Differenze tra le versioni di "Efestione"

=== Relazioni personali ===
{{vedi anche|Relazioni personali di Alessandro Magno}}
Molto poco si sa delle relazioni personali di Efestione, a parte il suo rapporto, eccezionalmente stretto, con [[Alessandro Magno]]. Questi era una figura straordinaria e carismatica che ebbe molti amici, ma nessuno paragonabile con Efestione<ref name="Curzio 3.12.16"/>: la loro fu un'amicizia a tutta prova, che si era forgiata nella fanciullezza, e che sarebbe poi durata oltre l'adolescenza, passando indenne attraverso l'ascesa al trono di Alessandro, la durezza delle campagne militari, le lusinghe della vita di corte e anche attraverso i loro matrimoni. Il loro vecchio maestro, [[Aristotele]], riferendosi al rapporto tra i due, parlò di "...&nbsp;una sola anima dimorante in due corpi".<ref>Diogene Laerzio 9</ref>
 
[[File:Veronese, Paolo - The Family of Darius before Alexander - 1565-7.jpg|thumb|upright=1.7|''[[La famiglia di Dario ai piedi di Alessandro]]'' di [[Paolo Veronese]] 1565-67 olio su tela, [[National Gallery (Londra)|National Gallery]], Londra. Alessandro ed Efestione visitano la famiglia reale di Dario III di Persia prigioniera.]]
Il loro vecchio maestro, [[Aristotele]], descrisse l'amicizia, parlando di "...&nbsp;una sola anima dimorante in due corpi",<ref>Diogene Laerzio 9</ref> e
Che ancheche loro stessi considerassero tale la loro amicizia è dimostrato da un episodio avvenuto all'indomani della [[battaglia di Isso]] e riportato concordemente da [[Diodoro Siculo]]<ref>Diodoro 17.37.5</ref>, [[Arriano]]<ref>Arriano 2.12.31</ref>, e [[Quinto Curzio Rufo|Curzio Rufo]]<ref name="Curzio 3.12.17">Curzio 3.12.17</ref>. Secondo i loro racconti, Alessandro ed Efestione si recarono insieme a visitare la famiglia reale di [[Dario III di Persia|Dario III]] che era stata catturata alla fine della battaglia, con l'intenzione di rassicurare sulla loro sorte le regine prigioniere. Al loro ingresso nella tenda, le nobildonne fecero atto d'onore alla maniera persiana nei confronti dell'aitante Efestione, molto bello<ref>alla bellezza fisica (''species corporis'') di Efestione Curzio Rufo fa ripetutamente cenno: egli "era più bello del re" (10.3.16), il giovane Euxenippo (secondo Chugg, in realtà l'eunuco e favorito di Alessandro, passato alla storia con il nome di [[Bagoa]]) era forse altrettanto bello, ma assai meno virile e affascinante (7.9.19)</ref> e sicuramente più alto di Alessandro<ref>la bassa statura di Alessandro era proverbiale: quando volle assidersi sull'enorme trono di Dario a Susa, fu necessario sistemare un tavolo alla sua base, in quanto lo sgabello precedentemente utilizzato dal Gran Re persiano non gli consentiva di arrivare a poggiarvi sopra i piedi (Lane Fox, ''op. cit.'', pag. 258)</ref>, prendendolo per il re. Messa immediatamente in qualche modo sull'avviso, la regina madre [[Sisigambi]]<ref>La regina madre della Persia rimase profondamente colpita dalla magnanimità e dalla benevolenza dimostrate da Alessandro per la famiglia di Dario. Suo figlio minore, Ossiatre, che pure si era distinto nella battaglia di Isso, fu nondimeno chiamato a far parte della corte, entrando nella guardia del corpo del re (Curzio, 6.2 e 7.5; Plutarco, 43). Lei stessa veniva trattata dal Alessandro con una deferenza filiale: nel rispetto delle convenzioni in uso in Persia, i re, quando si trovava al cospetto della donna, rifiutava addirittura di sedersi, finché lei non lo invitava a farlo. Sisigambi ricambiò l'affetto del macedone fin quasi a considerarlo come un figlio: al momento della morte improvvisa del re, forse anche presagendo la dura sorte che attendeva le nipoti, rimaste così precocemente vedove di Alessandro e di Efestione, si rinchiuse nei suoi alloggiamenti e, in capo a cinque giorni, si lasciò morire di disperazione e di inedia (Curzio, ''passim'')</ref>, si gettò ai piedi di Alessandro chiedendo perdono dell'errore, ma il re la rincuorò dicendole: "Non vi siete sbagliata, madre, giacché anche lui è Alessandro"<ref name="Curzio 3.12.17"/>. Il loro affetto reciproco non fu in alcun modo tenuto segreto, come è confermato dalle loro stesse parole. Efestione, rispondendo a una lettera della madre di Alessandro, [[Olimpia d'Epiro|Olimpiade]], ebbe modo di scrivere: "...&nbsp;Voi sapete che Alessandro significa per noi più di ogn'altra cosa"<ref>Diodoro 17.114.3. L'uso, piuttosto strano, del ''[[Plurale maiestatico|pluralis maiestatis]]'' da parte di Efestione, rende peraltro il significato della sua affermazione forse meno significativo o comunque più sibillino di quanto non appaia a prima vista</ref>. Arriano riferisce che il re, dopo la morte di Efestione, lo definì "...&nbsp;l'amico che valutavo come la mia stessa vita"<ref>Arriano 7.14.50</ref>. Paul Cartledge descrive la loro intimità dicendo: "Alessandro sembra in affetti aver fatto riferimento a Efestione come al suo ''alter ego''"<ref>Cartledge, pag. 19</ref>.
 
La loro amicizia si tradusse anche in una stretta collaborazione operativa; in tutto ciò che intraprese Alessandro si trovò Efestione sistematicamente al fianco. I due lavorarono molto bene insieme e, se si studia la carriera di Efestione, si riscontra facilmente la traccia di una costante e crescente fiducia di Alessandro nei suoi confronti. Con l'inizio della spedizione in India, dopo la scomparsa di generali della vecchia generazione, si registrarono tra gli ufficiali della nuova esempi di tradimento<ref>Arriano 3.26</ref>, di mancata condivisione delle aspirazioni di Alessandro per una crescente integrazione dei Persiani nell'esercito<ref>Arriano 4.8</ref>, e anche di semplice incompetenza<ref>Arriano 4.5</ref>. Ripetutamente, quando Alessandro si trovò nella necessità di dividere le sue forze, ne affidò una parte a Efestione, magari affiancandolo con qualcuno fornito di maggiori competenze militari<ref name="reames" />, ben sapendo che in lui trovava una persona di indiscutibile lealtà, che capiva e condivideva dal profondo le sue aspirazioni e che, non ultimo, era anche capace di portare a buon fine i compiti affidatigli.