Vedute di Roma da Villa Malta sul Pincio: differenze tra le versioni

(dipinti su tela, non su carta, secondo il catalogo web della pinacoteca)
Questa tipologia di vedute, perfettamente somiglianti al vero, era allora poco considerata perché non soddisfaceva la creatività d'un artista: era infatti una veduta che imponeva esattezza [[topografia|topografica]] e non consentiva alcuna alterazione della realtà; tuttavia, nel corso di un anno, il pittore completò il primo dei quattro dipinti e gli altri tre, dopo varie interruzioni, furono da lui consegnati nel 1835. Le quattro vedute risultarono d'una luminosità tersa e cristallina: l'orizzonte basso del cielo aveva dilatato gli spazi laterali; per il loro disegno tuttavia, le vedute non erano in perfetta successioneː tra una e l'atra si avvertiva un distacco, perché erano state riprese da quattro diverse finestre e non da uno spazio aperto a 360°. Per accentuare il realismo delle vedute, Reinhart aveva inserito figure alla finestra o in giardino o sul terrazzo, pennacchi di fumo bianco che esce dai comignoli, perfino il [[Muschi|muschio]] sulle tegole. Villa Malta al Pincio, residenza romana del re di Baviera, era anche sede del cenacolo degli artisti tedeschi che vi ricevevano ospitalità, coltivavano legami di amicizia e, grazie al mecenatismo del re Luigi I, trovavano occasioni di lavoro.
 
Nel 1836 le quattro vedute arrivarono a Monaco di Baviera. Per l'installazione, secondo il progetto originale era previsto uno spazio circolare, nellanel nuovacomplesso ''Königsbau'' della [[Residenza di Monaco di Baviera|residenza reale]] che era allora in costruzione. I quattro dipinti dovevano essere posizionati in modo da ricostruire un'unica veduta di Roma e dando l'impressione di affacciarsi alle quattro aperture dal torrino di Villa Malta e gettare uno sguardo, a volo d'uccello, sulla tutta città, così com'era intorno all'anno 1830. I quattro disegni preparatori - della grandezza di un terzo, rispetto ad ogni veduta definitiva - furono distrutti per cause belliche.
 
Villa Malta fu poi acquistata da un possidente russo, che ne trasformò il giardino in un parco ricco di fiori e che la chiamò Villa delle Rose. Passò quindi ai [[Compagnia di Gesù|Gesuiti]] e oggi ospita la rivista storica ''[[La Civiltà Cattolica]]'', con archivio e biblioteca.
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