Differenze tra le versioni di "Il bandolero stanco"

Trama del film
(Trama del film)
 
|regista = [[Fernando Cerchio]]
|soggetto = [[Emo Bistolfi]]
|sceneggiatore = [[Emo Bistolfi]], [[Sandro Continenza]] (come Mario Continenza), [[Renato Rascel]], [[Carlo Romano]], [[Mario Guerra]], [[Vittorio VeltroneVeltroni]]
|produttore = [[Emo Bistolfi]], [[Ezio Gagliardo]]
|produttore esecutivo =
|truccatore =
}}
'''''Il bandolero stanco''''' è un [[film comico]] di ambientazione [[film western|western]] del [[1952]] diretto da [[Fernando Cerchio]]. e interpretato, fra gli altri, da [[Renato Rascel]] nel ruolo di un buffo personaggio messicano di nome Pepito.
 
== Trama ==
La [[sceneggiatura]] è di [[Emo Bistolfi]], autore anche del [[soggetto (cinema)|soggetto]] insieme a [[Sandro Continenza]] e allo stesso Rascel.
Il povero Pepito sogna di sposare la bella Carmen e parte per Golden City con la speranza di diventare ricco con le miniere d'oro. Nel villaggio domina lo sceriffo Fred con i suoi uomini, e i giacimenti auriferi sembrano esauriti. Pepito, scambiato per un rabdomante, scopre improvvisamente un nuovo filone e la sera stessa festeggia nel ''saloon''. Malgrado i consigli di Susanna, la cantante del locale, Pepito comincia a giocare alla roulette e vince su Fred, portandogli via tutti i suoi averi e diventando l'uomo più ricco di Golden City. A questo punto decide di scrivere a Carmen per farsi raggiungere: lei arriva dopo pochi giorni, scortata da Fred e dai suoi uomini, che raccontano di averle salvato la vita, ma il giorno delle nozze Pepito scopre che Carmen e Fred si sono messi d'accordo per derubarlo e fuggire insieme. Con uno stratagemma, Pepito disarma tutta la banda e ingaggia un duello con Fred, vincendo. Carmen e Fred vengono cacciati via dal villaggio, mentre Pepito sposa Susanna<ref>{{Cita libro|titolo=Segnalazioni cinematografiche|editore=Centro Cattolico Cinematografico|città = Roma|anno = 1953|volume = XXXIII|p = 16}}</ref>.
 
==Trama Critica ==
Il povero Pepito spera di diventare ricco con le miniere d'oro e di sposare la bella Carmen.
 
==Critica==
{{Citazione|Il film vuole essere una parodia dei [[western]] e riesce ad esserlo sino a un certo momento, fino a quando cioè, la cosa non diventa stucchevole, come l'interminabile duello finale. Rascel lavora con la consueta disinvoltura, giovandosi, come al solito più delle battute di dialogo a volte spiritose, che delle proprie espressioni. [[Lauretta Masiero]] fa la [[Betty Hutton]] della situazione e sa rendersi gradevole. Abbastanza curata l'ambientazione|Alberto Albertazzi, ''Intermezzo'', 15 gennaio 1953}}
 
==Collegamenti esterniNote ==
<references/>
 
== Collegamenti esterni ==
* {{Collegamenti esterni}}
 
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