo qualificato.<ref>{{Cita|Philippe Thomas (1863–1910), le vétérinaire épris de géologie}}</ref><ref>{{Cita|Cilleuls|1969|p=136}}</ref>
 
Thomas classificò la successione di rocce dell'[[Eocene]] {{Efn|The Eocene lasted from {{ma|Eocene|Oligocene|million years ago}}.}} in Algeria dalla costa [[Mar Mediterraneo|mediterranea]] fino al [[Deserto del Sahara|Sahara]], una successione che avrebbe ritrovato nella Tunisia meridionale.<ref>{{Cita|Cilleuls|1969|p=137}}</ref> Nel 1873, nel massiccio dell'Algeria M'Fatah, Thomas fu il primo a scoprire l'esistenza di noduli fosfatati dell'epoca dell'Eocene inferiore. Nel 1875 studiò i terreni fluvio-lacustri [[Neogene|dell'Alto Terziario]] e del [[Quaternario]] e pubblicò una serie di note su paleontologia e paleoetnologia. La prima di queste, sul "Buhalus Antiqus", fu riportata nel Bollettino della Società climatica di Algeri. Nello stesso bollettino riportava la scoperta di un laboratorio preistorico a Hassi-El-M'Kadden, vicino a [[Ouargla]].<ref>{{Cita|Cilleuls|1969|p=136}}</ref>
 
Nel 1876 la Société des Sciences Physics, naturelles et climatologiques d'Alger riconobbe il suo lavoro di geologo e paleontologo, svolto tra il 1868 e il 1875, assegnandogli una medaglia d'argento. Questo riconoscimento fu seguito seguito dalla sua ammissione alla [[Société géologique de France]].<ref>{{Cita|Cilleuls|1969|p=136}}</ref> Tra il 1880 e il 1884 Thomas pubblicò diversi articoli sulla sua ricerca in Algeria, e insieme con l'ingegnere minerario [[ Marie Adèle Pierre Jules Tissot |Jules Tissot]] (1838-1883) studiò le formazioni di epoca eocenica nella regione di [[Costantina (Algeria)|Costantina]], dove Tissot ipotizzava la presenza di [[Pirofosfato di calcio |pirofosfato di calcio]]<ref>{{Cita|Cilleuls|1969|p=137}}</ref>. Thomas fu il primo a scoprire fosfati nella provincia di [[Ras El Aioun]].<ref>{{Cita|Philippe Thomas (1863–1910), le vétérinaire épris de géologie}}</ref>
Thomas fu promosso Veterinario di prima classe nel 1895.<ref>{{Cita|Ducloux|1913|p=236}}</ref> Quando si ritirò, fu nominato ufficiale della [[Legion d'onore|Legione d'Onore]].<ref>{{Cita|Ducloux|1913|p=236}}</ref> Nel 1898, un membro dell'Istituto di Cartagine rianimò l'interesse per il suo lavoro. Quando la ferrovia [[Sfax]] - [[Gafsa]] fu inaugurata nel 1899, Thomas divenne membro dell'[[Ordine di Nīshān al-Iftikār]] tunisino. Nel 1900 gli è stata concessa una piccola pensione di 6000 franchi.<ref>{{Cita|Cilleuls|1969|p=139}}</ref> Nel 1904, gli fu assegnata una medaglia d'oro dalla Geographic Society of France.<ref>{{Cita|Académie des sciences|1986|p=78}}</ref> Thomas continuò a inviare note regolari sulle sue scoperte fino al 1909.<ref>{{Cita|Cilleuls|1969|p=138}}</ref>
 
