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Tuttavia, con il pretesto di proteggere gli agricoltori e contadini dal malgoverno feudale e dalla nobiltà, i mafiosi costrinsero gli agricoltori a pagare gli interessi per il contratto di locazione e a mantenere l'omertà<ref name=autogenerato2 />. La prima analisi esaustiva in cui venne espressamente usato il termine ''mafia'' fu compiuta nel [[1876]] da [[Leopoldo Franchetti]], dopo la celebre inchiesta compiuta insieme a [[Sidney Sonnino]], che venne pubblicata con il titolo [[s:Condizioni politiche e amministrative della Sicilia|Condizioni politiche e amministrative della Sicilia]].
 
Uno dei più clamorosi processi di quegli anni fu quello tenutosi nel [[1885]] contro gli affiliati alla "[[Fratellanza di Favara]]", una ''[[cosca]]'' mafiosa operante nella [[provincia di Agrigento]] che aveva un rituale di iniziazione, il quale avveniva pungendo l'[[indice (dito)|indice]] dei nuovi membri per poi tingere con il [[sangue]] un'immagine sacra, che veniva bruciata mentre l'iniziato recitava una formula di giuramento<ref>{{Cita web |url=http://www.viandante.it/sito24/work/00MAFIA/Anni%201880/Mafia%201883.php |titolo=Il Viandante - Sicilia 1883<!-- Titolo generato automaticamente --> |accesso=16 febbraio 2013 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20131110012828/http://www.viandante.it/sito24/work/00MAFIA/Anni%201880/Mafia%201883.php |dataarchivio=10 novembre 2013 |urlmorto=no }}</ref>: tale cerimonia di affiliazione era tipica delle ''[[cosca|cosche]]'' mafiose di [[Palermo]], a cui numerosi membri della "Fratellanza" erano stati affiliati nel [[1879]], durante la prigionia con mafiosi [[Palermo|palermitani]] nel carcere di [[Ustica]]<ref>{{Cita web |url=http://www.viandante.it/sito24/work/00MAFIA/Anni%201880/Mafia%201885.php |titolo=Il Viandante - Sicilia 1885<!-- Titolo generato automaticamente --> |accesso=16 febbraio 2013 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20131110012824/http://www.viandante.it/sito24/work/00MAFIA/Anni%201880/Mafia%201885.php |dataarchivio=10 novembre 2013 |urlmorto=no }}</ref>. Nel [[1893]], in seguito al [[Emanuele Notarbartolo|delitto Notarbartolo]], l'esistenza di Cosa nostra (e dei suoi rapporti con la politica) divenne nota in tutta Italia<ref>[http://archiviostorico.corriere.it/1992/marzo/15/Notarbartolo_primo_delitto_eccellente_quasi_co_0_92031516578.shtml Notarbartolo, il primo delitto eccellente, quasi un secolo fa] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20141006084252/http://archiviostorico.corriere.it/1992/marzo/15/Notarbartolo_primo_delitto_eccellente_quasi_co_0_92031516578.shtml |datedata=6 ottobre 2014 }} Corriere della Sera, 15 marzo 1992</ref>.
 
=== Le rivendicazioni agricole ===
Durante la presidenza di [[Giovanni Giolitti]] si permise alle cooperative di chiedere prestiti alle banche e di intraprendere da sole, senza gabellotti, contratti diretti coi proprietari terrieri. Questo, insieme alla nuova legge elettorale del [[suffragio universale]] maschile, portò non solo alla vittoria di diversi sindaci socialisti in varie città siciliane, ma anche all'eliminazione del ruolo mafioso nella mediazione per i contratti. Tuttavia "con Giolitti la mafia, assieme ai poteri forti (massoneria deviata, vecchia aristocrazia, borghesia ''eroica''), monopolizzò tutta la vita economica e politica dell'isola, infatti gli appalti ed i finanziamenti alle imprese industriali e agrarie erano pilotati, così come le elezioni politiche ed amministrative"<ref name=autogenerato2 />.
 
