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== Storia ==
[[File:Celestinus quintus.jpg|thumb|[[Celestino V]], papa che sarebbe nato nei dintorni di Limosano, oppure a [[Isernia]]]]
Il nucleo più antico sorge sulla parte centrale del colle tufaceo del centro storico, mentre quella più recente tardorinascimentale si è sviluppata ai piedi del Palazzo Ducale. Limosano ha origini medievali, costruita attorno a un castello fondato dai [[Longobardi]], quando faceva parte del Gastaldatogastaldato di [[Bojano]], successivamente divenuto nel [[XIII secolo]] Contadocontado di Molise.<br>In origine i principali ingressi erano due porte a Via Cavour e a Via Borgo. Lo stemma raffigura una torre alla cui sommità convergono tre comete, simboleggianti i tre paesi di [[Sant'Angelo Limosano]], Limosano e [[Ripalimosani]]. Notizie certe del borgo si hanno nel [[XII secolo]], quando Limosano fu dominio normanno: uno dei primi signori fu Roberto Figliolo di Tristano, il quale insieme al vescovo Giovanni di [[Trivento]] donò nel 1109 la chiesa del paese, dedicata a Sant'Illuminata, all'[[abbazia di Montecassino]].<br>Successivamente fu signore di Limosano Manfredi Marchisio; Limosano durante il dominio angioino fu data alla stirpe dei Conti Renan; il signore Rodolfo nel [[1296]] la vendette per 80 once.
 
In origine i principali ingressi erano due porte a Via Cavour e a Via Borgo. Lo stemma raffigura una torre alla cui sommità convergono tre comete, simboleggianti i tre paesi di [[Sant'Angelo Limosano]], Limosano e [[Ripalimosani]]. Notizie certe del borgo si hanno nel [[XII secolo]], quando Limosano fu dominio normanno: uno dei primi signori fu Roberto Figliolo di Tristano, il quale insieme al vescovo Giovanni di [[Trivento]] donò nel 1109 la chiesa del paese, dedicata a Sant'Illuminata, all'[[abbazia di Montecassino]]. Successivamente fu signore di Limosano Manfredi Marchisio; Limosano durante il dominio angioino fu data alla stirpe dei Conti Renan; il signore Rodolfo nel [[1296]] la vendette per 80 once.
 
Dalla fine del [[XIII secolo]] a quella del successivo, non si hanno notizie certe di Limosano, tranne che fu possesso delle famiglie Stendardo, Galuccio e Acquaviva di [[Atri]]. Nel 1417 fu venduta al conte Guglielmo Gambatesa di [[Campobasso]], poi nel 1450 a [[Francesco Pandone]], conte di [[Venafro]]. Nel 1495 passò ai Di Capua di [[Termoli]], precisamente nel 1526 appartenne a Gennaro Di Capua. Nel 1715 il feudo fu messo all'asta, e appartenne ai marchesi di [[Pietracatella]], i quali lo cedettero ai Venere intorno al [[1806]], quando Bonaparte abolì il feudalesimo. Da questo momento Limosano subì il fenomeno dell'emigrazione, essendo venuto meno il potere dei signori, scendendo fino ai 2.500 abitanti. Nel 1948 ufficialmente entrò nella [[provincia di Campobasso]].
== Monumenti ==
=== Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore ===
La chiesa risale all'[[XI secolo]], restaurata nel [[XV secolo]] dopo un terremoto, e nuovamente pesantemente modificata nel Settecento. Di originale rimane la cripta sotterranea; la facciata è assai semplice, caratterizzata da un portale sormontato da finestrone rettangolare. Il portale presenta un architrave con scritta latina e la data di restauro della chiesa, nel 1755; la pianta dell'edificio è rettangolare con navata unica, composta lateralmente da una serie di cappelle delimitate da archi a tutto sesto. La campata vicino all'ingresso è formata da un ballatoio che conserva l'organo ligneo.<br>Il presbiterio che è collocato in una posizione elevata rispetto alla zona dei fedeli, conserva altare in marmo lavorato; nella parte a destra ci sono delle porte di accesso al campanile e alla sacrestia. Sul lato opposto v'è una stanza che conduce a una cappella a pianta ortogonale, caratterizzata da affreschi rinascimentali; tale cappella è dedicata al Rosario, sede dell'omonima Confraternita.
 
