Differenze tra le versioni di "Marcello Dudovich"

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== Il soggiorno in Libia ==
Nel [[1937]] Marcello si reca in [[Libia]] chiamato da [[Italo Balbo]], per un lungo soggiorno e vi ritornerà nel [[1951]] ospite della nipote Nives Comas Casati, già sua allieva e modella. La Casati fu anche cartellonista, come dimostra ad esempio il cartellone per il [[Palio di Ferrara]], eseguito nel 1933 in collaborazione con [[Amerigo Ferrari]]. Il lungo soggiorno libico lo influenzerà fermamente: il suggestivo ambiente esotico offre all'artistaa Dudovich una quantità di soggetti e di spunti e ravviva la sua appannata freschezza ideativa.
DudovichEgli scatta molte fotografie di scene e figure indigene, realizza numerosi disegni e schizzi e,; questo materiale, si traduce a livello pittorico in una serie di opere a tempera, tra cui, per solenne imponenza, primeggia il ritratto – oggi in America – raffigurante la nipote Nives in abito africano. Da ora, quasi in ogni mostra personale che Dudovich allestirà, sarà presente una sezione dedicata alla Libia e alle “scene libiche”: paesaggi, castelli, mura, moschee; e ancora scene di vita vissuta, tipi umani, con particolare attenzione alle grazie delle belle e giovani indigene. Rientrato in Italia, Dudovichl'artista continuerà a riflettere su quel mondo colorito e al rapporto tra le “due civiltà”, al punto da organizzare nel proprio studio sedute di posa per evocare fittizie situazioni “libiche”, obbligando amici e modelle a indossare improvvisati burnus e a posare per qualche serie di scatti fotografici. In Libia, egli tornerà ancora nel 1951 e vi terrà anche un paio di mostre personali.
 
== Ultimi anni ==
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