Differenze tra le versioni di "Frammenti dei lirici greci"

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m (→‎Saffo: ritocchi di ortografia)
Fr. 395 Page, strofa esastica (4 dimetri anaclomeni + dimetro ionico puro + dimetro anaclomeno) - Fonte: Giovanni Stobeo, IV, 51, 12
 
Anche Anacreonte rivolge il suo personale pensiero sulla vecchiaia e il timore della morte, benché parodiato da Stratone di Sardi nell'epigramma dell'Antologia Palatina (12, 240); la cantilena patetica ritmico-espressiva dei monotoni anaclomeni, appena rotta dal raffrenato ritmo degli ionici puri prima della clausola strofica, più che un atteggiamento commosso e rassegnato sembrano tradire una velata ironia, da contrapporre con il tono del disincanto all'inevitabilità della vecchiaia, in cui ci si sofferma a ricordare quello che si è fatto iin passato; Anacreonte visse troppo bene nella corte di Policrate, e poi dei Pisistratidi ad Atene per trarre delle conclusioni completamente negative e pessimiste sull'inevitabilità della morte.
 
{{Citazione|Sono già grigie le mie tempie,<br />tutta bianca è la mia testa,<br />e già tremoli sono i miei denti,<br />non più mi arride l'amabile giovinezza,<br />non mi avanza ancora molto tempo<br />della vita dolce.<br /><br />Per questo spesso io ho paura del Tartaro<br />e singhiozzo, terribile è il recesso<br />dell'Ade, e in esso è funesta<br />la discesa: perché è destino che<br />chi scenda giù, non torni più sopra.}}