Differenze tra le versioni di "Ugo Foscolo"

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=== Gli anni in Francia (1804-1806) ===
Pubblicato il lavoro callimacheo, Foscolo scrisse il 25 novembre 1803 a [[Francesco Melzi d'Eril]], presidentevicepresidente della [[Repubblica Italiana (1802-1805)|Repubblica Italiana]]: «È tempo che un giovine di venticinque anni abbandoni l'ozio letterario», e chiese di rientrare nell'esercito napoleonico in qualità di «capo-battaglione soprannumerario del Battaglione della Guardia che s'avvia per la Francia».<ref>''Epistolario'' I, p. 191.</ref> Si trattava di unirsi alla programmata invasione dell'Inghilterra, che [[Napoleone Bonaparte|Napoleone]] non avrebbe poi messo in atto.<ref>M. A. Terzoli, ''Foscolo'', cit., p. 52.</ref> La divisione italiana, pronta a partire per la [[Francia]], era comandata dal generale [[Domenico Pino]], presso il quale Foscolo aveva già servito, difendendolo inoltre pubblicamente sul ''Monitore Italiano'' dopo la [[battaglia di Marengo]]. Foscolo non era tuttavia benvoluto da [[Gioacchino Murat]], vistosi preso di mira nell<nowiki>'</nowiki>''Orazione a Bonaparte pel Congresso di Lione'' (1802), sicché fu arruolato solo nel giugno successivo e solo come capitano di fanteria aggiunto, assegnato al Comando dei depositi di [[Valenciennes]], dove i francesi erano di stanza.<ref>G. Nicoletti, cit., p. 151.</ref>
 
Dopo un breve passaggio per [[Parigi]], dove [[Ferdinando Marescalchi]], ministro per le Relazioni Estere della Repubblica Italiana, lo dice presente il 10 luglio 1804,<ref>''I Carteggi di F. Melzi d'Eril duca di Lodi'', a c. di C. Zaghi, Milano, Museo del Risorgimento e delle raccolte storiche del comune, 1958-1966, vol. VI, p. 311, cit. in G. Nicoletti, cit., pp. 151-152.</ref> giunse a Valenciennes. In Francia e nella Francia del nord visse fino al [[1806]]; dovette dedicarsi agli approvvigionamenti, cosa che lo esentò dai combattimenti; fu messo anche a guardia di un gruppo di profughi inglesi, guardati con sospetto da Napoleone. A Valenciennes conobbe una giovane inglese (da cui andò per apprendere la lingua in vista dell'invasione dell'isola, poi mai attuata) Lady Fanny Emerytt Hamilton, da lui chiamata anche Sophia, dalla quale ebbe una figlia nel [[1805]], Mary, che egli chiamerà sempre [[Floriana Foscolo|Floriana]], e di cui sarà ignaro per molto tempo<ref>Margarer Campbell, Walter Wicks, ''The Italian Exiles in London, 1816-1848'', p. 41</ref>; la rivedrà dopo molti anni in [[Inghilterra]] e sarà il conforto dei suoi ultimi anni. Qualche critico ha messo in dubbio la reale filiazione della giovane, asserendo che fosse figlia di Lord Hamilton, il marito di Fanny, e affidata a Foscolo come figlia adottiva dalla nonna materna Mary Walker Emerytt, dopo la morte dei genitori (d'altra parte ci sono state diverse ipotesi anche sul nome della nobildonna).<ref>{{Cita web |url=http://www.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1999/03/23/Cultura/POETI-FOSCOLO-SEGRETO---FLORIANA-UNA-NINFETTA-PER-FIGLIA_142100.php |titolo=Foscolo segreto |accesso=6 maggio 2020 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20180818214449/http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1999/03/23/Cultura/POETI-FOSCOLO-SEGRETO---FLORIANA-UNA-NINFETTA-PER-FIGLIA_142100.php |dataarchivio=18 agosto 2018 |urlmorto=no }}</ref><ref>Per una più approfondita analisi della questione si veda E. R. Vincent, ''Ugo Foscolo esule fra gli inglesi'', Firenze 1954, pp. 246-249.</ref>
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