Per stroncare il pericolo "rosso", la mafia dovette allearsi con la [[Chiesa cattolica]] siciliana<ref>{{Cita web|url=https://rota.wordpress.com/2009/07/06/la-santa-alleanza-tra-chiesa-e-mafia-uno-dei-piu-impenetrabili-misteri-ditalia/|titolo=La “santa” alleanza tra chiesa e mafia, uno dei più impenetrabili misteri d’Italia|sito=Il blog di Luca Rota|accesso=26 aprile 2020|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20160331175435/https://rota.wordpress.com/2009/07/06/la-santa-alleanza-tra-chiesa-e-mafia-uno-dei-piu-impenetrabili-misteri-ditalia/|dataarchivio=31 marzo 2016|urlmorto=no}}</ref>, anch'essa preoccupata per gli sviluppi dell'[[ideologia marxista]] materialista nelle campagne. Le cooperative cattoliche quindi non si chiusero ad infiltrazioni mafiose, a patto che questi ultimi scoraggiassero in tutti i modi i [[socialisti]]. Nel primo quindicennio del Novecento si iniziarono a contare le prime vittime socialiste ad opera della mafia, che assassinava sindaci, sindacalisti, preti, attivisti e agricoltori indisturbatamente<ref>[http://www.beppeniccolai.org/Mafia_potere.htm Mafia e potere] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20131110011413/http://www.beppeniccolai.org/Mafia_potere.htm |datedata=10 novembre 2013 }}, Cfr. nel CD "Opera Omnia", Nuovi Orizzonti Europei</ref>. Il tema delle terre negate ai contadini resterà uno dei principali motivi di scontro sociale in Sicilia fino al secondo dopoguerra.
 
=== Il rapporto Sangiorgi ===
{{Vedi anche|Seconda guerra di mafia}}
[[File:Omicidio di Stefano Bontade.jpg|miniatura|L'omicidio di [[Stefano Bontate]] (23 aprile [[1981]])]]
Nel marzo [[1981]] Giuseppe Panno, capo della ''[[cosca]]'' di [[Casteldaccia]] e strettamente legato a Bontate, rimase vittima della «[[lupara bianca]]» per ordine dei [[Corleonesi]]<ref name=SENTENZA />; Bontate organizzò allora l'uccisione di Riina, il quale reagì facendo assassinare prima Bontate (23 aprile) e poi anche il suo associato [[Salvatore Inzerillo]] (11 maggio)<ref name=autogenerato11 />. Nel periodo successivo a questi omicidi, numerosi mafiosi appartenenti alle cosche di Bontate e Inzerillo vennero attirati in imboscate dai loro stessi associati e fatti sparire; il gruppo di fuoco corleonese eliminò anche numerosi rivali nella zona tra [[Bagheria]], [[Casteldaccia]] ed [[Altavilla Milicia]], che venne soprannominata «triangolo della morte» dalla stampa dell'epoca<ref name=autogenerato10>{{Cita web |url=http://www.viandante.it/sito24/work/00MAFIA/Anni%201980/Mafia%201982.php |titolo=Il Viandante - Sicilia 1982<!-- Titolo generato automaticamente --> |accesso=6 agosto 2013 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20130928185253/http://www.viandante.it/sito24/work/00MAFIA/Anni%201980/Mafia%201982.php |dataarchivio=28 settembre 2013 |urlmorto=no }}</ref>: in quell'anno ([[1981]]) si contarono circa 200 omicidi a [[Palermo]] e nella provincia, a cui si aggiunsero numerose «[[lupara bianca|lupare bianche]]»<ref name=autogenerato5 />; nel novembre [[1982]] furono ammazzati una dozzina di mafiosi di [[Partanna-Mondello]], della [[Noce (Palermo)|Noce]] e dell'[[Acquasanta (UPL di Palermo)|Acquasanta]] nel corso di una grigliata all'aperto nella tenuta di [[Michele Greco]] e i loro corpi spogliati e buttati in bidoni pieni di [[acido]]: nella stessa giornata, in ore e luoghi diversi di [[Palermo]], furono anche uccisi numerosi loro associati per evitarne la reazione<ref>[http://archiviostorico.corriere.it/1993/marzo/10/uccisi_tavola_nemici_corpi_sciolti_co_0_93031010481.shtml uccisi a tavola i nemici. i corpi sciolti nell'acido] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20130612034951/http://archiviostorico.corriere.it/1993/marzo/10/uccisi_tavola_nemici_corpi_sciolti_co_0_93031010481.shtml |datedata=12 giugno 2013 }} Corriere della Sera</ref>.
 