Il presbiterio che è collocato in una posizione elevata rispetto alla zona dei fedeli, conserva altare in marmo lavorato; nella parte a destra ci sono delle porte di accesso al campanile e alla sacrestia. Sul lato opposto v'è una stanza che conduce a una cappella a pianta ortogonale, caratterizzata da affreschi rinascimentali; tale cappella è dedicata al Rosario, sede dell'omonima Confraternita.
 
Il campanile della chiesa si trova sulla destra, a pianta turrita rettangolare. Una delle sue pareti presenta un semiarco ogivale che attesta la sua origine medievale, rimodellata nel Settecento. Vi sono incisi dei simboli allegorici del Sole e dell'Agnello. Al di sotto del livello della chiesa sono dei vani: uno presenta una copertura a botte ed è posizionato sotto la terrazza antistante la facciata; un altro è posto sotto la chiesa, conservando il pavimento a serratura, dove sono sepolti alcuni vescovi con le lapidi medievali originali.
 
=== Chiesa conventuale di San Francesco d'Assisi ===
Si trova in Piazza Vittorio Emanuele, alle porte del borgo antico. Risale al [[1312]], quando fu voluta dai signori D'Angiò, poiché anche Limosano fosse provvista di un convento dei Francescani Cappuccini, che fosse anche provvisto di un seminario di teologia per la formazione di presbiteri. Il convento subì danni con il terremoto del [[1805]] e per questo oggi è piuttosto manomesso nello stile, anche perché nel 1809 fu soppresso, aperto nel [[1821]] e definitivamente chiuso nel 1868, quando la parte monasteriale divenne proprietà del comune.<br>La facciata della chiesa presenta la facciata divisa in due: una è intonacata, mentre l'altra è in mattoncini; la prima è quella di base, con un elegante portale medievale gotico, ornato da colonnine e capitelli con motivi floreali. Al di sopra vi è un rosone con al centro un affresco, e presso la lunetta del portale vi è un bassorilievo dell'Agnello mistico.<br>La chiesa è a navata unica e reca nella parte superiore una tribuna destinata alle donne, ossia il matroneo, mentre nella zona inferiore un confessionale. L'ingresso principale presenta delle scale sulla destra, sorrette da colonne marmoree; nella zona del presbiterio vi sono cinque medaglioni su tela, nonché un coro in legno di noce. Internamente la copertura è a cassettoni lignei, e la luce entra non solo dal rosone, ma anche dalle quattro finestre laterali. Il campanile della chiesa è una tozza torre, che non supera in altezza il livello della facciata.
 
La facciata della chiesa presenta la facciata divisa in due: una è intonacata, mentre l'altra è in mattoncini; la prima è quella di base, con un elegante portale medievale gotico, ornato da colonnine e capitelli con motivi floreali. Al di sopra vi è un rosone con al centro un affresco, e presso la lunetta del portale vi è un bassorilievo dell'Agnello mistico.
 
La chiesa è a navata unica e reca nella parte superiore una tribuna destinata alle donne, ossia il matroneo, mentre nella zona inferiore un confessionale. L'ingresso principale presenta delle scale sulla destra, sorrette da colonne marmoree; nella zona del presbiterio vi sono cinque medaglioni su tela, nonché un coro in legno di noce. Internamente la copertura è a cassettoni lignei, e la luce entra non solo dal rosone, ma anche dalle quattro finestre laterali. Il campanile della chiesa è una tozza torre, che non supera in altezza il livello della facciata.
 
=== Castello Ducale ===
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