Nel 1902 il Ministero della Pubblica Istruzione propose a Georges Rolland di trascrivere i risultati della missione scientifica, ma questi rifiutò per motivi di salute. Il compito fu affidato a Thomas, che ora era in pensione.<ref>{{Cita|Burollet|1995|pp=111–122}}</ref> Così Thomas scrisse ''Essai d'une description géologique de la Tunisie,'' con il supporto di Jean Albert Gaudry, [[ Alphonse Péron |Alphonse Péron]] e Paul Bursaux, direttore tecnico della [[ Compagnia dei fosfati di Gafsa |Compagnie des phosphates de Gafsa]]. La prima parte, una ''panoramica della geografia fisica'', fu pubblicata nel 1907. La seconda parte, ''stratigrafia dei terreni paleozoico e mesozoico'', fu pubblicata nel 1908.<ref>{{Cita|Burollet|1995|pp=111–122}}</ref> Thomas descrisse la grande densità della fauna marina all'alba del Terziario che aveva creato gli strati di fosfati e la fauna costiera dei successivi strati di [[Eocene]] caratterizzati da grandi vertebrati, in particolare la [[Sauria]] e le tartarughe giganti, e da numerosi bivalvi di [[Plagiostoma]].<ref>{{Cita|Cilleuls|1969|p=139}}</ref>{{Efn|Thomas incorrectlyclassificò namederroneamente auno skeletonscheletro come ''Crocodilus phosphaticus''. ItFu wassuccessivamente renamedrinominato ''Dynosaurus thevestensis'' by A. Pomel.<ref>{{Cita|Burollet|1995|pp=111–122}}</ref> It could also be called ''Dynosaurus phosphaticus''.{{Cita|Sur le Dynosaurus thevestensis – ONM}}}}</ref>
 
Thomas morì prima di completare la terza parte dell'''Essai''.<ref>{{Cita|Burollet|1995|pp=111–122}}</ref> Nel 1909, ormai vicino alla morte per malattia, la Société des Phosphates de Gafsa gli assegnò 25.000 franchi, da aggiungere alla rendita vitalizia di 6000 franchi del governo tunisino.<ref>{{Cita|Cilleuls|1969|p=140}}</ref> Morì il 12 febbraio 1910 a [[Moulins (Allier)|Moulins, Allier]], in Francia all'età di 66 anni.<ref>{{Cita|Kazdaghli|2006|p=5}}</ref>
La terza parte della ''descrizione Essai d'une géologique de la Tunisie'' di Thomas, che avrebbe dovuto descrivere le formazioni risalenti al [[Cenozoico|terziario]], fu completata e pubblicata dal suo amico, il professor [[ Léon Pervinquière |Léon Pervinquière]] (1873–1913), titolare della cattedra di geologia della facoltà di scienza a Parigi.<ref>{{Cita|Cilleuls|1969|p=139}}</ref> [[Émile Haug]] pubblicò l'''Essai d'une description géologique de la Tunisie'' dopo la morte di Pervinquiere e la presentò alla Società Geologica di Francia in seduta il 6 aprile 1914.<ref>{{Cita|Burollet|1995|pp=111–122}}</ref> Il Vétérinaire Général Léon-Paul-Charles Vivien scrisse:
 
{{quote|Quando fu fondato il protettorato francese, la Tunisia era una vasta regione spopolata, arida, e sterile. Il mare sembrava esserne l'unica ricchezza. Philippe Thomas richiamò l'attenzione del mondo industriale sul suo suolo. Nuovi depositi di ferro, zinco, rame e manganese furono in seguito scoperti e la Tunisia si rivelò essere una delle regioni minerarie più ricche del mondo. Philippe Thomas ne aveva determinato il futuro...|3=When the French protectorate was established, Tunisia was a vast depopulated, barren, and arid country. The sea seemed to constitute the only usable wealth. Philippe Thomas called the attention of the industrial world to its soil. New deposits of iron, zinc, copper and manganese were successively discovered and Tunisia appeared as one of the richest mining regions in the world. Philippe Thomas had determined its future ..."<ref>{{Cita|Cilleuls|1969|p=139}} }}</ref>|lingua=en}}
 