Il massacro si estese perfino negli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]]: [[Paul Castellano]], capo della [[Famiglia Gambino]] di [[New York]], inviò i mafiosi Rosario Naimo e [[John Gambino]] (imparentato con gli Inzerillo) a [[Palermo]] per accordarsi con la "[[Commissione (mafia)|Commissione]]"<ref name=LATORRE>{{Cita news|url=http://archiviopiolatorre.camera.it/img-repo/DOCUMENTAZIONE/Pio%20La%20Torre/Aula%20Bunker/Dibattimento%20Primo%20Grado/Sentenza/Parti/Sentenza%20Primo%20Grado%20parte%201.pdf|titolo=Sentenza di primo grado per gli omicidi Reina-Mattarella-La Torre|pubblicazione=|accesso=5 dicembre 2013|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20180715035957/http://archiviopiolatorre.camera.it/img-repo/DOCUMENTAZIONE/Pio%20La%20Torre/Aula%20Bunker/Dibattimento%20Primo%20Grado/Sentenza/Parti/Sentenza%20Primo%20Grado%20parte%201.pdf|dataarchivio=15 luglio 2018|urlmorto=no}}</ref>, la quale stabilì che i parenti superstiti di Inzerillo fuggiti negli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] avrebbero avuta salva la vita a condizione che non tornassero più in [[Sicilia]] ma, in cambio della loro fuga, Naimo e Gambino dovevano trovare ed uccidere Antonino e Pietro Inzerillo, rispettivamente zio e fratello del defunto Salvatore, fuggiti anch'essi negli Stati Uniti<ref>{{Cita web |url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/06/07/ecco-nomi-degli-scappati-naimo-parla-dei.html |titolo='Ecco i nomi degli scappati' Naimo parla dei boss americani - Repubblica.it <!-- Titolo generato automaticamente --> |accesso=5 dicembre 2013 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20141006115802/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/06/07/ecco-nomi-degli-scappati-naimo-parla-dei.html |dataarchivio=6 ottobre 2014 |urlmorto=no }}</ref>: Antonino Inzerillo rimase vittima della «[[lupara bianca]]» a [[Brooklyn]] mentre il cadavere di Pietro venne ritrovato nel bagagliaio di un'auto a Mount Laurel, nel [[New Jersey]], con una mazzetta di dollari in bocca e tra i genitali (14 gennaio [[1982]])<ref>[http://archiviostorico.corriere.it/2008/febbraio/08/New_Jersey_quel_cadavere_nell_co_9_080208004.shtml Il New Jersey e quel cadavere nell'auto] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20150927195254/http://archiviostorico.corriere.it/2008/febbraio/08/New_Jersey_quel_cadavere_nell_co_9_080208004.shtml |datedata=27 settembre 2015 }} Corriere della Sera</ref>.
 
