Differenze tra le versioni di "Aprilia (azienda)"

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Alberto Beggio scelse questo nome per la sua azienda perché era rimasto affascinato dalla [[Lancia Aprilia]], vettura lanciata sul mercato nel 1937 dalla casa automobilistica [[Lancia (azienda)|Lancia]].<ref>{{Cita web|url=http://www.inmoto.it/news/news/2017/03/06-741353/ivano_beggio_racconta_l_aprilia/|titolo=}}</ref>
[[File:Aprilia plant, Scorzè.jpg|thumb|stabilimentoStabilimento Aprilia, [[Scorzè]].]]
 
Nel [[1960]] Aprilia entra nel settore dei ciclomotori con lo Sport Uomo.
 
Il figlio del fondatore, [[Ivano Beggio]], prese le redini dell'azienda nel [[1968]] iniziando subito a costruire un [[ciclomotore]] con un ristretto numero di collaboratori. I primi modelli con cui l'Aprilia uscì sul mercato furono i ''Colibrì'', ''Daniela'' e ''Packi'', seguiti dalla prima motocicletta da fuoristrada la ''[[Aprilia Scarabeo (motocross)|Scarabeo]]'', presentata nel [[1970]] in due cilindrate, da 50 e {{M|125 [[centimetro cubo|ul=cm³]]}} e rimasta in produzione per quasi un decennio.
 
Nel [[1977]] si assistette alle prime vittorie significative nel campo delle competizioni, con la vittoria nel campionato italiano di [[motocross]] nelle classi 125 e 250 da parte del pilota [[Bergamo|bergamasco]] [[Ivan Alborghetti]]. Lo stesso pilota partecipò, l'anno successivo, al Campionato mondiale di motocross giungendo al sesto posto assoluto della classifica finale con due terzi posti conquistati nelle singole gare.
 
[[File:Aprilia rs125.jpg|thumb|left|Una Aprilia RS 125 del 1998.]]
Il passo successivo nell'evoluzione dell'Aprilia fu, negli [[anni 1980|anni ottanta]], quello di ampliare la gamma dei modelli offerti in vendita, dedicandosi anche ai settori del [[trial]] dell'[[enduro]] e delle moto da strada, prodotte in varie cilindrate tra i 50 e i {{M|600&nbsp;|u=cm³}}. Nel [[1985]] venne firmato un accordo di collaborazione con l'[[austria]]ca [[Bombardier Rotax|Rotax]] per la fornitura di [[Motore a combustione interna|motori]] alla casa veneziana. È del [[1986]] la presentazione della ''[[Aprilia Tuareg|Tuareg]]'' la prima moto derivata da quelle in uso nei [[Rally]] Africani.
[[File:Squadrone Aprilia.jpg|thumb|Quattro Aprilia RS 125, di differenti modelli.]]
Sulla scia dei successi ottenuti, vennero messi in vendita modelli in varie cilindrate: nella classe {{M|50 |u=cm³}} l'[[Aprilia RS]] 50 (stradale), la RX 50 (enduro) e la Red Rose 50 (custom), tutte con motorizzazione [[Minarelli]] raffreddata a liquido; nella classe 125 celeberrima l'[[Aprilia RS 125]] (stradale), la RX 125 (enduro) e la Red Rose 125 (custom), tutte con un motore Rotax, dotato di una valvola di scarico passiva a controllo pneumatico (denominata [[Valvola RAVE|RAVE]] e RAVE2, successivamente sostituita con una a controllo elettronico); infine nella classe 250 la RS 250 motorizzata Suzuki, messa in commercio con le livree delle motociclette da [[motociclismo|competizione]] e che ottenne un vasto seguito, soprattutto tra i più giovani appassionati delle due ruote.
 
[[File:Aprilia RS 50 Chesterfield 11.jpg|thumb|left|RS 50 Chesterfield, una replica della moto da corsa di Max Biaggi.]]
Per quanto riguarda la produzione di serie, gli [[anni 1990|anni novanta]] videro la presentazione di altri modelli destinati ad un buon successo sul mercato; si passava dalle [[Aprilia Pegaso]], offerte nelle cilindrate 50, 125 e 650, allo scooter tradizionale [[Aprilia Amico|Amico]] o a quello con [[ruota|ruote]] alte, che riprendeva il nome storico della casa, lo [[Aprilia Scarabeo (scooter)|Scarabeo]].
Un altro scooter di successo è il [[Aprilia Leonardo|Leonardo]], motorizzato Rotax per le cilindrate 125 e 150. Successivamente, con la fornitura di motori [[Yamaha Motor|Yamaha]], il Leonardo viene prodotto con cilindrate 250 e 300.
Nel [[1995]] Aprilia stupisce con [[Aprilia Motó|Motò]], monocilindrica disegnata da [[Philippe Starck]]<ref>{{Cita web|url=http://www.omnimoto.it/magazine/19075/aprilia-moto-6-5-storia-design-monocilindrico-anni-90|titolo=Aprilia Motò 6.5: il design sopra ogni cosa}}</ref>. Nello stesso anno debutta [[Aprilia RS 250|RS 250]] e [[Max Biaggi]] vince il Mondiale Piloti della classe 250 mentre la casa motociclistica vince il titolo Marche per la stessa categoria.
 
Verso la fine del decennio, nel [[1998]], si registrò l'entrata della casa nel settore delle [[maximoto]] con la presentazione delle [[Aprilia RSV Mille]] e della [[Aprilia Falco|Falco]], entrambe utilizzanti i motori Rotax da {{M|990 [[centimetro cubo|u=cm³]]}} di cilindrata con l'innovativa disposizione a v di 60°, che permette una distribuzione dei pesi a tutto vantaggio della maneggevolezza e delle ottime doti di guidabilità di questa bicilindrica.
 
L'anno successivo venne prodotta l<nowiki>{{'</nowiki>}}''RSV Mille SP'', una versione in tiratura limitata di 150 esemplari, necessari per l'omologazione nel [[Campionato mondiale Superbike]], che fu pilotata dall'[[australia]]no [[Troy Corser]] e dal padovano Alessandro Antonello.
 
[[File:Aprilia Leonardo scooter weertfm.JPG|thumb|Aprilia Leonardo.]]
Il nuovo secolo si apre con l'acquisizione, nel [[2000]], da parte della casa veneziana di due dei marchi più famosi della storia del motociclismo italiano, la [[Moto Guzzi]] e la [[Moto Laverda]].
 
La produzione di serie vede invece il lancio di modelli come la [[Aprilia Caponord]], che richiama lo spirito di avventura dei lunghi raid, della [[Aprilia RST 1000 Futura|Futura]], sport tourer dal design futuristico, e della [[Aprilia Tuono|Tuono]], ovvero naked sportiva su base [[Aprilia RSV 1000]].
 
Nel [[2004]] si ha l'ultima e più recente modifica dell'assetto societario, con l'acquisizione della Aprilia e delle sue controllate da parte della [[Piaggio]], che controlla anche la [[Gilera]] e la spagnola [[Derbi]]; da questa fusione è nato il quarto gruppo industriale più importante al mondo nel campo della fabbricazione delle 2 ruote, con una capacità produttiva di 600.000{{formatnum:600000}} veicoli annui ed un giro di affari di 1,5 miliardi di [[euro]].
 
Dal [[2006]] Aprilia inizia a progettare, sviluppare e produrre in proprio i motori che equipaggiano le moto di serie, interrompendo il lungo rapporto di collaborazione con la Rotax; da quel momento tutte le moto prodotte sono, quindi, motorizzate con propulsori italiani al 100%.