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Nell'agosto [[1942]], un anno dopo l'invasione della Russia, Himmler, su ordine di [[Hitler]], predispose il ritiro dalla guerra dei figli unici (o di coloro che erano rimasti tali) affinché mettessero al mondo nuovi figli "di sangue buono", in modo da impedire l'estinzione delle loro famiglie.
 
L'8 settembre 1942 il comandante della Seconda[[2. Divisione corazzataPanzerarmee]], il generale [[Rudolf Schmidt]], scriveva a Hitler che il numero di ''Mischlinggskinder'' (bambini di sangue misto) poteva ammontare a 1,5 milioni. Nonostante il numero esagerato di tale predizione, il numero di bambini preoccupava le autorità naziste che le popolazione dell'Est (''Ostvölker'') traessero beneficio dall'apporto di sangue ariano. Per poterlo evitare la loro idea era di reclamarli come ''Deutsche Volksgemeinschaft'', ovvero come comunità del popolo. Inoltre tali bambini, secondo alcuni nazisti, erano da considerarsi di potenziale umano e economico. In realtà era prevista una separazione tra i bambini; alcuni erano già destinati come “razzialmente indesiderabili”, altri invece, ritenuti idonei e sarebbero quindi entrati a far parte del popolo tedesco (''in den deutschen Volkskörper eingefügt''). Tale distinzione era casuale e piena di contraddizioni che divennero il simbolo della mancanza di “consapevolezza razziale” degli uomini che rientravano nella categoria di “ariani”.<ref>{{cita|Ericsson-Simonsen, 2007|p. 155}}.</ref>
 
Un mese dopo, Himmler si rivolgeva ai soldati sul fronte russo:
Il rapimento e la germanizzazione di bambini di razza pura venne dunque applicato anche in [[Europa orientale]], in particolare in [[Ucraina]] con la ''[[Heuaktion]]'' ("operazione fieno"),<ref>{{cita|Höhne, 1968|pp. 213-214}}.</ref> secondo le procedure dettate da un documento segreto del 12 giugno [[1944]] del Ministero dei Territori occupati dell'Est: «il Gruppo Armate di Centro intende catturare da 40.000 a 50.000 ragazzi fra i 10 e i 14 anni per trasferirli nel [[Germania nazista|Reich]]. Lo scopo è quello di assegnarli come apprendisti a imprese tedesche. L'iniziativa - che sarebbe bene accolta dagli [[industria]]li - mira non soltanto a prevenire un diretto rinvigorimento delle forze del nemico ma anche a ridurne le potenzialità biologiche».<ref>{{cita|Mayda, 1977|pp. 216-218}}.</ref>
 
Dal momento della ritirata tedesca da Stalingrado l'unica misura attuata fu la registrazione delle nascite che comunque erano molto distanti dalle previsioni iniziali. Infatti il ministero del Reich stimò le nascite di bambini nei territori di [[Bielorussia]], Ucraina, [[Estonia]], [[Lettonia]] e [[Lituania]] in 10000-12000.<ref>{{cita|Ericsson-Simonsen, 2007|p. 159}}.</ref> Nel corso della guerra gli scopi demografici mutarono, i presupposti della tutela della razza, fino ad allora ritenuti inalterati e stabili subirono una sostanziale modifica. Si attuò il principio della “ristrutturazione razziale dell'Est”, dove i bambini ritenuti dapprima “bastardi indesiderati” ora acquistarono un certo interesse e valore e quindi un'opportunità di incremento demografico.<ref>{{cita|Ericsson-Simonsen, 2007|p. 167}}.</ref> È interessante notare che in questi territori, le donne che avevano avuto contatti con i tedeschi non si ha notizia di punizioni da parte della popolazione locale.<ref>{{en}} Anette Warring, ''National Bodies: Fraternisation, Gender and Sexuality in Occupied Europe 1940.45'', 2003.</ref>
 
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