Tra il [[1981]] e il [[1983]] vennero commessi efferati omicidi contro 35 tra parenti e amici di [[Salvatore Contorno]], un ex uomo di Bontate che era sfuggito ad agguato per le strade di [[Brancaccio (Palermo)|Brancaccio]] (15 giugno [[1981]])<ref name=autogenerato11 />; si attuarono vendette trasversali pure contro i familiari di [[Gaetano Badalamenti]] e del suo associato [[Tommaso Buscetta]], i quali risiedevano in [[Brasile]] ed erano sospettati di fornire aiuto al mafioso Giovannello Greco, che apparteneva alla fazione corleonese ma era considerato un "traditore" perché era stato amico di [[Salvatore Inzerillo]] ed aveva tentato di uccidere [[Michele Greco]]<ref>{{Cita web |url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/10/16/buscetta-superteste-in-aula-lo-ha-deciso.html |titolo=BUSCETTA SUPERTESTE IN AULA LO HA DECISO LA CORTE D'ASSISE - Repubblica.it<!-- Titolo generato automaticamente --> |accesso=9 agosto 2013 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20130618022855/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/10/16/buscetta-superteste-in-aula-lo-ha-deciso.html |dataarchivio=18 giugno 2013 |urlmorto=no }}</ref>: il padre, lo zio, il suocero e il cognato di Giovannello Greco furono assassinati<ref>{{Cita web |url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/10/20/corso-dei-mille-il-piu-feroce-dei.html |titolo=CORSO DEI MILLE, IL {{Sic|PIU'}} FEROCE DEI CLAN - Repubblica.it<!-- Titolo generato automaticamente --> |accesso=9 agosto 2013 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20130215062804/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/10/20/corso-dei-mille-il-piu-feroce-dei.html |dataarchivio=15 febbraio 2013 |urlmorto=no }}</ref> ma anche i due figli di Buscetta rimasero vittime della «[[lupara bianca]]» e gli vennero uccisi un fratello, un genero, un cognato e quattro nipoti<ref>{{Cita web |url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/07/17/un-impero-basato-sulla-cocaina-che-gestiva.html |titolo=Un impero basato sulla cocaina che gestiva come un Gangster - La Repubblica, luglio 1984 |accesso=6 agosto 2013 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20141006103042/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/07/17/un-impero-basato-sulla-cocaina-che-gestiva.html |dataarchivio=6 ottobre 2014 |urlmorto=no }}</ref>.
In queste circostanze, la "Commissione" (ormai composta soltanto da capimandamento fedeli a Riina e Provenzano) ordinò l'omicidio dell'onorevole [[Pio La Torre]], che era giunto da pochi mesi in [[Sicilia]] per prendere la direzione regionale del [[Partito Comunista Italiano|PCI]] ed aveva proposto un disegno di legge che prevedeva per la prima volta il reato di "[[associazione mafiosa]]" e la confisca dei patrimoni mafiosi di provenienza illecita: il 30 aprile [[1982]] La Torre venne trucidato insieme al suo autista [[Rosario Di Salvo]] in una strada di [[Palermo]]<ref>{{Cita web |url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/03/26/era-contro-ciancimino-mattarella-fu-ucciso.html |titolo=' ERA CONTRO CIANCIMINO E MATTARELLA FU UCCISO' - Repubblica.it<!-- Titolo generato automaticamente --> |accesso=6 agosto 2013 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20141006152450/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/03/26/era-contro-ciancimino-mattarella-fu-ucciso.html |dataarchivio=6 ottobre 2014 |urlmorto=no }}</ref>.
In seguito al delitto La Torre, il Presidente del Consiglio [[Giovanni Spadolini]] e il ministro dell'Interno [[Virginio Rognoni]] chiesero al generale [[Carlo Alberto Dalla Chiesa]] di insediarsi come prefetto di [[Palermo]] con sei giorni di anticipo<ref name=autogenerato10 />: infatti il ministro Rognoni aveva promesso a Dalla Chiesa poteri di coordinamento fuori dall'ordinario per contrastare l'emergenza mafiosa ma tali poteri non gli furono mai concessi<ref>{{Cita web |url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/11/09/cosi-lo-stato-abbandono-dalla-chiesa.html |titolo=Così lo Stato abbandonò Dalla Chiesa - Repubblica.it<!-- Titolo generato automaticamente --> |accesso=6 agosto 2013 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20131230232926/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/11/09/cosi-lo-stato-abbandono-dalla-chiesa.html |dataarchivio=30 dicembre 2013 |urlmorto=no }}</ref>. Per queste ragioni Dalla Chiesa denunciò il suo stato di isolamento con una famosa intervista al giornalista [[Giorgio Bocca]], in cui parlò anche dei legami tra le cosche ed alcune famose imprese [[Catania|catanesi]]<ref>[http://www.repubblica.it/cronaca/2012/09/03/news/dalla_chiesta_ultima_intervista_bocca-41889663/ Intervista del Prefetto Dalla Chiesa a Giorgio Bocca] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20140104210812/http://www.repubblica.it/cronaca/2012/09/03/news/dalla_chiesta_ultima_intervista_bocca-41889663/ |datedata=4 gennaio 2014 }} La Repubblica - 10 agosto [[1982]]</ref>; infine il 3 settembre [[1982]], dopo circa cento giorni dal suo insediamento a [[Palermo]], Dalla Chiesa venne brutalmente assassinato da un gruppo di fuoco mafioso insieme alla giovane moglie [[Emanuela Setti Carraro]] e all'agente di scorta [[Domenico Russo (poliziotto)|Domenico Russo]].
 