Il 10 dicembre 1908, il Bey [[Muhammad V al-Nasir|Muhammad an-Nasir]] intitolò a Philippe Thomas la stazione di Metlaoui in riconoscimento della prosperità che la sua scoperta di fosfati calcarei aveva portato nel paese<ref>{{Cita|Cilleuls|1969|p=139}}</ref>, e fu posizionato un medaglione col suo volto di fronte alla stazione.<ref>{{Cita|Cilleuls|1969|p=140}}</ref> A [[Sfax]] fu successivamente inagurato da [[Gabriel Alapetite]], Resident-General di Francia in Tunisia, un monumento con un busto di Thomas dello scultore [[André Vermare|André César Vermare]], il 26 aprile 1913.<ref>{{Cita|Académie des sciences|1986|p=79}}</ref><ref>{{Cita|Philippe Thomas – Le Site Sfaxien}}</ref> Alapetite inaugurò anche un altro monumento in onore di Thomas, a Tunisi il 29 maggio 1913.<ref>{{Cita|Cilleuls|1969|p=140}}</ref> Il busto di Thomas a Sfax e quello dedicato all'olivicoltore [[Paul Bourde|Paul Anthelme Bourde]] furono abbattuti e frantumati nella notte del 3-4 gennaio 1957. Il monumento a Tunisi fu distrutto poco dopo.<ref>{{Cita|Kazdaghli|2006|p=10}}</ref> I frammenti del busto furono recuperati e inviati in Francia, dove furono conservati nella sala Philippe Thomas della scuola del Servizio biologico e veterinario dell'esercito, a [[Compiègne]].<ref>{{Cita|Kazdaghli|2006|p=11}}</ref>
* {{Cita pubblicazione|titolo=Homage à Philippe Thomas (1843–1910)|rivista=La Vie des Sciences|autore=Académie des sciences|editore=Gauthier-Villars|location=Paris|date=January 1986|lingua=fr|url=http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5470758h/f82.image.r=Philippe%20Thomas%201910?rk=64378;0|access-date=2017-09-02}}
* {{Cita pubblicazione|lingua=fr|date=21 June 1995|editore=Comité Français d'Histoire de la Géologie (COFRHIGEO) (séance du 21 juin 1995)|volume=9|issue=3|last=Burollet|first=Pierre F.|titolo=L'exploration de la Tunisie avant la première guerre mondiale|rivista=Travaux du Comitée Français d'Histoire de la Géologie|url=http://www.annales.org/archives/cofrhigeo/tunisie.html|access-date=2017-07-29}}
* {{Cita pubblicazione|titolo=A propos des phosphates de Tunisie et de leur découverte par Philippe THOMAS, vétérinaire militaire I1843-1910)|lastcognome=Cilleuls|firstnome=Jean des|lingua=fr|anno=1969|url=http://www.biusante.parisdescartes.fr/sfhm/hsm/HSMx1969x003x003_4/HSMx1969x003x003_4x0136.pdf|access-date=2017-09-01}}
* {{Cita pubblicazione|lingua=fr|titolo=Philippe THOMAS (1843–1910)|autorecognome=Ducloux|rivista=Bulletin de la Société Centrale de Médecine Vétérinaire|editore=Société de médecine vétérinaire (France) / Asselin|location=Paris|anno=1913|url=http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6469473w/f241.image.r=Philippe%20Thomas%201910|access-date=2017-09-02}}
* {{Cita pubblicazione|lingua=fr|editore=Expériences et mémoire : partager en français la diversité du monde|location=Bucarest|date=September 2006|last=Kazdaghli|first=Habib|url=http://www.edusfax.com/sfaxreader/french/1957Kazdaghli.pdf|access-date=2017-09-02|titolo=Rétrospective des politiques mémorielles en Tunisie à travers l'histoire des statues et des monuments (XIXe-XXe siècles)}}
* {{Cita pubblicazione|lingua=fr|ref={{harvid|Notices liées ... Thomas, Philippe Étienne}}|titolo=Notices liées ... Thomas, Philippe Étienne|editore=BnF: Bibliotheque nationale de France|url=http://catalogue.bnf.fr/rechercher.do?index=AUT3&numNotice=10610538&typeNotice=p|access-date=2017-09-01}}