Differenze tra le versioni di "Partito Socialista d'Ucraina"

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== Storia ==
 
Il PSU è stato fondato nel [[1991]], alla fine della dittatura [[Comunismo|comunista]], e si contraddistingue nel panorama politico nazionale per la sua adesione ai valori [[Socialismo democratico|socialdemocratici]]. Leader per molti anni ne è stato [[Oleksandr Moroz]], già esponente del [[Partito Comunista d'Ucraina]]. Moroz si candidò alle presidenziali del [[1994]] ed ottenne il 13% voti, posizionandosi al terzo posto e non riuscendo ad arrivare al ballottaggio. Alle politiche del [[1998]] il PSU ottenne l'8,9% dei voti ed elesse 34 deputati. Alle presidenziali del [[1999]], Oleksander Moroz si ricandidò ottenne l'11% dei voti, posizionandosi di nuovo al terzo posto. Il PSU decise, allora, di far confluire i propri voti su Petro Symonenko del Partito Comunista d'Ucraina, che fu sconfitto dal moderato indipendente [[Leonid Kučma]], presidente uscente e ispiratore del futuro [[Partito delle Regioni]].
 
Alle successive politiche del [[2002]], il PSU scese al 6,8%, eleggendo 24 deputati (10 in meno), ma entrò a far parte, insieme a [[Nostra Ucraina]] ed al [[Blocco Julija Tymošenko]], del governo guidato da [[Viktor Juščenko]]. Alle presidenziali del [[2004]], Oleksander Moroz ottenne il 5% dei voti ed al secondo turno il PSU decise di sostenere Juščenko, che venne superato da [[Viktor Janukovyč]] del Partito delle Regioni. Il risultato però venne contestato dalla cosiddetta ''Coalizione Arancione'' (PSU, BYT, NU), che ottenne la ripetizione del voto, con la vittoria di Juščenko.
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