=== Gli anni ottanta, i primi pentiti e i processi ===
Tutto ciò indusse i mafiosi a scatenare ritorsioni contro i magistrati che applicavano questa nuova norma: il 26 gennaio [[1983]] venne ucciso il giudice [[Giangiacomo Ciaccio Montalto]], il quale era impegnato in importanti inchieste sui mafiosi della [[provincia di Trapani]] e preparava il suo trasferimento alla Procura di [[Firenze]], da dove avrebbe potuto disturbare gli interessi mafiosi in [[Toscana]];<ref>{{Cita web |url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/01/31/fu-riina-condannare-morte-il-giudice-ciaccio.html |titolo=FU RIINA A CONDANNARE A MORTE IL GIUDICE CIACCIO MONTALTO - Repubblica.it<!-- Titolo generato automaticamente --> |accesso=4 gennaio 2014 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20131224111742/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/01/31/fu-riina-condannare-morte-il-giudice-ciaccio.html |dataarchivio=24 dicembre 2013 |urlmorto=no }}</ref> il 29 luglio un'autobomba parcheggiata sotto casa uccise [[Rocco Chinnici]], capo dell'Ufficio Istruzione del Tribunale di [[Palermo]], insieme a due agenti di scorta e al portiere del [[condominio]].<ref>{{Cita web |url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/06/26/strage-chinnici-12-ergastoli-assolti-boss-motisi.html |titolo=Strage Chinnici, 12 ergastoli assolti i boss Motisi e Farinella - la Repubblica.it<!-- Titolo generato automaticamente --> |accesso=4 gennaio 2014 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140104211254/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/06/26/strage-chinnici-12-ergastoli-assolti-boss-motisi.html |dataarchivio=4 gennaio 2014 |urlmorto=no }}</ref>
 
Dopo l'assassinio di Chinnici, il giudice [[Antonino Caponnetto]], che lo sostituì a capo dell'Ufficio Istruzione, decise di istituire un "[[pool antimafia]]", ossia un gruppo di giudici istruttori che si sarebbero occupati esclusivamente dei reati di stampo mafioso, di cui chiamò a far parte i magistrati [[Giovanni Falcone]], [[Paolo Borsellino]], [[Giuseppe Di Lello]] e [[Leonardo Guarnotta]];<ref>{{cita web|url=http://www.treccani.it/enciclopedia/antonino-caponnetto/|titolo=Antonino Caponnetto in Enciclopedia Treccani|accesso=4 gennaio 2014|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20131203041133/http://www.treccani.it/enciclopedia/antonino-caponnetto/|dataarchivio=3 dicembre 2013|urlmorto=no}}</ref> essi, basandosi soprattutto su indagini bancarie e patrimoniali, vecchi rapporti di polizia e procedimenti odierni, raccolsero un abbondante materiale probatorio che andò a confermare le dichiarazioni di [[Tommaso Buscetta]] e [[Salvatore Contorno]], che avevano deciso di collaborare con la giustizia poiché erano stati vittime di vendette trasversali contro i loro parenti e amici durante la «[[seconda guerra di mafia]]»: il 29 settembre [[1984]] le dichiarazioni di Buscetta produssero 366 ordini di cattura mentre quelle di Contorno altri 127 mandati di cattura, nonché arresti eseguiti tra [[Palermo]], [[Roma]], [[Bari]] e [[Bologna]]<ref>{{Cita web |url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/10/26/un-altro-pentito-parla-56-arresti.html?ref=search |titolo=UN ALTRO PENTITO PARLA, 56 ARRESTI - Repubblica.it <!-- Titolo generato automaticamente --> |accesso=4 gennaio 2014 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20131231003135/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/10/26/un-altro-pentito-parla-56-arresti.html?ref=search |dataarchivio=31 dicembre 2013 |urlmorto=no }}</ref>. Per queste ragioni, la "[[Commissione (mafia)|Commissione]]" incaricò il ''boss'' [[Pippo Calò]] di organizzare insieme ad alcuni [[Terrorismo nero|terroristi neri]] e [[Camorra|camorristi]] la [[strage del Rapido 904]] (23 dicembre [[1984]]), che provocò 17 morti e 267 feriti, al fine di distogliere l'attenzione delle autorità dalle indagini del pool antimafia e dalle dichiarazioni di Buscetta e Contorno<ref>[http://www.lastampa.it/2013/05/10/italia/cronache/strage-rapido-chiesto-il-rinvio-a-giudizio-di-toto-riina-xXS97tY1a9r0gJHlI5RvsM/pagina.html “I boss dietro la strage Rapido 904” Chiesto il rinvio a giudizio per Riina] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20171201051003/http://www.lastampa.it/2013/05/10/italia/cronache/strage-rapido-chiesto-il-rinvio-a-giudizio-di-toto-riina-xXS97tY1a9r0gJHlI5RvsM/pagina.html |datedata=1 dicembre 2017 }} La Stampa.it</ref>.
 
