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[[File:Lithuanian soldier in Vilnius 1939.jpg|thumb|250 px|Soldato lituano che osserva Vilnius]]
 
L'annessione di Vilnius venne percepita con gioia dai lituani, considerando che un'intera generazione stava coltivando l'idea che la Lituania non sarebbe stata la stessa senza la storica capitale: per tale motivo, l'opinione comune riteneva il reinsediamento come un atto di giustizia storica. Le élite erano molto più preoccupate, poiché per molti il prezzo pagato dalla Lituania all'Unione Sovietica per Vilnius era troppo alto.<ref>{{en}}Tomas Balkelis; Violeta Davoliūtė, ''[https://books.google.it/books?id=hOAzDwAAQBAJ&pg=PA139&dq=historical+justice+vilnius+1939&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjima6J64fsAhXD2KQKHVIeCqMQ6AEwAHoECAAQAQ#v=onepage&q=historical%20justice%20vilnius%201939&f=false| Population Displacement in Lithuania in the Twentieth Century]'', BRILL, 2016, ISBN 978-90-04-31410-8, p. 139.</ref> Inoltre, bisognava rendersi conto della situazione demografica nel sud-est della Lituania, poiché i polacchi avrebbero potuto creare più di qualche noia al governo centrale. Nel primo incontro, contrariamente ai timori sopraccitati, non si segnalò alcun atteggiamento ostile da parte dei rappresentatirappresentanti della città e l'armata lituana se non qualche forma di protesta non violenta: è il caso del vescovo polacco di Vilnius Romuald Jałbrzykowski, il quale si rifiutò di suonare le campane delle chiese della città.<ref>{{en}}Dennis J. Dunn, ''[https://books.google.it/books?id=SMXYAAAAMAAJ&q=Vilnius+at+the+beginning+of+October+,+had+very+little+sympathy+or+use+for+the+Polish+Archbishop+of+the+diocese+,+Mgr+.+Romuald+Jałbrzykowski+,+or+his+Polish+auxiliary+,+both+of+whom+resided+in+the+city+of+Vilnius&dq=Vilnius+at+the+beginning+of+October+,+had+very+little+sympathy+or+use+for+the+Polish+Archbishop+of+the+diocese+,+Mgr+.+Romuald+Jałbrzykowski+,+or+his+Polish+auxiliary+,+both+of+whom+resided+in+the+city+of+Vilnius&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwju-MCt64fsAhXM_qQKHUi4CggQ6AEwAHoECAQQAQ| The Catholic Church and the Soviet Government, 1939-1949]'', East European quarterly, 1977, ISBN 978-09-14-71023-3, p. 53.</ref><ref name="liekis220221"/> Tuttavia, già ventiquattro ore dopo, il 29 ottobre, si verificarono scontri tra la popolazione polacca, per lo più studenti, e la polizia lituana, dopo che i baltici issarono il [[Bandiera della Lituania|proprio tricolore]] sulla [[torre di Gediminas]].<ref name="liekis220221"/>
 
Alla fine di ottobre 1939, si verificò un ulteriore evento che minò la tranquillità in città: la demoralizzata popolazione locale polacca avviò un [[pogrom]] antiebraico durato quattro giorni, in cui una persona perse la vita e si contavano circa 200 feriti:<ref>{{en}}Jonathan Dekel-Chen; David Gaunt; Natan M. Meir; Israel Bartal, ''[https://books.google.it/books?id=AUYQ8JQ-iM0C&pg=PA151&dq=october+1939+vilnius+pogrom&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiDken464fsAhXHC-wKHeTFCKQQ6AEwAHoECAAQAQ#v=onepage&q&f=false| Anti-Jewish Violence: Rethinking the Pogrom in East European History]'', Indiana University Press, 2010, ISBN 978-02-53-00478-9, p. 151.</ref><ref>{{en}}Mordecai Paldiel, ''[https://books.google.it/books?id=psleDQml1WsC&pg=PA226&dq=october+1939+vilnius+pogrom&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiDken464fsAhXHC-wKHeTFCKQQ6AEwBXoECAgQAQ#v=onepage&q&f=false| Churches and the Holocaust: Unholy Teaching, Good Samaritans, and Reconciliation]'', KTAV Publishing House, Inc., 2006, ISBN 978-08-81-25908-7, p. 226.</ref> la comunità ebraica chiese l'intervento delle unità militari sovietiche nelle vicinanze. La violenza cessò solo dopo che un gruppo di 35 carri armati sovietici rientrò brevemente in città e pose fine al pogrom.<ref name="liekis220221"/> Ciò impedì ulteriori rappresaglie, attese tra il 10 e l'11 novembre, una giornata in cui tradizionalmente avvenivano disordini antiebraici.<ref name="liekis220221"/>
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