L'8 novembre [[1985]] il giudice Falcone depositò l'ordinanza-sentenza di 8&nbsp;000 pagine che rinviava a giudizio 476 indagati in base alle indagini del pool antimafia supportate dalle dichiarazioni di Buscetta, Contorno e altri ventitré collaboratori di giustizia<ref>{{Cita web |url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/11/03/tutte-le-accuse-cosa-nostra.html?ref=search |titolo=TUTTE LE ACCUSE A COSA NOSTRA - Repubblica.it <!-- Titolo generato automaticamente --> |accesso=5 gennaio 2014 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20131231001415/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/11/03/tutte-le-accuse-cosa-nostra.html?ref=search |dataarchivio=31 dicembre 2013 |urlmorto=no }}</ref><ref>{{Cita web |url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/10/22/un-computer-scrivera-le-ottomila-pagine-del.html?ref=search |titolo=UN COMPUTER SCRIVERA' LE OTTOMILA PAGINE DEL RINVIO A GIUDIZIO PER 450 - Repubblica.it <!-- Titolo generato automaticamente --> |accesso=5 gennaio 2014 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20131230231604/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/10/22/un-computer-scrivera-le-ottomila-pagine-del.html?ref=search |dataarchivio=30 dicembre 2013 |urlmorto=no }}</ref>: il cosiddetto "[[maxiprocesso]]" che ne scaturì iniziò in [[processo penale|primo grado]] il 10 febbraio [[1986]], presso un'[[Aula bunker del carcere dell'Ucciardone|aula bunker]] appositamente costruita all'interno del carcere dell'[[Ucciardone]] a [[Palermo]] per accogliere i numerosi imputati e avvocati<ref>{{Cita web |url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/12/22/palermo-una-citta-blindata-giudici-temono.html?ref=search |titolo=PALERMO È UNA CITTA' BLINDATA I GIUDICI TEMONO L'ISOLAMENTO - Repubblica.it<!-- Titolo generato automaticamente --> |accesso=5 gennaio 2014 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140106031814/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/12/22/palermo-una-citta-blindata-giudici-temono.html?ref=search |dataarchivio=6 gennaio 2014 |urlmorto=no }}</ref>, concludendosi il 16 dicembre [[1987]] con 342 condanne, tra cui 19 [[ergastolo|ergastoli]] che vennero comminati tra gli altri a [[Nitto Santapaola]], [[Bernardo Provenzano]] e [[Salvatore Riina]], giudicati in [[contumacia]]<ref>{{Cita web |url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/12/17/giudici-hanno-creduto-buscetta.html?ref=search |titolo=I GIUDICI HANNO CREDUTO A BUSCETTA - Repubblica.it<!-- Titolo generato automaticamente --> |accesso=5 gennaio 2014 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140106034407/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/12/17/giudici-hanno-creduto-buscetta.html?ref=search |dataarchivio=6 gennaio 2014 |urlmorto=no }}</ref>.
 
In seguito alla sentenza di primo grado, il 25 settembre [[1988]] il giudice [[Antonino Saetta]] venne ucciso insieme al figlio Stefano lungo la strada statale [[Caltanissetta]]-[[Agrigento]] da alcuni mafiosi di [[Palma di Montechiaro]] per fare un favore a Riina e ai suoi associati palermitani<ref>{{Cita web |url=http://www.solfano.it/canicatti/sentenzasaetta.html |titolo=Sentenza relativa all'omicidio Saetta |accesso=6 gennaio 2014 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20141128063142/http://www.solfano.it/canicatti/sentenzasaetta.html |dataarchivio=28 novembre 2014 |urlmorto=no }}</ref>: infatti Saetta avrebbe dovuto presiedere il grado di Appello del [[Maxiprocesso]] ed aveva già condannato all'[[ergastolo]] i responsabili dell'omicidio del capitano [[Emanuele Basile (carabiniere)|Emanuele Basile]]<ref>[http://archiviostorico.corriere.it/1995/aprile/07/Ecco_chi_uccise_giudice_Saetta_co_0_9504072345.shtml Ecco chi uccise il giudice Saetta] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20140106155100/http://archiviostorico.corriere.it/1995/aprile/07/Ecco_chi_uccise_giudice_Saetta_co_0_9504072345.shtml |datedata=6 gennaio 2014 }} Corriere della Sera</ref>. Infatti il 10 dicembre [[1990]] la [[Corte d'assise d'appello]] ridusse drasticamente le condanne di primo grado del [[Maxiprocesso]], accettando soltanto parte delle dichiarazioni di Buscetta e Contorno<ref>{{Cita web |url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/12/12/io-non-lotto-faccio-solo-sentenze.html?ref=search |titolo='IO NON LOTTO, FACCIO SOLO SENTENZE' - Repubblica.it<!-- Titolo generato automaticamente --> |accesso=6 gennaio 2014 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140106175605/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/12/12/io-non-lotto-faccio-solo-sentenze.html?ref=search |dataarchivio=6 gennaio 2014 |urlmorto=no }}</ref>.
 
=== Gli anni novanta: le stragi e la trattativa con lo Stato italiano ===
}}</ref>, sentenza confermata nel 2004 dalla Cassazione.
 
Il 27 gennaio [[1994]] vennero arrestati i fratelli [[Filippo Graviano|Filippo]] e [[Giuseppe Graviano]], che si erano occupati dell'organizzazione degli attentati e per questo la strategia delle bombe si fermò<ref name=LARI />. In quel periodo numerosi mafiosi iniziarono a collaborare con la giustizia per via delle dure condizioni d'isolamento in carcere previste dalla nuova norma del [[articolo 41 bis|41-bis]] e dalle nuove leggi in materia di collaborazione: nel [[1996]] il numero dei collaboratori di giustizia raggiunse il livello record di 424 unità<ref>John Dickie, ''Cosa nostra'', pag. 440</ref>; contemporaneamente le indagini della neonata [[Direzione Investigativa Antimafia]] portarono all'arresto di numerosi latitanti ([[Leoluca Bagarella]], [[Pietro Aglieri]], [[Giovanni Brusca]] ed altre decine di mafiosi)<ref>{{Cita web |url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/06/26/dio-mio-proprio-lui.html?ref=search |titolo=' DIO MIO, È PROPRIO LUI ... È NOSTRO' - Repubblica.it<!-- Titolo generato automaticamente --> |accesso=3 gennaio 2014 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140103222244/http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/06/26/dio-mio-proprio-lui.html?ref=search |dataarchivio=3 gennaio 2014 |urlmorto=no }}</ref><ref>[http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/21/Brusca_arrestato_era_con_moglie_co_8_960521734.shtml Brusca arrestato, era con moglie e figlio] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20131220195928/http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/21/Brusca_arrestato_era_con_moglie_co_8_960521734.shtml |datedata=20 dicembre 2013 }} Corriere della Sera</ref>.
 
=== Gli anni duemila e l'arresto di Provenzano ===
A proposito dei rapporti tra mafia e stato, si parlerebbe di ''[[rito peloritano]]'' per riferirsi a una situazione di particolare contiguità (per non dire addirittura coincidenza) tra uomini di mafia e presunti esponenti delle istituzioni italiane.{{senza fonte}}
 
Esiste inoltre una ''[[Commissione regionale (mafia)|Commissione regionale]]'' che decide l'andamento delle cose anche dal punto di vista politico, ovvero decide per chi, le persone di una famiglia e i loro affiliati dovessero votare.<ref name=calderone>[http://www.liberliber.it/mediateca/libri/i/italia/verbali_antimafia_xi_legislatura/html/violante01/11_00.htm ''Verbale di Violante su deposizione Antonino Calderone''] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20140103191230/http://www.liberliber.it/mediateca/libri/i/italia/verbali_antimafia_xi_legislatura/html/violante01/11_00.htm |datedata=3 gennaio 2014 }}. Liberliber. Mediateca. Libri. Verbali antimafia.</ref> Per esempio [[Salvo Lima]] e [[Vito Ciancimino]] furono eletti da voti mafiosi di cittadini legati alla mafia della città di Palermo, Salvo Lima non mantenne le sue promesse elettorali e fu ucciso, invece Vito Ciancimino fu condannato per essere stato un mafioso conclamato.
 
== Rapporti con le altre organizzazioni criminali ==
=== ''Organizacija'' ===
{{vedi anche|Organizacija}}
Nel [[1994]] viene segnalata la presenza della mafia russa sul territorio degli Stati Uniti, ad Atlanta, e sulla loro collaborazione con Cosa nostra<ref>[http://archiviostorico.corriere.it/1994/agosto/24/mafia_russa_Cosa_Nostra_nuovi_co_0_9408245751.shtml ''Mafia russa e Cosa Nostra, nuovi alleati in USA''] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20130621033101/http://archiviostorico.corriere.it/1994/agosto/24/mafia_russa_Cosa_Nostra_nuovi_co_0_9408245751.shtml |datedata=21 giugno 2013 }}. Corriere della Sera. Archivio storico. 24 agosto 1994.</ref>.
 
Verso il 1998, la [[Solncevskaja bratva]] di Mosca, può contare su un proprio capo a Roma che coordina gli investimenti della mafia russa in Italia. Dall'indagine risulta che rispettabili banchieri occidentali danno al boss russo consigli molto utili su come riciclare il denaro sporco dalla Russia in Europa, in maniera legale<ref>[http://www.lastampa.it/2012/05/22/italia/cronache/i-vecchi-padrini-scalzatida-messicani-cinesi-e-russi-n9RY33ugINuRcR9TtnNvlI/pagina.html ''I vecchi padrini scalzati da messicani, cinesi e russi''] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20130129101221/http://www.lastampa.it/2012/05/22/italia/cronache/i-vecchi-padrini-scalzatida-messicani-cinesi-e-russi-n9RY33ugINuRcR9TtnNvlI/pagina.html |datedata=29 gennaio 2013 }}. La stampa. Cronache. 22 maggio 2012.</ref>.
 
Nel [[2008]] viene formalizzata la collaborazione fra mafia russa e Cosa nostra, [['ndrangheta]] e [[camorra]]<ref name=piovra>[http://notizie.virgilio.it/esteri/mafia-russa.html ''I tentacoli della piovra russa in Italia: una rete sempre più forte''] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20121105171730/http://notizie.virgilio.it/esteri/mafia-russa.html |data=5 novembre 2012 }}. Virgilio. Notizie. Esteri. 25 marzo 2010.</ref>. Sotto la supervisione della mafia russa le aziende agricole italiane, i trasporti delle merci: sia a livello internazionale, sia all'interno del paese. La mafia russa nel mondo conta circa 300&nbsp;000 persone ed è la terza organizzazione criminale per la sua influenza, dopo l'originale italiana e le reti criminali cinesi<ref name=piovra />.
Dopo l'arresto dei Corleonesi e di Salvatore Lo Piccolo, si ipotizzò un ritorno della famiglia Inzerillo dagli [[USA]], i cosiddetti ''scappati'' dalla [[seconda guerra di mafia]] scatenata da Totò Riina. Si voleva infatti ristrutturare l'organizzazione e ritornare al passato e rientrare nel traffico di droga, attualmente in mano alla 'Ndrangheta.{{senza fonte}}
 
Il 7 febbraio [[2008]] però vengono arrestate 90 persone tra [[New York]] e la Sicilia, presunti appartenenti alle famiglie Inzerillo e il suo boss Giovanni Inzerillo, Mannino, Di Maggio e [[Gambino (famiglia)|Gambino]], tra cui anche il boss [[Jackie D'Amico]]: fu la più grande retata dopo "''Pizza connection''".<ref>[http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/operazione-palermo-ny/operazione-palermo-ny/operazione-palermo-ny.html ''Decine di arresti a Palermo e New York Presi i boss del nuovo patto Italia-Usa''] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20080208044930/http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/operazione-palermo-ny/operazione-palermo-ny/operazione-palermo-ny.html |datedata=8 febbraio 2008 }}. Repubblica. Cronaca. 7 febbraio 2008<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>
 
=== ''Perseo'' ===
{{Vedi anche|Operazione Perseo}}
Il 16 dicembre 2008, con l'[[operazione Perseo]], i Carabinieri di Palermo catturarono 99 mafiosi appartenenti ai vertici di Cosa nostra palermitana che, unitamente a decine di gregari, tentavano di ricostituire la Commissione provinciale palermitana.<ref>[http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/mafia-5/blitz-nuova-mafia/blitz-nuova-mafia.html ''Mafia, maxi blitz in Sicilia, Volevano rifondare la Cupola''] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20081220182407/http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/mafia-5/blitz-nuova-mafia/blitz-nuova-mafia.html |datedata=20 dicembre 2008 }}, Repubblica. Cronaca. 16 dicembre 2008.</ref>
 
=== ''New Bridge'' ===
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